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Poligami o monogami. Ecco il catalogo dei nostri amori

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Il sociologo Marzio Barbagli indaga nel suo saggio due millenni di relazioni tra gli umani. Senza ideologie e sfatando i pregiudizi
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Due millenni e mezzo di relazioni umane sono studiate e narrate in Monogamia. Storia di una eccezione (il Mulino) di Marzio Barbagli, sociologo tra i più autorevoli in Italia. Un viaggio appassionante nella storia dei legami umani: sfata miti, mostra la varietà dei modi di vivere nel tempo e nello spazio. Per secoli la poligamia si è affermata nel mondo e la monogamia è stata un'eccezione, anche se non in tutti i paesi i modelli di poligamia erano uguali. Il passaggio dalla poligamia alla monogamia ha richiesto tempi lunghissimi ed è avvenuto prima in Europa, poi in America, Giappone, Cina e India; non si è ancora concluso in alcuni Paesi dell'Asia e dell'Africa Subsahariana. Euripide e Socrate erano bigami, ma Barbagli sfata due miti radicati: non fu il cristianesimo a introdurre la monogamia, essa era già norma giuridica e sociale nell'antica Grecia e Roma, cinquecento anni prima dell'avvento del cristianesimo.

Le forme di monogamia nell'antichità erano però "seriali", non indissolu…

Due millenni e mezzo di relazioni umane sono studiate e narrate in Monogamia. Storia di una eccezione (il Mulino) di Marzio Barbagli, sociologo tra i più autorevoli in Italia. Un viaggio appassionante nella storia dei legami umani: sfata miti, mostra la varietà dei modi di vivere nel tempo e nello spazio. Per secoli la poligamia si è affermata nel mondo e la monogamia è stata un'eccezione, anche se non in tutti i paesi i modelli di poligamia erano uguali. Il passaggio dalla poligamia alla monogamia ha richiesto tempi lunghissimi ed è avvenuto prima in Europa, poi in America, Giappone, Cina e India; non si è ancora concluso in alcuni Paesi dell'Asia e dell'Africa Subsahariana. Euripide e Socrate erano bigami, ma Barbagli sfata due miti radicati: non fu il cristianesimo a introdurre la monogamia, essa era già norma giuridica e sociale nell'antica Grecia e Roma, cinquecento anni prima dell'avvento del cristianesimo.

Le forme di monogamia nell'antichità erano però "seriali", non indissolubili come quelle tipiche del cristianesimo, si accettava cioè la possibilità di avere più partner nel corso della vita, in seguito alla rottura dell'unione precedente. Inoltre la poligamia non è legata esclusivamente a una religione, come l'Islam, ma dipende da contesti sociali e materiali. Basta pensare che persino oggi nell'Africa subsahariana ci sono nazioni dove la percentuale dei cristiani poligamici è superiore a quella dei musulmani poligamici. Il saggio affronta anche il rapporto tra le donne e la poligamia, oltre che i rari casi di poliandria in Tibet e Polinesia; per secoli le donne aderirono e si adattarono a quei modelli di convivenza e la resistenza femminile nella comunità dei Mormoni alle pressioni del governo federale americano contro la poligamia ne è un esempio. Alla fine del Settecento con il libro della femminista Mary Wollstonecraft cominciò a farsi strada la tesi che combattere la poligamia significava battersi per l'uguaglianza di genere. Ci volle tempo, ma questo approccio si affermò anche in Giappone, in Cina e in India e le donne contarono molto nel promuoverne l'eliminazione.

Arrivando ai giorni nostri monogamia seriale, convivenze more uxorio, poliamore sono emerse come forme del vivere. Ormai i paesi occidentali hanno cessato di favorire giuridicamente la monogamia indissolubile e sono passati alla monogamia seriale. A poco a poco il modello del divorzio-sanzione nei confronti del coniuge che ha trasgredito alle regole è stato superato dal modello del divorzio-fallimento e divorzio-rimedio a una situazione diventata intollerabile. La California lo fa per prima nel 1969, seguita subito da 36 stati degli Usa. Quanto alle convivenze more uxorio, Barbagli mostra che hanno una lunga storia nei Caraibi e in America Latina. Nel periodo coloniale erano diffuse tra gli schiavi di origine africana, e anche in seguito riguardavano i settori più poveri della popolazione. Ma la situazione è cambiata negli anni Sessanta e Settanta con l'emergere di convivenze più moderne, come in Europa e Usa. Nato in Svezia questo modello si diffonde in Austria, Paesi Bassi, Regno Unito, mentre nei paesi europei di tradizione cattolica arrivano negli anni Ottanta. Ma mentre prendono piede velocemente in Spagna, sono più lente a diffondersi in Italia e Polonia. Le convivenze si allungano e il processo di deistituzionalizzazione è tuttora in corso. E sempre più le unioni monogamiche si succedono nella vita delle persone senza rotture formali. Si fanno strada le unioni omosessuali codificate anche in matrimoni. Barbagli si sofferma anche sul poliamore. Ci racconta che ne furono precursori, praticandolo, Max Weber e anche Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre. Ma nonostante i precursori europei, le prime esperienze di poliamore nacquero negli Usa negli anni Trenta dell'Ottocento. Sessant'anni dopo si svilupparono al Greenwich Village nei gruppi di bohémien immigrati dall'Europa Orientale che rifiutavano la morale sessuale vittoriana e si battevano per l'amore libero. Fino ad arrivare agli anni Sessanta del '900 con le comunità hippy. La forza della narrazione di tutti questi cambiamenti da parte di Barbagli sta nel non essere guidata da ideologie preconcette ma da una ricerca rigorosa che incrocia fonti storiche, antropologiche e sociali. Così il suo saggio riesce a illuminare la nostra vita e la nostra storia sociale.

IL LIBRO

Monogamia Storia di una eccezione di Marzio Barbagli, il Mulino, pagg. 553, euro 38

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