Da Warhol a Rotella, l’infiorata di Noto quest’anno celebra la Pop Art
di Isabella Di BartoloLa città siciliana di Noto profuma di fiori e di bellezza. E celebra, per la 47° volta, dal 15 al 19 maggio, l’Infiorata che rende la centrale via Nicolaci una galleria d’arte floreale en plein air nel terzo fine settimana di maggio.
Sedici quadri di petali intitolati alle icone degli anni Ottanta colorano la strada simbolo del barocco netino, insignito del riconoscimento Unesco per i suoi dedali di pietra sulle facciate di chiese e palazzi. Cinque giorni di festa all’insegna della primavera rinnovano una tradizione nata nel 1980 quando, per salutare la stagione dei fiori, l’allora azienda del turismo ricoprì i 122 metri della via Nicolaci con tappeti profumati.
Galeotta fu Genzano di Roma che, dal 1778, celebra il Corpus domini rivestendo la storica via Livia con 17 quadri profumati nati dall’estro e dalla perizia dei maestri infioratori. Noto s’ispirò proprio all’Infiorata genzanese con cui si diede vita a un primo gemellaggio e che insegnò la delicata e lunga arte di “spetalare” le…
La città siciliana di Noto profuma di fiori e di bellezza. E celebra, per la 47° volta, dal 15 al 19 maggio, l’Infiorata che rende la centrale via Nicolaci una galleria d’arte floreale en plein air nel terzo fine settimana di maggio.
Sedici quadri di petali intitolati alle icone degli anni Ottanta colorano la strada simbolo del barocco netino, insignito del riconoscimento Unesco per i suoi dedali di pietra sulle facciate di chiese e palazzi. Cinque giorni di festa all’insegna della primavera rinnovano una tradizione nata nel 1980 quando, per salutare la stagione dei fiori, l’allora azienda del turismo ricoprì i 122 metri della via Nicolaci con tappeti profumati.
Galeotta fu Genzano di Roma che, dal 1778, celebra il Corpus domini rivestendo la storica via Livia con 17 quadri profumati nati dall’estro e dalla perizia dei maestri infioratori. Noto s’ispirò proprio all’Infiorata genzanese con cui si diede vita a un primo gemellaggio e che insegnò la delicata e lunga arte di “spetalare” le corolle per creare quadri usando solo materiali vegetali, su bozzetti preparatori dipinti sul manto di via Nicolaci.
Un rito che nel Seicento riecheggiava anche al Vaticano, per la festa di San Pietro e Paolo quando fiori “non alla rinfusa” si mescolavano in mosaici suggestivi. E così oggi il “giardino di pietra”, come è ribattezzata Noto, celebra la primavera con un evento che si concluderà martedì: cinque giorni di festa intitolati alla Pop-art. Questo il tema scelto per l’edizione 2026 dell’Infiorata netina che declinerà i suoi bozzetti di petali nelle icone, nei linguaggi e nelle avanguardie artistiche del Novecento.
Lungo la via Nicolaci sbocceranno quadri dedicati alla musica, alla moda, al fumetto al cinema; immagini di una cultura senza confini simboleggiata da Freddie Mercury che campeggia sul manifesto dell’edizione 2026 con un fiore colorato al posto del microfono. I bozzetti, realizzati dai maestri infioratori, saranno nebulizzati per mantenere vivi i colori fino a martedì. Rigorosa la tecnica usata: solo petali colorati per disegnare, concessi torba per le linee e chicchi di riso per gli occhi. Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Mario Schifano e Mimmo Rotella tra i protagonisti dei quadri di fiori, e ancora i Beatles, Michael Jackson, Domenico Modugno accanto a grandi icone del cinema e dello spettacolo come Marilyn Monroe, Sophia Loren, Federico Fellini e Totò. L’effimero per eccellenza si declinerà anche nei linguaggi estetici e immaginari di stilisti come Chanel e Armani divenendo strumento di narrazione artistica e culturale. L’Infiorata rappresenta così l’anima più autentica di Noto: una città che custodisce radici antiche ma che allo stesso tempo dialoga con il presente e guarda al futuro nel segno della bellezza. Barocca certo, ma anche “petalosa”.