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Biennale nella bufera, 22 paesi europei contro la presenza russa. E Bruxelles: vi tagliamo i fondi

Una lettera comune, firmata dai ministri degli Esteri e della Cultura di varie nazioni, incluse la Francia e la Germania oltre all’Ucraina, chiede al presidente Buttafuoco un passo indietro. Si schiera anche la Commissione Ue
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Ventidue Paesi europei, tra cui l’Ucraina, hanno scritto alla Presidenza e al Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia per chiedere di riconsiderare la partecipazione della Federazione Russa alla 61 Esposizione Internazionale d'Arte. Nella lettera – un’iniziativa lanciata dalla ministra lettone della Cultura, Agnese Lace - indirizzata al presidente Pietrangelo Buttafuoco e ai membri del board, i ministri della Cultura e degli Esteri firmatari richiamano il ruolo storico della Biennale come uno dei massimi spazi globali di libertà artistica, fondato sui valori europei di espressione, dignità umana e scambio culturale. In contemporanea, si muove anche la Commissione di Bruxelles: condanna "fermamente" la presenza di Mosca e si dice pronta, nelle parole della vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen e del commissario alla Cultura Glenn Micallef a esaminare "ulteriori azioni, tra cui la sospensione o la cessazione di una sovvenzione dell'Ue in corso alla Fondazione Biennale".

Torniamo alla lettera. I ministri sottolineano che la cultura non può essere separata dalle realtà politiche e morali del presente. Ricordano, tra l'altro, la scelta del 2022 dell'artista russo Kirill Savchenkov, insieme ad Alexandra Sukhareva e al curatore Raimundas Malaauskas, di ritirarsi dal Padiglione russo affermando che "non c'è posto per l'arte quando i civili muoiono sotto il fuoco dei missili".

Una frase che i firmatari riprendono per ribadire che la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina continua a produrre devastazione umana e culturale: secondo le autorità ucraine, almeno 342 artisti sono stati uccisi, mentre 1.685 siti di patrimonio culturale e 2.483 infrastrutture culturali risultano distrutti o danneggiati.

I firmatari definiscono "inaccettabile" la presenza della Federazione Russa nelle condizioni attuali e invitano la Biennale a riconsiderare la decisione, alla luce del rischio "significativo di una strumentalizzazione da parte della Federazione Russa della sua partecipazione alla Biennale di Venezia, volta a proiettare un'immagine di legittimità e accettazione internazionale in netto contrasto con la realtà della guerra in corso".

La lettera è stata sottoscritta dai ministri di Austria, Bulgaria, Belgio (nelle sue tre comunità linguistiche), Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Spagna, Svezia, Francia, Grecia, Germania, Irlanda, oltre che dall'Ucraina. Un fronte europeo ampio e trasversale che, nel pieno della guerra, chiede alla Biennale di non offrire a Mosca una “piattaforma culturale” percepita come legittimante.

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