TORINO - “Siamo entrati nell’era della prepotenza che non conosce limiti, ma attenzione a non cedere al realismo di chi si arrende o ci naviga dentro. Questo realismo si traduce nel sostegno delle ragioni dei più forti”, dice Gustavo Zagrebelsky. I venti di guerra arrivano in questo bel palazzo torinese di inizio Ottocento, proiettato su una facciata antonelliana che invita a ragionamenti limpidi…