C’è stato un sogno, un tempo a Roma, chiamato Cinecittà. Un luogo magico, dove le luci delle macchine da presa si accendevano con la fantasia e il genio immaginifico di ragazzi semplici, fuoriusciti solo da qualche anno dall’incubo della guerra, trasformando tutto nella fabbrica delle illusioni. Come in un fermo immagine, la polvere di stelle si depositava sui costumi di scena, mentre nei corrid…