Tutti pazzi per Pompei e per Palladio: la Cina si innamora dei tesori italiani
di Gianluca ModoloPECHINO. La storia degli scavi di Pompei, 105 tesori in mostra, molti dei quali mai esposti prima d’ora in Cina. E le geometrie e le armonie del genio di Andrea Palladio, prima esposizione in Asia dedicata al celebre architetto. Due mostre, una accanto all’altra nelle splendide sale del Museo Nazionale di Cina, in Piazza Tiananmen, nel cuore di Pechino, aperte da oggi. Ulteriore esempio di diplomazia culturale tra due civiltà millenarie, che vanno a chiudere le celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni tra Italia e Cina.
Disegni, modelli, ponti, mappe, schizzi, ma pure strumenti agricoli: arrivati fin qui dal Palladio Museum, dai Musei Civici di Vicenza e Bassano del Grappa, dalla Biblioteca Bertoliana, dal Complesso Monumentale della Pilotta di Parma – che ha prestato il celebre Capriccio con edifici palladiani di Canaletto - e dalla Biblioteca Nazionale della Cina, custode, quest’ultima di una copia de I …
PECHINO. La storia degli scavi di Pompei, 105 tesori in mostra, molti dei quali mai esposti prima d’ora in Cina. E le geometrie e le armonie del genio di Andrea Palladio, prima esposizione in Asia dedicata al celebre architetto. Due mostre, una accanto all’altra nelle splendide sale del Museo Nazionale di Cina, in Piazza Tiananmen, nel cuore di Pechino, aperte da oggi. Ulteriore esempio di diplomazia culturale tra due civiltà millenarie, che vanno a chiudere le celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni tra Italia e Cina.
Disegni, modelli, ponti, mappe, schizzi, ma pure strumenti agricoli: arrivati fin qui dal Palladio Museum, dai Musei Civici di Vicenza e Bassano del Grappa, dalla Biblioteca Bertoliana, dal Complesso Monumentale della Pilotta di Parma – che ha prestato il celebre Capriccio con edifici palladiani di Canaletto - e dalla Biblioteca Nazionale della Cina, custode, quest’ultima di una copia de I quattro libri dell’architettura di Palladio portata qui dal gesuita Matteo Ricci all’inizio del Seicento e da allora conservata a Pechino.
Una mostra - la prima in Asia dedicata ad Andrea Palladio - che nasce con l’ambizione di far conoscere al pubblico cinese la storia di uno scalpellino divenuto architetto universale, cercando di far dialogare la sua eredità con l’architettura del Paese asiatico. Un dialogo simbolico, con le opere delle collezioni del Museo Nazionale di Cina ad arricchire il percorso espositivo; un dialogo dove lo Yingzao Fashi (Norme per le costruzioni) è idealmente accostato al celebre trattato di Palladio (I quattro libri) stampato a Venezia nel 1570.
È proprio attraverso questo testo che si sviluppa il percorso della mostra. “Non è una villa, un ponte, un palazzo o una chiesa il progetto di Palladio di maggior successo: ma questo trattato. Al quale l’architetto affida il suo messaggio. Fu capace di comprendere la forza di quel nuovo mezzo di comunicazione, il libro. Un capolavoro di strategia comunicativa. Pensiamo a tutti gli edifici di ispirazione palladiana che sono arrivati più tardi, ad esempio la Casa Bianca, per citarne uno. Ecco, scherzando, potremmo dire che i Quattro libri sono un po’ il catalogo dell’Ikea, dove ti scegli i tuoi pezzi”, racconta Guido Beltramini, uno dei curatori della mostra.
“Pur nella loro diversità, le esposizioni su Palladio e Pompei dialogano tra loro come due capitoli di un unico grande racconto: quello della civiltà italiana nel suo continuo confronto con il mondo. Il racconto degli scavi di Pompei e il genio di Andrea Palladio sono tasselli del grande mosaico dell'identità culturale italiana”, afferma il ministro della Cultura Alessandro Giuli che assieme al suo omologo Sun Yeli ha inaugurato ieri le due mostre, entrambe aperte al pubblico a partire da oggi, volute come conclusione delle celebrazioni per il 55° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Realizzata dall'Ambasciata d'Italia e dall'Istituto Italiano di Cultura di Pechino in collaborazione con il Museo Nazionale di Cina, il Palladio Museum di Vicenza e Treccani, "Geometria, armonia e vita. L'architettura di Andrea Palladio dall'Antichità al Classicismo” rimarrà a Pechino fino al 16 maggio.
Fino all’11 ottobre, invece, i cinesi potranno ammirare "Pompei. Un'eterna scoperta”: una mostra che ricostruisce la storia degli scavi della città vesuviana dal 1748 alle più recenti campagne archeologiche. Centocinque tesori (affreschi, statue, modelli in miniatura di armature), molti dei quali mai esposti in Cina prima d’ora, nonostante in passato ci siano già state varie esposizioni su Pompei qui nel Paese del Dragone, arrivati dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei. Una mostra, organizzata da Treccani e il Museo Nazionale di Cina, dove Pompei è presentata come un laboratorio vivente di moderna archeologia: la storia degli scavi attraverso gli ultimi tre secoli di ricerca. Un viaggio che mostra il progresso dei metodi e dei concetti e dei risultati archeologici attraverso le diverse epoche. Un approccio arricchito da una dimensione multimediale con installazioni digitali che accompagnano le opere in mostra e aiutano ad immergersi ancor di più nella storia.
“Italia e Cina sono due grandi potenze culturali”, per citare ancora le parole del ministro Giuli. “Distanti geograficamente, ma che parlano la stessa lingua”.