Trovarsi a tu per tu con il Cristo del Giudizio universale di Michelangelo è un’esperienza che non lascia indifferente neppure chi quell’opera l’ha vista e studiata migliaia di volte. Giandomenico Spinola, vicedirettore artistico-scientifico dei Musei Vaticani, racconta da protagonista la manutenzione straordinaria in corso in queste settimane nella Cappella Sistina.
«Michelangelo si è ispirato alla scultura dell’Apollo del Belvedere, un’opera che da archeologo ho visto tante volte, ma vederlo a 20 centimetri di distanza non può non fare effetto. Trovarselo faccia a faccia è come trovarsi di fronte a un divo che hai ammirato per tanti anni, un cantante famoso, uno scrittore amato».
Cosa ha fatto quando lo ha visto così da vicino?
«Sono rimasto un po’ di tempo, sono tornato una seconda, una terza volta: si notano sempre nuovi dettagli ogni volta che si sale».
Per esempio?
«Si possono notare gli strumenti di Michelangelo, il tipo di pennello, la velocità di esecuzione, che in alcuni cas…
Trovarsi a tu per tu con il Cristo del Giudizio universale di Michelangelo è un’esperienza che non lascia indifferente neppure chi quell’opera l’ha vista e studiata migliaia di volte. Giandomenico Spinola, vicedirettore artistico-scientifico dei Musei Vaticani, racconta da protagonista la manutenzione straordinaria in corso in queste settimane nella Cappella Sistina.
«Michelangelo si è ispirato alla scultura dell’Apollo del Belvedere, un’opera che da archeologo ho visto tante volte, ma vederlo a 20 centimetri di distanza non può non fare effetto. Trovarselo faccia a faccia è come trovarsi di fronte a un divo che hai ammirato per tanti anni, un cantante famoso, uno scrittore amato».
Cosa ha fatto quando lo ha visto così da vicino?
«Sono rimasto un po’ di tempo, sono tornato una seconda, una terza volta: si notano sempre nuovi dettagli ogni volta che si sale».
Per esempio?
«Si possono notare gli strumenti di Michelangelo, il tipo di pennello, la velocità di esecuzione, che in alcuni casi è rapidissima: sembrano quasi pennellate di un tintore più che di un pittore. Quello che vediamo a contatto con l’affresco è diverso da quello che vediamo dal basso. Con pochi tratti Michelangelo dà degli effetti che si percepiscono molto bene dal basso ma non da vicino. Queste figure bucano il muro con piedi, gambe, gomiti che quasi scompaiono nella parete, e stare sul ponteggio permette di accorgersi di come lui potesse dipingerli immaginando l’effetto che faceva a 20 metri di distanza. Solo chi ha già in testa l’opera che ancora non esiste poteva concepire una cosa così complessa».
Sui ponteggi si notano meglio dettagli come gli angeli che non hanno le ali…
«È una scena drammatica, è un giudizio appunto, i dannati cominciano a intuire il destino che li attende, al contrario gli eletti non sono certi, anche quelli vicino a Cristo hanno l’espressione di chi ha paura ed è in attesa. E gli angeli senza ali, gli angeli “apteri”, danno meglio il senso di questa umanità che si sveglia nell’incertezza».
Il cardinale Pizzaballa ha raccontato che trovarsi di fronte a questa scena al Conclave aumenta ancora di più il senso di grave responsabilità.
«Non è casuale che si voti nella Sistina: il Giudizio universale, ma anche tutto il complesso decorativo di questa cappella unica al mondo, fa sentire più piccoli. E quando ci si sente più piccoli, non onnipotenti, probabilmente le scelte sono più sane».
A cosa è dovuto lo strato bianco che avete scoperto?
«Alla sudorazione. Il nostro acido lattico si trasforma in lattato di calcio e si deposita come un velo. Non fa danni ma rende opaca la superficie. Il fenomeno è anche determinato dall’impianto di climatizzazione, che sarà soggetto ad alcune correzioni».
La sudorazione dei turisti ha una correlazione con l’innalzamento delle temperature di questi anni?
«Può essere che si sudi di più, per cui è aumentato il lattato di calcio. Noi oggi la chiamiamo manutenzione straordinaria, magari tra vent’anni la chiameremo manutenzione ordinaria».
I cardinali durante il Conclave col loro sudore avranno peggiorato la situazione?
«Sicuramente sì (ride), perché ogni Conclave è fonte di grande stress».
Come si elimina la patina?
«Si applica la carta giapponese, molto sottile, acqua distillata, e si elimina con una rapidità sorprendente».
I visitatori possono continuare a entrare nella Sistina ma vedono un velo sui ponteggi che riproduce il Giudizio: avete registrato qualche malumore?
«In questo mese e mezzo non saranno contenti di vedere un telo, dispiace che non potranno ammirare l’opera di Michelangelo, ma l’affresco è un paziente che ha bisogno di cure. Bisogna pensare che un bene va tutelato e non solamente ammirato».