La mostra dei cinquant’anni di Repubblica, una memoria tutta da vivere

La mostra dei cinquant’anni di Repubblica, una memoria tutta da vivere

Dal 15 gennaio al 15 marzo, una grande esposizione al Mattatoio di Roma. Mezzo secolo di informazione, innovazione, di storia del Paese

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La macchina da scrivere è proprio la sua, quella con la quale Eugenio Scalfari il 14 gennaio di cinquant’anni fa ha inventato il giornalismo moderno. È uno dei tanti pezzi unici di La Repubblica una storia di futuro, la grande mostra che da domani, e fino al 15 marzo, celebrerà al Mattatoio di Roma mezzo secolo di informazione e innovazione: mezzo secolo di storia d’Italia. La mostra che racconta questa lunga cavalcata è un’esperienza. È memoria ma anche futuro con i video e le pareti interattive che dialogano con gli originali delle prime pagine, delle vignette, dei numeri zero con le correzioni a penna fatte fino al giorno prima di andare in stampa.

L’esposizione, dopo l’anteprima di oggi con le autorità, sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20: l’ingresso è gratuito, basta registrarsi sul nostro sito. A organizzarla è il giornale insieme con Electa e con Studio Azzurro. Il coordinamento editoriale è del vicedirettore e art director di Repubblica Angelo Rinaldi e di Valentina Desalvo. Il progetto grafico di Francesco Franchi e Davide Mottes. I testi sono a cura di Raffaella De Santis. Per Electa hanno lavorato al progetto Nunzio Giustozzi e Giulio Carlo Pantalei; all’organizzazione Roberto Cassetta; al coordinamento Marta Chiara Guerrieri e Grazia Miracco. Per Studio Azzurro Leonardo Sangiorgi e tutto il suo staff.

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Ieri e oggi, ma soprattutto domani: perché l’obiettivo è di raccontare «tra cinquant’anni un’altra storia di futuro», come scrive il direttore Mario Orfeo nel testo che apre la mostra e il catalogo realizzato dal giornale con Electa. La Repubblica una storia di futuro comincia già dalla piazza di Testaccio che ospita il Mattatoio, piazza Giustiniani, dove due grandi banner annunciano l’evento. Superato l’ingresso, il padiglione 9b è subito sulla sinistra segnalato da una pioggia di prime pagine che ondeggiano sospinte dal vento.

Ad accogliere i visitatori un bookshop pensato come un’edicola, uno schermo touch dove sarà possibile consultare, scegliendo la data, mezzo secolo di prime pagine, una parete d’autore con cinquanta illustratori, da Altan a Ellekappa a Milo Manara, che hanno interpretato a modo loro l’anniversario. Scalfari e Carlo Caracciolo, i due che fecero la rivoluzione, ritratti da Tullio Pericoli (olio e matite su tela), accompagneranno i visitatori al cuore dell’esposizione.

LE VISITE PER LE SCUOLE

L’anima della mostra è una grande stanza il cui perimetro racconta la storia di Repubblica, decennio dopo decennio. Si parlerà dell’esperimento che fu Satyricon anche attraverso ventidue vignette originali di Giorgio Forattini. Si viaggerà tra edizioni locali e supplementi, eventi live e rivoluzione digitale e nel frattempo, attraverso articoli, titoli, foto, si ripercorrerà la storia del Paese. Pareti di storie e di storia che abbracciano il cuore dell’esposizione: il mondo visto da Repubblica. Sette sezioni — politica, mondo, economia, cronaca, spettacoli, sport, cultura — raccontate attraverso pannelli alti 4,5 metri. Da un lato i testi delle nostre grandi firme (Corrado Augias, Natalia Aspesi, Emanuela Audisio, Filippo Ceccarelli, Concita De Gregorio, Paolo Garimberti, Massimo Giannini, Francesco Merlo), dall’altro uno schermo interattivo: cliccando su alcune parole chiave — arte, terrorismo, Olimpiadi, musica, per fare alcuni esempi — i visitatori potranno accedere a contenuti multimediali speciali.

Le stanze finali saranno tutte da vivere: un piccolo cinema che proporrà in loop il docufilm di Ezio Mauro Repubblica50 e lo spazio per gli incontri pensato come un vero omaggio ai lettori: sulle pareti ci sono gli scatti d’autore, da Steve McCurry a Berengo Gardin, che ritraggono la comunità di Repubblica. Nata il 14 gennaio 1976.

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