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Bologna, è qui la festa per il Nobel dei bambini

L’Astrid Lindgren Memorial Award al canadese Klassenannuncio a Stoccolma in collegamento con la Fiera
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Bologna. I bambini italiani lo ricorderanno per le esilaranti contorsioni di un Babbo Natale che si strizza nella cintura o si allunga come una gomma da masticare pur di passare per il camino. Autore e illustratore che ha fatto dell’ironia e dello straniamento la propria forma d’arte, Jon Klassen, canadese, classe 1981, è stato il protagonista della seconda affollata giornata alla Children’s Book Fair di Bologna. A lui è andato l’Astrid Lindgren Memorial Award 2026, il più grande riconoscimento per la letteratura per l’infanzia, tanto da essere ribattezzato il “Nobel dei bambini”. Consistente premio — cinque milioni di corone svedese, circa 464mila euro, quasi la metà del Nobel per la lettura adulta — che gli svedesi chiamano semplicemente con l’acronimo Alma e che viene assegnato ogni anno a Stoccolma in collegamento con la fiera di Bologna, da dove in una sala ogni volta gremitissima è possibile seguire in diretta l’annuncio e la telefonata di rito all’ancora ignaro vincitore. È acc…

Bologna. I bambini italiani lo ricorderanno per le esilaranti contorsioni di un Babbo Natale che si strizza nella cintura o si allunga come una gomma da masticare pur di passare per il camino. Autore e illustratore che ha fatto dell’ironia e dello straniamento la propria forma d’arte, Jon Klassen, canadese, classe 1981, è stato il protagonista della seconda affollata giornata alla Children’s Book Fair di Bologna. A lui è andato l’Astrid Lindgren Memorial Award 2026, il più grande riconoscimento per la letteratura per l’infanzia, tanto da essere ribattezzato il “Nobel dei bambini”. Consistente premio — cinque milioni di corone svedese, circa 464mila euro, quasi la metà del Nobel per la lettura adulta — che gli svedesi chiamano semplicemente con l’acronimo Alma e che viene assegnato ogni anno a Stoccolma in collegamento con la fiera di Bologna, da dove in una sala ogni volta gremitissima è possibile seguire in diretta l’annuncio e la telefonata di rito all’ancora ignaro vincitore. È accaduto anche quest’anno.

Autore a tutto tondo di testi e immagini o illustratore di libri scritti da altri, con il suo tratto pulito e lineare Klassen spiazza per la precisione con cui costruisce i personaggi, definiti talvolta solo dal movimento degli occhi. I nostri bambini lo conoscono soprattutto per il fruttuoso sodalizio con Mac Barnett, con cui ha realizzato il geniale longseller Come fa Babbo Natale a passare dal camino? portato in Italia dall’editore Terre di mezzo. Ma ogni libro ha la capacità di sorprendere il lettore rendendolo complice di situazioni assurde che scatenano il riso: per questo è stato scelto dalla giuria svedese tra i 263 candidati di quest’anno.

Jon Klassen, vincitore dell’Alma e il suo libro

 

In un’altra movimentata giornata di incontri con gli autori, dentro e fuori la fiera, ci sono però almeno altri tre nomi che hanno catalizzato l’attenzione. Uno è un mostro sacro della letteratura per l’infanzia come Maurice Sendak, scomparso dal 2012 ma la cui eredità è tenuta in vita da Lynn Caponera, sua storica collaboratrice (fu quasi una figlia per lui) e presidente della Fondazione che porta il nome dell’autore di Nel paese dei mostri selvaggi e di altri capolavori che Adelphi sta ripubblicando in Italia. La magia del grande Maurice ha ripreso letteralmente vita a Bologna attraverso le parole di Caponera, coinvolta in una serie di dibattiti sul suo immenso lascito.

L’altra protagonista è stata Anna Llenas, maestra delle emozioni, che ha incontrato librai, insegnanti, studenti dell’università di Bologna e tanti fan: un’occasione per riflettere su quanto è importante, sin da piccoli, prendersi del tempo per riconoscere quel groviglio di sentimenti che si agita dentro di noi.

Infine, Lorenzo Mattotti ha portato in esclusiva a Bologna i suoi «disegni inevitabili», esposti per la prima volta su una lunga parete con il titolo Sottolebombe. «Sono quelle cose che crescono pian piano dentro di te», li ha commentati, «e non sai neanche cosa siano. Dei nodi allo stomaco, tensioni che devi disegnare, tirare fuori in maniera naturale».

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