Raccontare l’arte: l’arte non solo come passione, come mondo di tendenze, ma anche come mercato complesso, multicentrico, che nelle sue dinamiche racconta molto del presente. Cosa serve per farlo? Proporre contenuti su una molteplicità di piattaforme e supporti, combinando accessibilità e competenza della materia. Non basta stampare libri, riviste, giornali. Bisogna creare un “ecosistema” che si articoli “tra carta, digitale e nuovi formati audiovisivi”. È l’obiettivo dichiarato dell’Editrice Allemandi, che alle Gallerie d’Italia di Milano ha tracciato il bilancio del primo anno dall’ingresso nella compagine societaria di Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Nata agli inizi degli anni Ottanta come editore d’arte, in questi quarant’anni Allemandi è diventata un punto di riferimento anche grazie alla pubblicazione de Il Giornale dell’Arte, primo mensile interamente dedicato all’informazione artist…
Raccontare l’arte: l’arte non solo come passione, come mondo di tendenze, ma anche come mercato complesso, multicentrico, che nelle sue dinamiche racconta molto del presente. Cosa serve per farlo? Proporre contenuti su una molteplicità di piattaforme e supporti, combinando accessibilità e competenza della materia. Non basta stampare libri, riviste, giornali. Bisogna creare un “ecosistema” che si articoli “tra carta, digitale e nuovi formati audiovisivi”. È l’obiettivo dichiarato dell’Editrice Allemandi, che alle Gallerie d’Italia di Milano ha tracciato il bilancio del primo anno dall’ingresso nella compagine societaria di Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Nata agli inizi degli anni Ottanta come editore d’arte, in questi quarant’anni Allemandi è diventata un punto di riferimento anche grazie alla pubblicazione de Il Giornale dell’Arte, primo mensile interamente dedicato all’informazione artistica. Il passaggio da editore a “media company culturale”, sempre con l’obiettivo di raggiungere “pubblici diversi e parlare a vecchi e nuovi protagonisti del Paese” è stato sottolineato da Michele Coppola, che presiede Allemandi, direttore centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie d'Italia, nella conferenza stampa a bilancio del 2025.
Al cuore di questo nuovo sistema c’è il Giornale dell’Arte, che nel 2025, sotto la direzione di Luca Zuccala, ha avviato un processo di rinnovamento: nuovo progetto grafico, ampliamento delle firme, digitalizzazione dell’archivio storico, una serie di newsletter tematiche, introduzione di nuove sezioni tematiche, tra le quali Arte & Diritto, Estetica, Archivi, Collezioni e maggiore attenzione alla fotografia, al design e al mercato dell’arte con speciali dedicati ai maggiori eventi nazionali e internazionali. La tiratura standard del mensile è di 20mila copie, per 200 pagine a numero, ma il progetto va oltre la rivista perché, spiega il direttore Zuccala, la carta il digitale e la community non sono più “canali separati, ma parti di un unico racconto, capace di restituire la complessità del sistema dell’arte contemporaneo”. Tra le novità del 2026 c’è la rinascita di Vernissage, storico inserto del Giornale dell’Arte, che è stato riprogettato da Luca Zuccala, Jacopo Bedussi e Alessio Vannetti come magazine d’opinione pubblicato due volte l’anno: un osservatorio sulle imprese culturali, per esplorare le connessioni tra arte, design, moda, lusso, tecnologia, letteratura e cultura visiva. Viene rilanciato anche il Giornale delle Fondazioni e nasce il Telegiornale dell’Arte, un notiziario dedicato al mondo dell’arte in Italia, co-ideato e condotto da Nicolas Ballario. Il Telegiornale dell’Arte avrà cadenza settimanale con distribuzione ogni sabato su tutte le piattaforme digitali de Il Giornale dell’Arte e la sua struttura richiamerà i codici del notiziario: editoriale, notizie, rubriche tematiche e interviste, con un’attenzione particolare al rapporto tra arte e mercato.
Per quel che riguarda il catalogo, Allemandi continuerà a pubblicare monografie, studi critici e volumi dedicati all’arte, alla fotografia, al design e alla moda, potenziando e sviluppando i servizi legati al mondo museale ed espositivo. Tra le novità del catalogo 2026 c’è il volume Bernini e i Barberini, dedicato all’opera del più grande protagonista del Barocco e al contesto culturale che ne ha alimentato il mito con saggi firmati da studiosi di primo piano in occasione della grande mostra appena inaugurata a Roma, presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma.