La Russa, l’ospite inatteso alla mostra di Repubblica: “Forattini? Quella era satira”
di Giovanna VitaleIl Presidente del Senato Ignazio La Russa alla mostra per i 50 anni di Repubblica
È l’ospite che non ti aspetti. Quello che, quando lo vedono arrivare, «sarà una controfigura», scherza qualcuno là fuori, stropicciandosi gli occhi. Lui se ne accorge, ci scherza sopra e si gode l’effetto sorpresa. Ignazio La Russa, presidente del Senato e fondatore di Fratelli d’Italia, varca l’ingresso del Mattatoio intorno alle sette di sera. Ad accoglierlo sulla soglia, il direttore Mario Orfeo. «Prego, entriamo», lo invita. Ma non fa in tempo a muovere un passo che la seconda carica dello Stato si volta, scarta e torna indietro. Ha avvistato Maria Elena Boschi di nero vestita. «Oh guarda chi c’è!», la saluta, prendendola sottobraccio. Per un ingresso trionfale, dal quale la deputata renziana non può sottrarsi.
È allegro La Russa. Perfettamente a suo agio nella folla di volti non esattamente amici. Sta per infilarsi nello spazio che racconta la notte in cui Repubblica nacque, il 14 gennaio del ‘76, quando incrocia Nicola Fratoianni. «Qua sei di casa tu, io sono un intruso», gli st…
È l’ospite che non ti aspetti. Quello che, quando lo vedono arrivare, «sarà una controfigura», scherza qualcuno là fuori, stropicciandosi gli occhi. Lui se ne accorge, ci scherza sopra e si gode l’effetto sorpresa. Ignazio La Russa, presidente del Senato e fondatore di Fratelli d’Italia, varca l’ingresso del Mattatoio intorno alle sette di sera. Ad accoglierlo sulla soglia, il direttore Mario Orfeo. «Prego, entriamo», lo invita. Ma non fa in tempo a muovere un passo che la seconda carica dello Stato si volta, scarta e torna indietro. Ha avvistato Maria Elena Boschi di nero vestita. «Oh guarda chi c’è!», la saluta, prendendola sottobraccio. Per un ingresso trionfale, dal quale la deputata renziana non può sottrarsi.
È allegro La Russa. Perfettamente a suo agio nella folla di volti non esattamente amici. Sta per infilarsi nello spazio che racconta la notte in cui Repubblica nacque, il 14 gennaio del ‘76, quando incrocia Nicola Fratoianni. «Qua sei di casa tu, io sono un intruso», gli stringe la mano, dichiarandosi reo confesso. Il leader di Avs, assai meno ridanciano, un po’ si irrigidisce: «Certo, la mostra è bellissima, guardatela. È una bella lezione di democrazia». Ma il presidente del senato è troppo di buon umore per cedere alle provocazioni. Esamina una per una le vignette di Forattini: «Questa sì che era satira, quella di ora non regge il passo». Si appassiona alle prime pagine, ai titoli di un tempo che è anche il suo. Venti minuti ed è fatta. “L’intruso” sparisce fra lo stupore generale.