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Il presidente Mattarella a Repubblica: “I vostri 50 anni un bellissimo percorso”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visita la mostra "Una storia di futuro" con il direttore di Repubblica Mario Orfeo

 

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Il Capo dello Stato all’inaugurazione a Roma della mostra per il compleanno del quotidiano. “Una data importante, quelle pagine e le foto di quei giornalisti fanno ripercorrere la nostra storia”
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«Un magnifico percorso: 50 anni sono importanti, Repubblica in questi anni è stata una comunità di riflessione». Sergio Mattarella ha inaugurato ieri pomeriggio all’ex Mattatoio, a Roma, la mostra Una storia di futuro per i cinquant’anni del nostro giornale, fondato il 14 gennaio 1976 da Eugenio Scalfari.

Accompagnato dal direttore Mario Orfeo si è immerso tra prime pagine storiche, foto celebri, vignette, video, pannelli multimediali, cimeli, come la macchina da scrivere Olivetti Lettera 32 che Scalfari teneva sulla sua scrivania nell’ufficio in piazza Indipendenza, che fu la prima sede della redazione.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’amministratore delegato di Exor John Elkann e il direttore di Repubblica Mario Orfeo

 

C’è, per intero, il racconto dell’Italia e del mondo. Una narrazione intrecciata, giorno dopo giorno, articolo dopo articolo, dalle 15…

«Un magnifico percorso: 50 anni sono importanti, Repubblica in questi anni è stata una comunità di riflessione». Sergio Mattarella ha inaugurato ieri pomeriggio all’ex Mattatoio, a Roma, la mostra Una storia di futuro per i cinquant’anni del nostro giornale, fondato il 14 gennaio 1976 da Eugenio Scalfari.

Accompagnato dal direttore Mario Orfeo si è immerso tra prime pagine storiche, foto celebri, vignette, video, pannelli multimediali, cimeli, come la macchina da scrivere Olivetti Lettera 32 che Scalfari teneva sulla sua scrivania nell’ufficio in piazza Indipendenza, che fu la prima sede della redazione.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’amministratore delegato di Exor John Elkann e il direttore di Repubblica Mario Orfeo

 

C’è, per intero, il racconto dell’Italia e del mondo. Una narrazione intrecciata, giorno dopo giorno, articolo dopo articolo, dalle 1500 firme che hanno fatto grande questo giornale e i cui nomi si trovano iscritti su uno dei pannelli. Un inno al giornalismo civile. «Una mostra ben fatta», ha commentato Mattarella, «ogni sezione è coinvolgente». E ha fatto i complimenti al curatore, il vicedirettore Angelo Rinaldi, che negli ultimi tre mesi vi ha dedicato ogni energia.

Mattarella arriva a Testaccio alle 17. Ad attenderlo all’ingresso, oltre ad Orfeo, l’amministratore delegato di Exor, John Elkann, che esprime la proprietà del quotidiano, l’ex direttore Ezio Mauro, grandi firme come Corrado Augias, le figlie di Scalfari, Donata ed Enrica, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’assessore alla cultura del Campidoglio Massimiliano Smeriglio, Marco Delogu presidente di Palaexpo, Manuela Veronelli della Fondazione Mattatoio, Paolo Ceretti, presidente del Gruppo Gedi e l’ad Gabriele Comuzzo.

Orfeo ed Elkann gli regalano il catalogo Electa della mostra: «Bellissimo: è un bel ripercorrere gli anni», commenta il capo dello Stato mentre si sofferma a sfogliarlo. L’altro dono, più personale, sono le prime pagine di Repubblica sulle sue elezioni al Colle, conservate in due cartelline rosse. La prima del gennaio del 2015, la seconda del gennaio 2022. Mattarella ringrazia. Le osserva per un attimo. «Imprevedibili entrambe», commenta.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Mario Orfeo e Ezio Mauro

 

Stringe mani. Anche a Emma Bonotti e Giulia Ciancaglini, le nostre giornaliste più giovani. Quindi Orfeo gli fa strada tra i vari pannelli. Gli inizi. Gli anni Settanta. La foto della prima notte in tipografia. «Questa è famosa», commenta il presidente. Campeggiano i ritratti dei pionieri. Lo storico condirettore Gianni Rocca e poi Giorgio Bocca, Sandro Viola, Mario Pirani. «Volti storici del giornalismo», commenta il presidente. Gli anni Ottanta. Repubblica si espande. Supera il Corriere in edicola. Nascono gli inserti. Satyricon, Affari & Finanza, Il Venerdì, con Marcello Mastroianni in copertina. Poi irrompono gli anni Novanta. Sorride quando Orfeo gli fa vedere le indimenticabili vignette di Forattini. «Era geniale», commenta. C’è anche quella inedita che Forattini regalò a Ezio Mauro nel maggio del 1996 quando prese il posto di Scalfari alla guida del giornale. «E tu chi sei?» gli chiede Scalfari. «I prossimi vent’anni». «È stato profetico» commenta Mauro, che ha diretto il quotidiano dal 1996 al gennaio 2016.

«Leggo Repubblica dal primo giorno», commenta Gualtieri. «Ha avuto la capacità di accompagnare, favorire e incoraggiare la modernizzazione del Paese attraverso un modo nuovo di raccontare la politica». Ecco la sezione dedicata al sito: Repubblica fu il primo grande giornale a sbarcare online. «Anche qui siamo stati all’avanguardia», sottolinea Orfeo.

C’è la sezione degli illustratori, da Tullio Pericoli ad Altan, da Elle Kappa a Milo Manara. Non poteva mancare l’omaggio a Carlo Caracciolo, l’editore fortunato, come recitava il titolo della sua biografia: «La battaglia civile era il fine, il giornalismo e l’impresa erano i mezzi, gli strumenti. Ne è nato uno stile giornalistico intorno al quale si è sviluppata un’impresa editoriale». Mattarella annuisce. La mostra sarà una cosa viva per i prossimi due mesi, con dibattiti, appuntamenti, visite delle scuole. «Bello che avete messo i nomi della comunità di lavoro», dice il presidente a Orfeo prima di congedarsi. Un omaggio a chi ogni giorno fa questo giornale.

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