Lei era sopravvissuta e non ha smesso di custodire la memoria. Eva Schloss-Geiringer, testimone della Shoah e sorellastra di Anne Frank, è morta sabato scorso a Londra. Aveva 96 anni. Eva e sua madre incontrarono di nuovo Otto Frank dopo la liberazione del lager da parte dell'Armata Rossa. Otto sarebbe diventato il patrigno di Eva: la aiutò a trovare la sua strada.
Le due famiglie avevano condiviso la vita di ogni giorno, prima degli anni terribili passati a nascondersi in alloggi segreti. Nel suo, Anne scrisse il suo indimenticabile Diario. Le due bambine si erano conosciute ad Amsterdam: vivevano vicine e giocavano insieme. E insieme si ritrovarono vittime della furia nazista. Eva era nata a Vienna l'11 maggio 1929, ma si era trasferita ad Amsterdam con la famiglia per sfuggire alla persecuzione nazista. Nel 1944 la famiglia Geiringer fu tradita da un'infermiera olandese collaborazionista: venne deportata ad Auschwitz. Eva e sua madre sopravvissero, mentre il padre Erich e il fratel…
Lei era sopravvissuta e non ha smesso di custodire la memoria. Eva Schloss-Geiringer, testimone della Shoah e sorellastra di Anne Frank, è morta sabato scorso a Londra. Aveva 96 anni. Eva e sua madre incontrarono di nuovo Otto Frank dopo la liberazione del lager da parte dell'Armata Rossa. Otto sarebbe diventato il patrigno di Eva: la aiutò a trovare la sua strada.
Le due famiglie avevano condiviso la vita di ogni giorno, prima degli anni terribili passati a nascondersi in alloggi segreti. Nel suo, Anne scrisse il suo indimenticabile Diario. Le due bambine si erano conosciute ad Amsterdam: vivevano vicine e giocavano insieme. E insieme si ritrovarono vittime della furia nazista. Eva era nata a Vienna l'11 maggio 1929, ma si era trasferita ad Amsterdam con la famiglia per sfuggire alla persecuzione nazista. Nel 1944 la famiglia Geiringer fu tradita da un'infermiera olandese collaborazionista: venne deportata ad Auschwitz. Eva e sua madre sopravvissero, mentre il padre Erich e il fratello Heinz furono assassinati. Anne Frank morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nell'ottobre 1944 a causa del tifo. Il padre Otto fu l'unico membro della famiglia a sopravvivere.
Quando Eva e sua madre tornarono nei Paesi Bassi ritrovarono Otto Frank: la madre di Eva lo sposò. Per oltre quarant'anni Eva non riuscì a trovare le parole. Cominciò a raccontare la sua storia solo nel 1988, durante una mostra dedicata ad Anne Frank a Londra. Da quel momento viaggiò in tutto il mondo, portando la sua testimonianza in scuole, università e carceri, collaborando con la Fondazione Anne Frank Trust, di cui fu cofondatrice nel 1990, e partecipando a progetti educativi. La Fondazione l’ha definita "educatrice instancabile della memoria della Shoah, devota nel promuovere la comprensione e la pace".
Autrice del libro Evàs Story: A Survivor's Tale e protagonista dei documentari Evàs Mission e Evàs Promise. Eva e Anne erano dirimpettaie. Nel documentario si vede un video sgranato girato ad Amsterdam che mostra Anne Frank affacciata alla finestra: sta guardando in strada il passaggio di un matrimonio. Era stata proprio Eva a filmarla.
Quando Otto le mostrò il diario della figlia, Eva si ricordò la promessa fatta al fratello: recuperò le opere d'arte e le poesie nascoste durante la prigionia, e donò trenta dipinti del fratello Heinz al Museo della Resistenza olandese di Amsterdam.
Dopo la terribile esperienza della deportazione, Eva si trasferì a Londra dove si dedicò alla fotografia e incontrò Zvi Schloss, suo marito dal 1952. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno, come il titolo di Cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico. Nel 2021 le fu restituita la cittadinanza austriaca come gesto di riconciliazione con il suo paese natale. L'ultimo incontro con la Casa di Anne Frank ad Amsterdam, fu nel 2017: Eva, che aveva 88 anni, raccontò la sua storia agli studenti dell'Amsterdams Lyceum, mostrando il numero tatuato sul suo braccio.