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La biblioteca di Recalcati nelle prefazioni d’autore

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In “Passe-partout” l’autore e psicoanalista colleziona gli scritti introduttivi ai libri che hanno influenzato maggiormente il suo lavoro tra il 2002 e il 2025
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«L’unica gioia al mondo è cominciare» diceva Cesare Pavese e questa massima sembra essere il filo invisibile che unisce la nuova raccolta di Massimo Recalcati. Che stavolta colleziona gli “inizi”, gli scritti introduttivi a libri di altri autori: un insieme di spunti e approfondimenti stimolanti su temi fondamentali legati alla psicoanalisi, alla filosofia, alle nostre vite. Le prefazioni inserite in Passe-partout - in libreria con Castelvecchi - si riferiscono a quei libri che hanno influenzato maggiormente il lavoro di Recalcati tra il 2002 e il 2025. Non sono semplici presentazioni delle opere ma tante piccole narrazioni a sé stanti, perché, come spiega l’autore: «Queste proposte sono state selezionate in base a un solo criterio: questo libro e il suo autore mi interessano veramente? Ho scritto le Prefazioni come se stessi esprimendo pubblicamente la ragione più intima di questo mio interesse. Scrivere una Prefazione ha significato per me isolare innanzitutto ciò che di quel libro …

«L’unica gioia al mondo è cominciare» diceva Cesare Pavese e questa massima sembra essere il filo invisibile che unisce la nuova raccolta di Massimo Recalcati. Che stavolta colleziona gli “inizi”, gli scritti introduttivi a libri di altri autori: un insieme di spunti e approfondimenti stimolanti su temi fondamentali legati alla psicoanalisi, alla filosofia, alle nostre vite. Le prefazioni inserite in Passe-partout - in libreria con Castelvecchi - si riferiscono a quei libri che hanno influenzato maggiormente il lavoro di Recalcati tra il 2002 e il 2025. Non sono semplici presentazioni delle opere ma tante piccole narrazioni a sé stanti, perché, come spiega l’autore: «Queste proposte sono state selezionate in base a un solo criterio: questo libro e il suo autore mi interessano veramente? Ho scritto le Prefazioni come se stessi esprimendo pubblicamente la ragione più intima di questo mio interesse. Scrivere una Prefazione ha significato per me isolare innanzitutto ciò che di quel libro mi ha davvero interessato, ciò che ha, cioè, toccato in qualche modo - ogni volta singolare - la mia esistenza».

Si percepisce l’impegno a evidenziare ciò che di vivo c’è in un libro, ciò che brucia, che lascia un segno ma soprattutto la voglia di trasmettere a chi legge delle linee guida, fornire appunto un passe-partout per aprire dei varchi all’interno delle pagine, mettere a fuoco un’immagine piuttosto che un’altra, regalare così una «interpretazione sintetica retroattiva». Queste chiavi di accesso universali ci portano dunque dentro mondi molto diversi tra loro: dalle opere di grandi filosofi come L’essere e il nulla o L’idiota della famiglia di Jean-Paul Sartre, alle riflessioni sull’amore di Julia Kristeva e Catherine Millot, alle considerazioni sulla guerra di Franco Fornari. Ma anche prefazioni ai testi di molti colleghi psicoanalisti, tra cui Jorge Alemán, Gérard Pommier, Elvio Fachinelli, Jean-Pierre Lebrun. E commenta Massimo Recalcati: «Vorrei restituire al lettore ciò che è rimasto in me di un’opera, come gli effetti disastrosi del passaggio all’atto incestuoso descritti da Aldo Becce in Scene di vita forense, il Lacan che sfida i semafori rossi rigettando il limite della Legge nel lavoro di Catherine Millot… la solitudine come unico fondamento possibile del legame sociale secondo lo psicoanalista argentino Jorge Alemán, lo sciame senza forma della clinica borderline riletta da Nicolò Terminio, la presenza incancellabile e, nello stesso tempo, inappropriabile dei nostri cari morti in noi nello struggente Ogni volta unica, la fine del mondo di Jacques Derrida».

Che si tratti di Dio o di amore, di traumi o di poesie, di Jacques Lacan o di Mario Rigoni Stern, tutto riporta a un’unica grande passione, quella per la lettura: «La pratica della lettura è iniziata molto presto nella mia vita ed è stata una pratica costante e pervasiva. Leggere ha significato per un lungo periodo della mia vita assorbire mondi differenti, concetti, immagini, parole che hanno contribuito via via a dare forma alla mia stessa esistenza. Quelle letture hanno forgiato il mio spirito e la mia vita di uomo e di intellettuale», racconta l’autore. E infatti ci regala un pamphlet ricco, oltre che di passe-partout per l’interpretazione, di numerosi consigli letterari, con una bibliografia che non basta a riempire le letture di un anno intero.

Ma Recalcati, seppur in veste di accanito lettore, non perde il suo piglio di psicoanalista e in Passe-partout, come un archeologo, scava nelle opere degli altri per tirare fuori dalla terra delle parole i tesori più belli.

Il libro

Passe-partout di Massimo Recalcati (Castelvecchi, pagg. 250, euro 20)

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