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Il fascino intramontabile dei vampiri, da Dracula ai nuovi musical di primavera

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Sono passati quasi 130 anni (l’anniversario tondo si festeggia nel 2027) da quando il romanzo gotico di Bram Stoker ha fatto la sua comparsa per la prima volta, facendo entrare Dracula, e di conseguenza il topos letterario del vampiro, prepotentemente nel nostro immaginario. Da allora si sono susseguiti libri, film, cartoni animati che al fascino intramontabile del vampiro si sono richiamati, riempiendo di “succhiasangue” ogni risvolto della cultura pop.

E questa primavera tocca al teatro portare ancora una volta sotto i riflettori queste creature mitologiche che continuano a incarnare la nostra ansia su cosa succederebbe se un giorno ci svegliassimo nei panni del “diverso”. Da una parte, infatti Cynthia Erivo – che abbiamo appena visto sul grande schermo per Wicked 2 – in questi giorni è la protagonista, …

Sono passati quasi 130 anni (l’anniversario tondo si festeggia nel 2027) da quando il romanzo gotico di Bram Stoker ha fatto la sua comparsa per la prima volta, facendo entrare Dracula, e di conseguenza il topos letterario del vampiro, prepotentemente nel nostro immaginario. Da allora si sono susseguiti libri, film, cartoni animati che al fascino intramontabile del vampiro si sono richiamati, riempiendo di “succhiasangue” ogni risvolto della cultura pop.

E questa primavera tocca al teatro portare ancora una volta sotto i riflettori queste creature mitologiche che continuano a incarnare la nostra ansia su cosa succederebbe se un giorno ci svegliassimo nei panni del “diverso”. Da una parte, infatti Cynthia Erivo – che abbiamo appena visto sul grande schermo per Wicked 2 – in questi giorni è la protagonista, fino alla fine di maggio, di un Dracula one-woman show nel West End di Londra, in cui l’attrice vincitrice di un Emmy, un Tony e un Grammy Award, interpreta da sola i ruoli di tutti i 23 personaggi, dalla vittima Lucy al determinato cacciatore di vampiri Van Helsing, fino al Conte stesso, in una rivisitazione unica del capolavoro gotico. Dall’altra, arriva a Broadway il 27 marzo The Lost Boys, un nuovo musical basato sull’omonimo film, il thriller soprannaturale Ragazzi perduti diretto da Joel Schumacher nel 1987, che ha ridefinito la figura del vampiro, trasformandola in chiave punk, giovanile e accattivante.

A questo punto torna attuale l’eterna domanda: cosa si nasconde dietro il fatale morso dei vampiri che ancora tanto ci attrae? Una delle spiegazioni l’ha data qualche giorno fa lo stesso regista di The Lost Boys, Michael Arden. Vincitore di due Tony Award, Arden ha affermato che i vampiri sono un’ossessione duratura della cultura pop perché «costringono noi mortali a considerare un “what if” profondamente seducente: è meglio vivere una vita senza fine o il significato della vita si basa sulla sua brevità?».

Ma come hanno fatto i vampiri ad affondare così profondamente i loro denti nella carne della cultura pop? Ripercorriamo brevemente qualche caso diventato cult.

Tra i vampiri più emozionanti ci sono quelli che non possono essere salvati, la cui sete è primordiale. Nessuno ha catturato questo aspetto meglio del conte Orlok, il protagonista brutto e dal volto da ratto del capolavoro muto di F.W. Murnau, Nosferatu (1922). Orlok era spietato e senza rimorsi e, interpretato da Max Schreck, ha fissato uno standard elevato per i vampiri a venire che i registi hanno continuato a riproporre. Dal remake di Werner Herzog 1979, Nosferatu il vampiro, con protagonista un Klaus Kinski dall’aspetto spettrale, al Nosferatu di Robert Eggers del 2024 con Bill Skarsgard nei panni di un orribile gigante.

Meno bestiale ma comunque diabolico era Bela Lugosi in Dracula (1931) di Tod Browning. Dal punto di vista stilistico, il succhiasangue avvolto nel mantello interpretato da Lugosi è stato una grande fonte di ispirazione per tutto il vampirismo pop che ne è seguito.

C’è stata però una parentesi, nella seconda metà del XX secolo, in cui i vampiri hanno perso il loro carattere di predatori maschi per diventare portatori di ansie sociali o metafore di tutto ciò che di più temiamo. È il caso degli anni ’80, quando anche i vampiri rispecchiavano le diffuse ansie legate all’aids e alle malattie trasmissibili per via ematica, ma erano divenuti anche un modo per elaborare la realtà ineluttabile della morte in giovane età, secondo la teoria diffusa da David J. Skal, critico e scrittore americano scomparso nel 2024, autore di un classico della saggistica sul genere horror come The Monster Show.

Il vampiro moderno però, a partire già dagli anni Novanta, trasuda sensualità in modo più sfacciato rispetto ai suoi predecessori. Come si vede nell’adattamento cinematografico del 1994 del bestseller di Anne Rice Intervista col vampiro, con Brad Pitt che interpreta un affascinante Louis fianco del Lestat di Tom Cruise.

E che dire delle vampire? Indimenticabile la danza del serpente di Salma Hayek nel film Dal tramonto all’alba (1996) di Robert Rodriguez. A differenza delle vampire precedenti, il suo personaggio, Santanico Pandemonium, non è una passiva bambola sexy: con il suo potere soprannaturale rende gli uomini suoi servitori.

Dallo schermo alla moda: lo stile vampiresco con abiti di pelle nera aderente che sfiorano il pavimento ha a lungo infiammato le passerelle di Viktor&Rolf e altre case di moda, trasmettendo un fascino ambizioso e oscuro. E se la moda ha una musa vampiresca, è sicuramente Lady Gaga, che ha sfoggiato un’eleganza da succhiasangue in un corsetto nero di Vivienne Westwood ai Grammy dello scorso anno.

A causa del loro amore per la carne mortale, i vampiri sono spesso al centro di storie d’amore adolescenziali proibite e sfortunate, come nel caso di Buffy e Angel nella serie Buffy l'ammazzavampiri e nella saga di Twilight scritta da Stephenie Meyer e adattata sullo schermo in cinque film campioni di incassi in tutto il mondo.

E sempre i vampiri hanno anche insegnato ai bambini che i mostri non sono sempre nemici: pensiamo ai film di animazione Hotel Transylvania, con i quali la generazione TikTok ha imparato che i papà, anche quando si comportano da duri, a volte possono avere il cuore tenero.

Per tornare al musical di Broadway, è forse proprio nel teatro che la maledizione dei vampiri si è consumata di più, con qualche difficoltà a portare con successo l’horror sul palcoscenico come dimostra più di un fiasco. A questo punto The Lost Boys potrebbe essere l’occasione giusta per ribaltare la sfortuna dei musical sui vampiri. Non ci resta che attendere.

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