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Ricordo di Casavola, giurista cattolico ma dall’anima laica

Francesco Paolo Casavola (1931-2026)

 

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Luminare del diritto romano, diventò giudice e poi presidente della Consulta. Con la Costituzione come unica bussola
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Se si riflette sull’esperienza di vita di Francesco Paolo Casavola, l’illustre giurista appena scomparso sulla soglia dei 95 anni, occorre in primo luogo indagare sul significato del “cattolicesimo democratico” nella storia del dopoguerra. È un tema cruciale per lo sviluppo dell’Italia repubblicana. Il termine è forse un po’ ambiguo, ma si tratta d’interpretarlo in modo corretto, ossia come una religiosità dalle forti radici nella società in rapido mutamento. I maggiori giuristi, e Casavola fu tra questi, lo vissero come il modo più idoneo per far convivere la propria fede con le istituzioni laiche e tendenzialmente liberali della Repubblica. Un punto di equilibrio caratteristico della Dc nella sua espressione migliore, il cui esempio più limpido è Alcide De Gasperi che rifiuta di sottomettersi alle pressioni di Pio XII, destinate a snaturare il profilo laico del partito cattolico.

Se si riflette sull’esperienza di vita di Francesco Paolo Casavola, l’illustre giurista appena scomparso sulla soglia dei 95 anni, occorre in primo luogo indagare sul significato del “cattolicesimo democratico” nella storia del dopoguerra. È un tema cruciale per lo sviluppo dell’Italia repubblicana. Il termine è forse un po’ ambiguo, ma si tratta d’interpretarlo in modo corretto, ossia come una religiosità dalle forti radici nella società in rapido mutamento. I maggiori giuristi, e Casavola fu tra questi, lo vissero come il modo più idoneo per far convivere la propria fede con le istituzioni laiche e tendenzialmente liberali della Repubblica. Un punto di equilibrio caratteristico della Dc nella sua espressione migliore, il cui esempio più limpido è Alcide De Gasperi che rifiuta di sottomettersi alle pressioni di Pio XII, destinate a snaturare il profilo laico del partito cattolico.

Non sorprende che Casavola abbia dedicato pagine illuminanti - nella sua vastissima saggistica - a Benedetto Croce, figura che riassume la vicenda italiana ed europea, dandole un senso storico e collocandola su di uno sfondo in cui ha spazio l’idea religiosa degli eventi umani. Da cattolico, il giurista esplora anche personaggi di primo piano come Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira, vicini alla sua visione, ma non sempre in sintonia ideale con lui.

In Casavola prevaleva sempre il rispetto del diritto: tutte le scelte politiche andavano riportate alla Costituzione e al complesso legislativo derivante da essa. Questa fu sempre la rotta della sua attività come storico, come professore di diritto romano all’università Federico II di Napoli, dove divenne preside della facoltà di Giurisprudenza, e poi come giudice della Corte costituzionale. Della Consulta fu presidente dal novembre 1992 al febbraio 1995. E in seguito fu chiamato ad altri prestigiosi incarichi: presidente del Comitato nazionale per la bioetica, presidente dell’Istituto per l’Enciclopedia italiana (la Treccani): per citarne solo i principali.

Va sottolineato che Casavola conservò sempre uno stile riservato. Non amava le luci del palcoscenico e preferiva essere conosciuto e apprezzato per il contenuto dei suoi libri e saggi, nonché per il valore delle sue conferenze. Lo studio del diritto nelle sue diverse forme, come trasmettere ai giovani la coscienza di una cultura in cui spesso al centro c’erano proprio le radici giuridiche della laicità: questa è l’eredità che egli ha voluto lasciare. Senza mai dimenticare - ne era ben convinto - che il diritto va di pari passo con la coscienza della propria identità.

Il suo impegno egli lo aveva messo alla prova in gioventù nelle organizzazioni cattoliche, sempre convinto che la storia d’Italia è «complessa e complicata», per usare una celebre definizione crociana. E del resto si dichiarava consapevole che «dietro e dentro ogni Costituzione c’è sempre, e più di ogni altra cosa, la storia e la cultura di un popolo». Se la vicenda italiana passa in buona misura attraverso l’incrocio di laici e cattolici, Casavola ne è stato un autorevole interprete.

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