Il talento di Mister Whistler che dipingeva in italiano
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraJames Abbott McNeill Whistler Arrangement in Grey and Black No.1, 1871, Musée d’Orsay
LONDRA
Uno dei più grandi ribelli e innovatori dell’arte della seconda metà del XIX secolo, James McNeill Whistler, riceve un riconoscimento che spesso gli è mancato in vita, terminata nel 1903 a 69 anni a Londra. Perché sarà ora protagonista di una delle più importanti retrospettive nel Vecchio continente degli ultimi 30 anni, James McNeill Whistler, da domani e fino al 27 settembre alla Tate Britain di Londra: ben 150 opere grazie a numerosi prestatori privati e istituzionali, tra cui suoi capolavori, alcuni inediti e anche immancabili acqueforti e pastelli del suo soggiorno di 15 mesi a Venezia nel 1879. Dove rinacque dalla bancarotta, dai disaccordi con il più grande mecenate dell’epoca Frederick Leyland e soprattutto dalla reputazione malmessa dalla battaglia legale con John Ruskin, il quale gli aveva denigrato il suo Nocturne in Black and Gold: The Falling Rocketdel 1875.
LONDRA
Uno dei più grandi ribelli e innovatori dell’arte della seconda metà del XIX secolo, James McNeill Whistler, riceve un riconoscimento che spesso gli è mancato in vita, terminata nel 1903 a 69 anni a Londra. Perché sarà ora protagonista di una delle più importanti retrospettive nel Vecchio continente degli ultimi 30 anni, James McNeill Whistler, da domani e fino al 27 settembre alla Tate Britain di Londra: ben 150 opere grazie a numerosi prestatori privati e istituzionali, tra cui suoi capolavori, alcuni inediti e anche immancabili acqueforti e pastelli del suo soggiorno di 15 mesi a Venezia nel 1879. Dove rinacque dalla bancarotta, dai disaccordi con il più grande mecenate dell’epoca Frederick Leyland e soprattutto dalla reputazione malmessa dalla battaglia legale con John Ruskin, il quale gli aveva denigrato il suo Nocturne in Black and Gold: The Falling Rocketdel 1875.
È una mostra alla quale la Tate Britain ha lavorato per ben cinque anni, poiché per esempio i termini del lascito dell’imprenditore e collezionista americano Charles Lang Freer alla Smithsonian Institution vietano il prestito delle opere. Ma la collezione della Tate possiede molti dei suoi ritratti migliori e dei suoi più suggestivi “notturni” del Tamigi. L’ultima grande opportunità di vedere una simile retrospettiva su Whistler, celebre per lo straordinario ritratto di sua madre Anna, avvenne nel 1994. Stavolta, la mostra viaggerà dalla Tate Britain al Van Gogh Museum di Amsterdam e presso The Mesdag Collection, all’Aia.
James Abbott McNeill Whistler, Harmony in Grey and Green: Miss Cicely Alexander, 1872–4
Come si evince dalla mostra, anche Venezia ha rappresentato uno snodo cruciale della carriera di Whistler, colonna dell’età d’oro americana e dell’avanguardia, originario del New England, infanzia a San Pietroburgo fino al trasferimento a Parigi e infine Londra, che a 25 anni diviene la sua principale residenza, per il profeta della nuova dottrina dell’Ars gratia artis, dell’arte per l’arte, secondo la quale la natura doveva essere subordinata alla bellezza, e liberata dalla descrizione letterale, dalla narrazione e dalla moralità.
James McNeill Whistler, The Palaces, 1880
Whistler arriva a Venezia nel 1879, su commissione della London Fine Art Society, per produrre dodici acqueforti in tre mesi e salvarlo dalla bancarotta. Affascinato dalla città galleggiante e dai suoi canali, alla fine vi rimane invece 15 mesi, producendo cinquanta acqueforti, alcuni acquerelli e cento opere a pastello che hanno rivoluzionato l’immagine pubblica di Venezia: invece dei quadri-cartolina alla William Turner o Canaletto, Whistler predilige angolazioni uniche di luoghi celebri ma anche canali anonimi, architetture oscure e palazzi decadenti. Raccontando così un’anima nascosta, innovativa, e a tratti perturbante, della città.
Per esempio, in questa mostra troviamo acqueforti come Little Venice. Ma ci sono anche i meravigliosi tramonti Sundown 1879–80e Sunset: Red and Gold con protagonisti la Basilica di Santa Maria della Salute e la laguna veneziana. Per non parlare di San Marco inNocturne: Blue and Gold. Che conferma perché Whistler divenne una figura chiave per i postimpressionisti europei e per il movimento estetico in Gran Bretagna, esaltando il legame con la musica, vedi “notturno”, “sinfonia”, “arrangiamento” e “armonia” nei titoli di moltissimi suoi dipinti, aprendo la strada alla pittura astratta formalista del XX secolo.
Whistler evita le vedute pittoresche convenzionali, e cerca persone e luoghi ordinari, legati al lavoro quotidiano, per trovare la bellezza nel colore astratto e nel motivo decorativo, per esempio nelle sue opere più popolari come The Palaces, The Traghetto, The Two Doorways e i mendicanti di The Beggars. Oppure si prenda il desacralizzato Campanile Santa Margherita, anch’esso presente nella mostra, e tipico dei suoi primi pastelli veneziani: una scena quotidiana, sotto la tozza torre trasformata in un intreccio di segni a pastello ed edifici lontani e si dissolvono nel cielo. «Whistler fu un artista particolarmente globale: l’itinerario vastissimo della sua vita e della sua opera, al culmine dell’espansione dell’impero britannico, fa apparire quasi provinciale quello di Turner», sottolinea la Tate Britain.
James McNeill Whistler, The Palaces, 1880
Whistler accetta con entusiasmo l’incarico veneziano e arriva nella città insieme alla compagna Maud Franklin, prendendo alloggio in un palazzo fatiscente già condiviso da altri artisti, tra cui John Singer Sargent. Sebbene provi nostalgia per Londra, si adatta a Venezia e inizia a scoprirne il carattere. Fa del suo meglio per distrarsi sia dalla cupezza delle sue difficoltà finanziarie sia dall’imminente vendita di tutti i suoi beni presso Sotheby’s. Durante il soggiorno, scrive a un amico: «Ho imparato a conoscere una Venezia dentro Venezia che gli altri sembrano non aver mai percepito e che, se riuscirò a riportarla con me come intendo fare, compenserà ampiamente tutti i fastidi, i ritardi e le inquietudini dello spirito».
James McNeill Whistler, Salute Sundown
E così, Whistler crea una serie di acqueforti e pastelli che non solo rilanciano le sue finanze ma rinnovano anche il modo in cui artisti e fotografi interpretavano la città, «scoprendo un’altra Venezia», come notava lui stesso. Alla fine del 1880, Whistler torna a Londra trasformato. Non solo con un dandysmo ancora più marcato e abiti sgargianti: perché allora inizia il periodo della sua vigorosa, talvolta amara, «ribellione contro i filistei dell’arte», ai quali attribuisce tutte le proprie disgrazie, scandalizzando la società borghese e l’establishment artistico.
Se per Baudelaire, l’opera di Whistler era come una «poesia profonda e complessa di una grande città», il critico francese Théodore Duret fu uno dei primi ad analizzare come Whistler smantellasse i meccanismi tradizionali della rappresentazione: «Mai nessuno», scrive dopo aver visto le prime acqueforti veneziane nel 1881, «aveva tentato di esprimere con così poca fatica e mezzi tanto semplici Venezia. Eppure quanto bene tutto questo riproduce l’impressione che si ha alla sua vista!».