Ancona è la capitale italiana della Cultura 2028. E Giuli cita il fascista Bottai
di Sara ScarafiaDimenticare Venezia e le sue polemiche, almeno per una mattina. La protagonista al ministero della Cultura il 18 marzo è stata Ancona, nuova capitale italiana della cultura 2028. Il capoluogo marchigiano che ha vinto con il dossier "Ancona. Questo adesso".
L’ha proclamata il ministro della Cultura Alessandro Giuli durante una cerimonia alla Sala Spadolini del Collegio Romano di Roma, accogliendo la raccomandazione della giuria presieduta da Davide Maria Desario, che ha valutato i dossier e sentito le città in audizione. Ancona riceverà un milione di euro per realizzare il programma culturale che ha presentato e con il quale ha vinto.
Giuli a tutto campo tra Vasco, i sogni e i “bacini”
Il ministro Giuli dimentica per una mezz’ora le polemiche infuocate sulla Biennale di Venezia. Non canta come aveva fatto annunciando Alba capitale dell’arte 2027 intonando Albachiara di Vasco Rossi: “Non canto perché le muse altrimenti mi inceneriscono. Con Vasco Rossi mi è andata bene”.
Poi manda “un …
Dimenticare Venezia e le sue polemiche, almeno per una mattina. La protagonista al ministero della Cultura il 18 marzo è stata Ancona, nuova capitale italiana della cultura 2028. Il capoluogo marchigiano che ha vinto con il dossier "Ancona. Questo adesso".
L’ha proclamata il ministro della Cultura Alessandro Giuli durante una cerimonia alla Sala Spadolini del Collegio Romano di Roma, accogliendo la raccomandazione della giuria presieduta da Davide Maria Desario, che ha valutato i dossier e sentito le città in audizione. Ancona riceverà un milione di euro per realizzare il programma culturale che ha presentato e con il quale ha vinto.
Giuli a tutto campo tra Vasco, i sogni e i “bacini”
Il ministro Giuli dimentica per una mezz’ora le polemiche infuocate sulla Biennale di Venezia. Non canta come aveva fatto annunciando Alba capitale dell’arte 2027 intonando Albachiara di Vasco Rossi: “Non canto perché le muse altrimenti mi inceneriscono. Con Vasco Rossi mi è andata bene”.
Poi manda “un bacino” alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni e cita William Butler Yeats “che diceva bisogna volgere le azioni in sogno e i sogni in azione”. Ringrazia anche Giordano Bruno Guerri “che mi ha fatto un bel regalo: un fascicolo monografico dedicato a Giuseppe Bottai che come sapete oltre a essere un insalvabile gerarca fascista fu un grande organizzatore culturale dopo la rottura col regime e che diceva: bisogna agire come uomini di pensiero, pensare come uomini d'azione”.
Le motivazioni
“Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione. Il programma di eventi e interventi è solido, interdisciplinare ed è adeguato per attrarre un pubblico ampio e diversificato lungo l'intero arco dell'anno. La strategia di investimento appare solida e coerente con gli obiettivi, con un impatto atteso significativo sul tessuto socioeconomico. Apprezzata inoltre l'integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio che garantisce una rete strutturata, partecipativa e orientata alla crescita. Rilevante l'attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento internazionale del progetto, così come il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali, nonché dei giovani, considerati non soltanto come fruitori, ma come protagonisti di processi creativi e culturali. Il dossier soddisfa pienamente gli indicatori del bando, ponendosi come un modello di progettazione culturale innovativa, sostenibile e condivisa. Il giudizio è eccellente”.
Il progetto
Ecco i dettagli del progetto. Il titolo del dossier – “Ancona. Questo adesso” – è ispirato alle parole del poeta locale Francesco Scarabicchi e consiste in un programma di 60 pagine diviso in quattro macroaree.
La prima macroarea, sotto il segno di Luigi Vanvitelli, s'intitola Questo mare e si propone come laboratorio di un nuovo rapporto tra infrastrutture e comunità, ma anche come spazio culturale, artistico e sociale a partire dalla Mole Vanvitelliana. La seconda, che prende il nome di Via Maestra, sotto l'egida del viaggiatore e padre dell'archeologia moderna Ciriaco Pizzecolli, richiama invece attraverso un percorso nel centro storico il recupero monumentale di tutti gli spazi culturali: dalla Pinacoteca, al Museo archeologico nazionale, alla Biblioteca, come altrettanti nodi di una rete condivisa per mostre, convegni ed eventi.
La terza, Adesso parco, sotto il segno dell'eroina Stamira, riguarda invece il Parco urbano del Cardeto e quello regionale del Conero in cammino per diventare parco nazionale.
Infine, sotto la protezione del grande tenore originario di Ancona Franco Corelli, c'è la macroarea Mare culturale, che intende raccogliere i progetti digitali e i nuovi linguaggi delle giovani generazioni.
Le reazioni
Soddisfatto il sindaco Daniele Silvetti: “Sono molto emozionato, nonostante svolga il ruolo di amministratore pubblico da diversi anni. Questo titolo è un obiettivo molto importante per la comunità, per la città e per l'intera Regione”. Poi parla degli investimenti: “In termini di infrastrutture e di attività di investimento parliamo di oltre 50 milioni di euro. Per l'anno delle celebrazioni ne sono previsti 7. Ma a noi interessano gli investimenti duraturi che danno prospettiva alla città".
Festeggia anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Il titolo torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro 2024, testimonia l'enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall'Italia e dal mondo intero”.
"Congratulazioni alla città di Ancona per il riconoscimento, una grande opportunità di crescita e rafforzamento, un traguardo che premia impegno e capacità di valorizzare il patrimonio culturale del territorio" dice Lucia Borgonzoni. Non manca qualche polemica. Il deputato Jacopo Morrone, segretario Lega Romagna si rammarica per la sconfitta di Forlì: “Forlì meritava davvero un palcoscenico nazionale, avendo presentato un progetto corposo e molto articolato, intitolato I sentieri della bellezza. Purtroppo, così non è stato e forse, ripercorrendo le fasi dell'attività progettuale, si potranno capire i motivi per cui non abbiamo tagliato il traguardo da vincitori, anche se è già un risultato essere arrivati in finale. Qualche dubbio sull'opportunità di un abbinamento con Cesena era stato sollevato fin dal gennaio scorso”.
Le altre candidate
Le città in corsa erano dieci: Ancona, Anagni (Frosinone), Catania, Colle di Val d'Elsa (Siena), Forlì, Gravina in Puglia (Bari), Massa, Mirabella Eclano (Avellino), Sarzana (La Spezia) e Tarquinia (Viterbo).
"Di vincitore ce n'è uno solo, ma se si è qui è già un grande traguardo perché quando si riesce a costruire progetti importanti, questi non andranno dispersi. La proclamazione della capitale italiana della cultura è un momento di gioia condivisa" ha detto il ministro Giuli.
Quest’anno, 2026, tocca a L’Aquila, una grande riscossa per la città devastata dal terremoto del 2009 che ha vinto con il dossier “Multiverso”. Alla città abruzzese il compito di far dimenticare tutte le polemiche del 2025, quando il titolo è stato vinto da Agrigento con un progetto, tra ritardi e incertezze contabili, bocciato persino dalla Corte dei conti.
Nel 2027 sarà Pordenone con il progetto «Pordenone 2027. Città che sorprende».