C’è qualcosa di sorprendentemente elegante – e destabilizzante – in una scoperta recente che arriva dal mondo dell’intelligenza artificiale. Non riguarda nuovi chip o scenari da film di fantascienza, ma la poesia: versi, immagini, metafore. Un modo di dire le cose che non procede per istruzioni, ma per allusioni. E che oggi, paradossalmente, sembra capace di confondere alcune delle macchine più a…