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Il Premio Strega va in periferia con Buzzati e Shakespeare

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Al via a febbraio la seconda edizione degli incontri voluti dalla Fondazione Bellonci nei territori ai margini delle grandi aree urbane, da Roma a Napoli a Genova
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Il Premio Strega coinvolge le periferie per incontrare ragazzi che vivono realtà lontane dai salotti letterari. Organizzare laboratori di scrittura e lettura in territori periferici è l’iniziativa lodevole della Fondazione Bellonci, che per il secondo anno consecutivo sceglie di fare dei libri uno strumento vivo di confronto.

Quest’anno alle aree di Caivano (Napoli) e Tor Bella Monaca (Roma) si aggiunge Genova, dove si terranno cinque incontri coinvolgendo i quartieri di Voltri, CEP e Prà. Tutti i laboratori si svolgeranno tra febbraio e marzo per poi consentire ai partecipanti di prendere parte in qualità di giurati al Premio Strega Giovani, che quest’anno si terrà proprio a Genova nel mese di giugno.

Il progetto s’intitola Storie di periferie e ha un obiettivo sociale evidente: quello di contribuire alla crescita culturale di chi non fa parte di contesti privilegiati. Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, così spiega lo spirito che anima quest’avventura: “La Fonda…

Il Premio Strega coinvolge le periferie per incontrare ragazzi che vivono realtà lontane dai salotti letterari. Organizzare laboratori di scrittura e lettura in territori periferici è l’iniziativa lodevole della Fondazione Bellonci, che per il secondo anno consecutivo sceglie di fare dei libri uno strumento vivo di confronto.

Quest’anno alle aree di Caivano (Napoli) e Tor Bella Monaca (Roma) si aggiunge Genova, dove si terranno cinque incontri coinvolgendo i quartieri di Voltri, CEP e Prà. Tutti i laboratori si svolgeranno tra febbraio e marzo per poi consentire ai partecipanti di prendere parte in qualità di giurati al Premio Strega Giovani, che quest’anno si terrà proprio a Genova nel mese di giugno.

Il progetto s’intitola Storie di periferie e ha un obiettivo sociale evidente: quello di contribuire alla crescita culturale di chi non fa parte di contesti privilegiati. Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, così spiega lo spirito che anima quest’avventura: “La Fondazione Bellonci – da sempre impegnata nel contrasto alla povertà educativa – realizza progetti specifici di promozione della lettura rivolti a sollecitare il senso critico e la creatività di giovani e adolescenti che vivono ai margini dei grandi tessuti urbani”. La prima edizione di Storie di periferia è stata un successo per la partecipazione e l’interesse che ha riscontrato tra i ragazzi coinvolti.

L’idea è quella di creare occasioni di incontro, sia per gli ospiti che per gli studenti. Queste cose funzionano solo se l’ascolto è reciproco. Non c’è chi insegna e chi impara, ci si muove insieme, è un viaggio comune. Nessuna lezione ex cathedra dunque. Solimine racconta che la Fondazione è riuscita a coinvolgere “figure di primo piano della cultura nazionale” portandole lo scorso anno nella periferia romana di Tor Bella Monaca e in quella napoletana di Caivano. La nuova tappa è Genova.

Del progetto, nato con la collaborazione speciale della commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, è responsabile Serena Ferraiolo: “Lo scopo finale è stimolare la creatività dei ragazzi delle scuole primarie e secondarie passando per laboratori che mettono al centro le diverse forme narrative, intrecciando teatro, narrativa, poesia, cinema, musica”.Come funziona? Nelle periferie genovesi (i quartieri di Voltri, CEP e Prà) si partirà da un libro di Dino Buzzati, La boutique del mistero, per discutere insieme a 60 studenti delle scuole secondarie di secondo grado (Liceo Lanfranconi, IISS Bergese). Una raccolta di racconti, dunque, che come nel migliore Buzzati mescola stile fantastico e cronaca. A guidare i laboratori due poete, Alma Spina e Viola Lo Moro. Nel calendario degli incontri, al via dal 6 febbraio, si avrà modo di analizzare le diverse forme narrative: con Daria Bignardi si parlerà di narrativa, con Carmen Gallo di poesia. L’incontro conclusivo sarà con un rapper. Studenti e studentesse alla fine scriveranno un loro testo, scegliendo quale forma narrativa privilegiare.

Caivano e Tor bella Monaca si occuperanno invece soprattutto di teatro e scrittura drammaturgica, spingendo i ragazzi a mettersi in gioco attraverso performance sceniche e sceneggiature. A Tor Bella Monaca il progetto sarà curato da Elisa Casseri, scrittrice, drammaturga e sceneggiatrice, e Carlotta Corradi, drammaturga e sceneggiatrice, e si svolgerà presso il Teatro Tor Bella Monaca (sempre dal 9 febbraio), coinvolgendo 25 studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Ogni incontro ospiterà un intervento esterno – Andrea Collavino, Fausto Paravidino e Alessandro Riceci – a supporto del percorso creativo. Il testo di partenza del laboratorio sarà Teatro di Fausto Paravidino.

Nel territorio di Caivano/Cardito, per il secondo anno consecutivo, il progetto sarà affidato allo scrittore Massimiliano Virgilio. Il laboratorio, ospitato dal Teatro Comunale Peppe Vessicchio di Cardito, si articolerà a partire dall’11 febbraio in quattro incontri di due ore e mezza e coinvolgerà circa 60 studenti del Liceo Braucci di Caivano, del Liceo Sereni di Cardito e del Liceo Gandhi di Casoria. Il filo conduttore del percorso sarà La tempesta di William Shakespeare. Tra gli ospiti: Lorenzo Pavolini sugli adattamenti radiofonici di opere letterarie e teatrali, Miriam Candurro (Pandora Film Center) per un focus sul cinema e, nell’incontro conclusivo, Rosario Lerro insieme alla compagnia Mutamenti / Teatro Civico 14.

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