MILANO
La città ha nel suo patrimonio alcuni tra i musei più particolari d’Italia. Oltre a quelli noti in tutto il mondo - la Pinacoteca di Brera e il Cenacolo Vinciano - sono molto gettonati anche i meno conosciuti, quelli dedicati al fumetto, alle stelle, al sottomarino Toti, alle invenzioni di Leonardo da Vinci, al design, al cinema, fino al Memoriale della Shoah. Ora si sta lavorando anche ad aprire a Milano quello che potrebbe essere il primo Museo della filosofia al mondo.
L’idea risale a circa sei anni fa. È stato nel tempo un progetto itinerante con vari momenti pubblici, ma ora si cerca una sede reale e stabile per questa nuova istituzione che dovrebbe sorgere fra circa un anno per iniziativa del dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. I dodici “percorsi”, cioè temi da sviluppare all’interno del museo, sono stati presentati all’università Statale nei giorni scorsi, e il 3 e 5 marzo verranno rilanciati nella sede centrale di via Festa del Perdono, anch…
MILANO
La città ha nel suo patrimonio alcuni tra i musei più particolari d’Italia. Oltre a quelli noti in tutto il mondo - la Pinacoteca di Brera e il Cenacolo Vinciano - sono molto gettonati anche i meno conosciuti, quelli dedicati al fumetto, alle stelle, al sottomarino Toti, alle invenzioni di Leonardo da Vinci, al design, al cinema, fino al Memoriale della Shoah. Ora si sta lavorando anche ad aprire a Milano quello che potrebbe essere il primo Museo della filosofia al mondo.
L’idea risale a circa sei anni fa. È stato nel tempo un progetto itinerante con vari momenti pubblici, ma ora si cerca una sede reale e stabile per questa nuova istituzione che dovrebbe sorgere fra circa un anno per iniziativa del dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. I dodici “percorsi”, cioè temi da sviluppare all’interno del museo, sono stati presentati all’università Statale nei giorni scorsi, e il 3 e 5 marzo verranno rilanciati nella sede centrale di via Festa del Perdono, anche con alcuni “aperitivi filosofici”, nel corso dell’iniziativa comunale Museocity - dedicata proprio a far conoscere i musei cittadini -, attraverso giochi aperti al pubblico su temi di grande interesse.
Fra questi le questioni di genere, la guerra e la pace, ma anche l’intelligenza artificiale, la disinformazione, la realtà virtuale, i diritti degli animali non-umani, la natura delle emozioni, l’etica della menzogna e il rapporto tra corpi e tecnologie, il mondo dei bambini e quello del carcere.
Il progetto del Dipartimento di Filosofia impegna ricercatrici e ricercatori di tutto l’ateneo e di altre università italiane e straniere. E all’inizio di febbraio si sono tenuti gli “Stati Generali” del nuovo museo, l’occasione per consolidare e ampliare questa rete di collaborazioni a largo raggio, dando al progetto un ancor più ampio respiro.
La cifra di tutti i percorsi è sempre quella interattiva e ludica che caratterizza il Museo della Filosofia che si ispira ai moderni Science Center, offrendo spazi dinamici in cui il pubblico possa avvicinarsi alle grandi domande della filosofia attraverso esperienze intuitive e coinvolgenti, ma senza sacrificarne la complessità.
La rettrice della Statale di Milano, Marina Brambilla ha coinvolto nella progettazione e presentazione pubblica i professori Antonio Padoa-Schioppa, Stefano Baia Curioni, e Telmo Pievani, ma anche Ilaria Borletti Buitoni, già sottosegretaria al Ministero dei Beni e Attività Culturali, assieme ai due assessori del Comune di Milano, Emmanuel Conte e Lamberto Bertolé.
La sede stabile del Museo è stato uno dei temi centrali dell’incontro. Le ipotesi che si stanno facendo strada sono quelle di istituire fisicamente il Museo della Filosofia alla Beic, la biblioteca Europea di Informazione e Cultura che aprirà nella nuova area urbana di Porta Vittoria, o viceversa a Palazzo Dugnani, zona Porta Venezia, dopo che sarà svuotato dalle funzioni attuali.
«Il Museo della Filosofia è per la Statale di Milano molto più di un progetto: è una scelta strategica che affonda le radici nella nostra identità di Ateneo che unisce ricerca, formazione e responsabilità civile in un unico, potente motore di cambiamento culturale e sociale», spiega la rettrice Marina Brambilla. «La creazione del primo museo della filosofia al mondo testimonia la nostra determinazione a offrire strumenti critici indispensabili per orientarsi nella complessità contemporanea restituendo alla filosofia il suo insostituibile ruolo sociale».
Si marcia a tappe forzate verso l’apertura al pubblico di questo nuovo museo, unico al mondo, dove le persone, non solo gli studiosi, ma anche i giovani e le famiglie, potranno sbizzarrirsi trovando modo di approfondire i temi scientifico-filosofici con le più moderne tecnologie.
«Con gli Stati Generali – dice Anna Ichino, che del Museo è curatrice e anima instancabile – inauguriamo una fase cruciale di questo progetto: una fase di “costruzione partecipata” e diffusa sul territorio del Museo della Filosofia, con lo sguardo rivolto lontano, ma anche con un obiettivo molto concreto e vicino: l’individuazione di una casa stabile, nella città di Milano da cui il progetto è nato e alla quale siamo certi possa dare molto».
L’appuntamento
L’Università Statale di Milano partecipa a Milano MuseoCity, che nel 2026 celebra la sua decima edizione con il tema “Le imprese della cultura”. Museo della Filosofia. Un Museo da costruire insieme è l’iniziativa che si svolge dal 2 al 5 marzo (dalle 15 alle 19.30) presso le aulette dell’Aula Magna (Via Festa del Perdono 7). Una mostra partecipativa che racconta il progetto e ne anticipa i futuri sviluppi. In esposizione materiali significativi della collezione e nuovi percorsi in cantiere, con momenti di dialogo diretto tra pubblico e filosofe e filosofi coinvolti nell’iniziativa. Due gli appuntamenti speciali, in forma di aperitivo filosofico: 3 marzo (ore 18-19.30) “Lotto Marzo Filosofico” con Carlotta Cossutta e 5 marzo (ore 18-19.30) “I volti della pace: tra pacifismo e guerra giusta” con Giulia Bistagnino