L’ultima volta che ho visto Goffredo Fofi è stato quasi un anno fa, nella sua abitazione vicino a piazza Vittorio. Gli scaffali erano pieni di libri letti, il tavolo ingombro di tanti ancora da leggere; al muro erano appese foto di amici cari e di persone che forse avrebbe voluto conoscere (c’era anche Marilyn Monroe) e un foglietto con un lungo elenco di medicine e l’orario in cui prenderle. Sar…