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Agatha Christie, i libri per celebrarla a 50 anni dalla morte

Agatha Christie (1890-1976) 

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La scrittrice dei record è ancora molto letta e recitata a teatro: ecco le uscite e le riedizioni per ricordare la “mamma” di Miss Marple ed Hercule Poirot
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Qualcuno ricorda il nome del canonico Victor L. Whitechurch? O dei coniugi G.D.H. e Margaret Cole, attivisti socialisti? O, ancora, del baronetto e sceriffo (evidentemente all’epoca due cariche non incompatibili) Henry Wade? Erano tutti giallisti, tutti inglesi; oggi tutti persi tra le librerie remainder. Viceversa, è ancora molto letta e recitata Agatha Christie, la scrittrice dei record: la più venduta di fiction al mondo (non solo tra le donne: nessun uomo ne ha mai scalfito la vetta), 78 gialli in 44 lingue per 2 miliardi di copie, e i dati sono sempre in aggiornamento.

Inoltre, sei romanzi d’amore, sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, e 19 pièce teatrali, tra cui Trappola per topi, che il 19 marzo scorso ha toccato le 30mila repliche nel West End di Londra, ininterrotte (a parte la …

Qualcuno ricorda il nome del canonico Victor L. Whitechurch? O dei coniugi G.D.H. e Margaret Cole, attivisti socialisti? O, ancora, del baronetto e sceriffo (evidentemente all’epoca due cariche non incompatibili) Henry Wade? Erano tutti giallisti, tutti inglesi; oggi tutti persi tra le librerie remainder. Viceversa, è ancora molto letta e recitata Agatha Christie, la scrittrice dei record: la più venduta di fiction al mondo (non solo tra le donne: nessun uomo ne ha mai scalfito la vetta), 78 gialli in 44 lingue per 2 miliardi di copie, e i dati sono sempre in aggiornamento.

Inoltre, sei romanzi d’amore, sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, e 19 pièce teatrali, tra cui Trappola per topi, che il 19 marzo scorso ha toccato le 30mila repliche nel West End di Londra, ininterrotte (a parte la pausa Covid) dal 1952: un altro primato, quello di opera rappresentata più a lungo.

Il 12 gennaio ricorrono i 50 anni dalla morte della “mamma” di Miss Marple ed Hercule Poirot. L’editore Giunti la commemora con un doppio appuntamento: la biografia romanzata Indomabile – La ragazza che ha inventato il mistero di Susan Lieder (già in libreria) e il giallo La strana morte dell’ammiraglio (dal 14 gennaio). Proprio nel secondo libro, il nome di Christie si intreccia con quelli dei suoi colleghi dimenticati, come lei membri del Detection Club, sorta di società segreta fondata nel 1930 (o giù di lì; con le società segrete non si può mai dire) che raggruppava 29 autori inglesi di romanzi polizieschi, come si chiamavano allora. Esiste ancora, conta 60 aderenti ed è presieduto da Martin Edwards, avvocato come il suo personaggio, Harry Devlin.

In una delle tante serate del Club, Christie, gli scrittori sopra citati e altri nove (G.K. Chesterton, il più famoso dopo di lei, recentemente riscoperto dai lettori di tendenze cattoliche e conservatrici; Anthony Berkeley, Freeman Wills Croft, Clemence Dane, Edgar Jepson, Milward Kennedy, Ronald A. Knox, John Rhode, Dorothy L. Sayers) vollero rispolverare un mai tramontato gioco di società: uno di loro avrebbe iniziato un racconto, un altro avrebbe proseguito e così via, a turno, finché ognuno avrebbe formulato una diversa ipotesi di finale. Così nacque La strana morte dell’ammiraglio. Un ufficiale della marina inglese si aggira tra i vicoli di Hong Kong, dove il profumo dell’oppio esce dalle fumerie, segnalate da lanterne di carta decorate con draghi cremisi. Molti anni dopo l’uomo, ormai sessantenne e tornato in madrepatria, viene ritrovato accoltellato a morte sulla barca di proprietà di un vicario, ormeggiata su un fiume.

Gli elementi dell’indagine anticipano storie di true crime attuali, e molto dibattute sui media: dove è stato uccisa la vittima? Il corpo è stato tenuto al chiuso prima di essere lasciato sul luogo del ritrovamento? Come ci è stato trasportato? E ancora: il delitto è stato premeditato o d’impeto? Dov’è l’arma? Se fosse sott’acqua? Chi aveva le chiavi di casa del defunto? Il quarto capitolo ha il tocco inconfondibile di Agatha Christie, tra soprabiti di pizzo, abiti di chiffon e una pettegolissima albergatrice di paese che ha in antipatia gli “itagliani”. Nel finale a sua firma, un uomo che si finge donna per scopi tutt’altro che nobili, e un ex marito che rifiuta di discutere ancora.

Anche Mondadori celebra la grande bestsellerista inglese. In ottobre sono stati ripubblicati Corpi al sole, Carte in tavola, Gli elefanti hanno buona memoria, Il ritratto di Elsa Greer, Istantanea di un delitto, La morte nel villaggio, Sipario, L’ultima avventura di Poirot, Tragedia in tre atti, Trappola per topi e Il mistero del Treno Azzurro. Quest’anno, accanto alle due raccolte tematiche Delitti a Londra e Delitti in campagna in libreria a febbraio, uscirà un’edizione celebrativa per il centenario di L’assassinio di Roger Ackroyd.

Già il 13 gennaio, per gli Oscar, ecco I sette quadranti, e due giorni dopo su Netflix una miniserie tratta dal libro, diretta da Chris Sweeney e con Helena Bonham Carter, Mia McKenna-Bruce e Martin Freeman.

Il 15 settembre 1890 nasceva a Torquay, nel Devon, Agatha Mary Clarissa Miller, poi coniugata Christie, che avrebbe imparato a surfare (in piedi, tra i primissimi inglesi) a Waikiki; come molti contemporanei si sarebbe appassionata allo spiritismo, e lo avrebbe reso personaggio di alcune opere; durante la Prima guerra mondiale avrebbe approfittato del lavoro in un ospedale per studiare i farmaci, guarda caso soprattutto i veleni. Avrebbe fatto perdere le proprie tracce per 10 giorni a causa di un’amnesia, o forse per punire il primo marito che l’aveva lasciata per un’altra, non si è mai capito. Per le seconde nozze avrebbe scelto un uomo di 13 anni più giovane, rispondendo così ai commenti dei benpensanti: «Un archeologo è il miglior marito possibile. Più la moglie invecchia, più si interessa a lei»; sarebbe entrata nella galleria iconica della copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles; avrebbe ricevuto il meritato, meritatissimo titolo di Dama dell’Impero Britannico. Quella Agatha Christie, che avrebbe scritto di sé: «Dopo Lucrezia Borgia, sono la donna che ha assassinato più persone, seppure solo con la macchina da scrivere», non è mai stata dimenticata.

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