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Archeologia, recuperato l’elmo d’oro degli antichi Daci. Dopo una caccia al tesoro internazionale

L'elmo e i due braccialetti d'oro ritrovati risalenti a 2.500 anni fa 

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Era stato rubato l’anno scorso da un museo olandese dove era in mostra, in prestito dalla Romania, insieme a tre bracciali preziosi
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Negli ultimi mesi a riempire le cronache sono stati furti eccezionali di opere preziose: dai gioielli del Louvre all’ultimo mirabolante colpo alla Fondazione Magnani Rocca di Parma, dove sono stati sottratti un Renoir, un Cézanne e un Matisse. Questa volta a scuotere – positivamente – il mondo dell’arte è un ritrovamento eccezionale. È stato infatti recuperato un elmo d’oro di inestimabile valore risalente a 2.500 anni fa e proveniente dalla Romania, considerato un’icona della perduta civiltà dei Daci.

Rubato a gennaio del 2025 da un museo dei Paesi Bassi, dove era in prestito, l’elmo di Cotofenești è stato recuperato nel corso di un patteggiamento con i sospettati del furto. Sottratto insieme a tre braccialetti d’oro dal Drents Museum di Assen, anch…

Negli ultimi mesi a riempire le cronache sono stati furti eccezionali di opere preziose: dai gioielli del Louvre all’ultimo mirabolante colpo alla Fondazione Magnani Rocca di Parma, dove sono stati sottratti un Renoir, un Cézanne e un Matisse. Questa volta a scuotere – positivamente – il mondo dell’arte è un ritrovamento eccezionale. È stato infatti recuperato un elmo d’oro di inestimabile valore risalente a 2.500 anni fa e proveniente dalla Romania, considerato un’icona della perduta civiltà dei Daci.

Rubato a gennaio del 2025 da un museo dei Paesi Bassi, dove era in prestito, l’elmo di Cotofenești è stato recuperato nel corso di un patteggiamento con i sospettati del furto. Sottratto insieme a tre braccialetti d’oro dal Drents Museum di Assen, anche in quel caso il furto aveva fatto scalpore nel mondo dell’arte. Come ora lo fa, in senso contrario, il suo ritrovamento, ha dichiarato lo stesso direttore del museo olandese, Robert van Langh, sottolineando il valore storico degli oggetti che ha reso perciò ancor più emozionante il momento del loro ritorno a casa. «Sull’elmo d’oro di Cotofenești sono raffigurati due occhi», ha detto. «Servono a proteggere sia chi lo indossa che l’elmo stesso dal malocchio e dalla sfortuna. Hanno svolto con successo questa funzione per secoli e ancora oggi sembrano dimostrare la loro efficacia». Dei tre braccialetti rubati insieme all’elmo, quando i ladri muniti di esplosivi erano penetrati nel museo di Assen frantumando le vetrine, ne sono stati ritrovati invece solo due e la polizia è ancora alla ricerca del terzo.

Una foto dell’Elmo di Cotofenești, metà del V secolo a.C., rubato ad Assen e ritrovato nel corso di un patteggiamento con i sospettati del furto 

Gli oggetti rubati erano stati prestati dal Museo Nazionale di Storia Rumena di Bucarest per una mostra temporanea sull’antica Dacia. E il furto, che aveva fatto notizia a livello internazionale, ha causato non poche tensioni diplomatiche tra i Paesi Bassi e la Romania, dove questi oggetti sono considerati tesoro nazionale, dando il via a una caccia al tesoro internazionale.

A pochi giorni dalla rapina, la polizia olandese aveva subito arrestato tre sospetti che, durante le udienze preliminari, si erano perlopiù astenuti dal rilasciare dichiarazioni. Sottoposte a forti pressioni da parte della Romania, le autorità olandesi hanno tentato più volte di convincere i sospettati a rivelare dove fossero stati nascosti i tesori. La polizia ha anche offerto a uno degli indagati di dimezzare la pena se avesse rivelato il luogo in cui si trovava l’elmo. Un agente sotto copertura, fingendosi un boss criminale, avrebbe poi offerto a un altro sospettato 400mila euro se avesse confessato dove erano stati nascosti gli oggetti.

L’elmo e i due dei braccialetti sono stati recuperati il 1° aprile proprio durante un patteggiamento. Fortunatamente l’oro non era stato ancora fuso, grazie alla celerità con cui avvenne l’arresto, a soli quattro giorni dalla rapina. Il loro valore – e il significato che questi oggetti avevano per le persone dell’epoca – resta perciò intatto: cosa che rende ancora più importante questo ritrovamento. Mancando completamente testimonianze scritte della civiltà dei Daci, sono infatti la qualità dell’elmo, la precisione e la cura dei dettagli a parlarci ancora per loro.

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