L’Anticristo di Peter Thiel? Bruxelles e le ong
di Francesco BeiIn anticipo di due giorni sul gran finale, il tecno-predicatore Peter Thiel, guru della destra Maga e multimiliardario (ha fondato Paypal), ha svelato chi sia l’Anticristo contro il quale ha deciso di ingaggiare la sua lotta. No, non è più la povera Greta Thunberg, ormai uscita un po’ di scena. I nuovi agenti della perdizione, i promotori dell’iniquità che si oppongono al bene sono nientemeno che «le ong» e «la burocazia di Bruxelles».
Per questa incredibile rivelazione, Thiel è venuto nella capitale mondiale del cattolicesimo e ha convocato in gran segreto, a palazzo Taverna, un centinaio di adepti scelti con l’impegno di non rivelare nulla ai profani. Come nei misteri eleusini, solo gli iniziati - invitati uno a uno dall’associazione neoguelfa Gioberti di Brescia - hanno potuto abbeverarsi alla saggezza del vate della Silicon Valley, gran burattinaio del vicepresidente JD Vance.
In anticipo di due giorni sul gran finale, il tecno-predicatore Peter Thiel, guru della destra Maga e multimiliardario (ha fondato Paypal), ha svelato chi sia l’Anticristo contro il quale ha deciso di ingaggiare la sua lotta. No, non è più la povera Greta Thunberg, ormai uscita un po’ di scena. I nuovi agenti della perdizione, i promotori dell’iniquità che si oppongono al bene sono nientemeno che «le ong» e «la burocazia di Bruxelles».
Per questa incredibile rivelazione, Thiel è venuto nella capitale mondiale del cattolicesimo e ha convocato in gran segreto, a palazzo Taverna, un centinaio di adepti scelti con l’impegno di non rivelare nulla ai profani. Come nei misteri eleusini, solo gli iniziati - invitati uno a uno dall’associazione neoguelfa Gioberti di Brescia - hanno potuto abbeverarsi alla saggezza del vate della Silicon Valley, gran burattinaio del vicepresidente JD Vance.
E dunque, tra citazioni della seconda lettera ai Tessalonicesi di San Paolo, riferimenti continui al grande giurista (nazista) Carl Schmitt, all’Apocalisse di Giovanni, al Vangelo e all’Antico Testamento, al Leviatano di Hobbes e al Sacro Romano Impero, a palazzo Taverna la lectio di Thiel finisce su una slide fondamentale. Da una parte della lavagna ci sono i buoni, il katéchon, ovvero quelli che secondo Paolo di Tarso trattengono e frenano l’opera dell’Anticristo. Per San Thiel tra questi ci sono naturalmente Trump e i suoi amici dei social network, ma anche entità che non ti aspetteresti come «il Deep State». Mentre nel lato dei cattivi, dell’Anticristo, ecco la sorpresa: le ong che aiutano i migranti e l’odiata Bruxelles, che ha messo dei limiti all’onnipotenza dei social e dell’intelligenza artificiale. Sempre nella colonna dei buoni, anche il Ppe e la Cdu, ma solo fino al 2015, anno in cui Angela Merkel decise di aprire le porte a un milione di siriani. E i liberal Usa? Può apparire strano che un destro come il proprietario di Palantir, la misteriosa società onnipresente ogni volta che si parla di contratti con il Pentagono, non li abbia inseriti nel suo personale asse del male. Ma la spiegazione è venuta ieri dallo stesso interessato: non sono un avversario alla sua altezza. Seppure affetti da quella che ha definito «anti Trump Derangement Syndrome», ovvero una malattia mentale che fa giudicare negativamente ogni cosa che fa il presidente Usa, non hanno il coraggio di individuarlo come il male assoluto, quindi non si meritano nemmeno di essere odiati. «Ben diverso - ha detto Thiel - il caso di Georg Elser, il falegname cattolico che attentò alla vita di Hitler. Lui sì che lo considerava l’Anticristo e fece di tutto per fermarlo».
In questi arzigogoli pseudo-filosofici, che uno degli ascoltatori definisce «rozzi come quelli di un telepredicatore evangelico di provincia», si arriva però anche su un territorio meno lisergico ed è quando Thiel inizia a parlare di qualcosa che conosce bene, ovvero l’intelligenza artificiale. E qui suona la sveglia agli europei: «A me non interessa se siete più favorevoli all’IA woke di Anthropic o quella non-woke di Elon Musk che preferisco io. L’importante è non finire tutti con l’IA totalitaria dei cinesi». E in questo passaggio il tecno-guru ha messo finalmente i piedi nel piatto della campagna elettorale americana. «Quello che è davvero in ballo nelle elezioni di midterm di novembre - ha spiegato - è il futuro dell’Occidente: se vincono i democratici che vogliono limitare l’IA perché dicono che consuma troppa energia, metteranno gli Stati Uniti fuori dalla competizione globale con la Cina». Per Thiel la corsa dell’intelligenza artificiale vale almeno due punti di Pil, ma non è solo una questione di soldi: «Bloccare il progresso, con la scusa del climate change o con i limiti all’IA, vuol dire distruggere l’idea stessa di Occidente, non solo la sua ricchezza. Significa che l’unico vincitore sarà la Cina, che nega l’idea di libertà su cui ci basiamo noi». Ma la domanda è: “noi” chi?
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