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L’album di Rubens dalle vacanze romane

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Ad Anversa viene esposto per la prima volta un disegno del pittore che risale al suo soggiorno nei pressi di piazza di Spagna
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Le vacanze romane di Rubens sono schizzi di incredibile bellezza. Per la prima volta ad Anversa, città dove ha vissuto il pittore fiammingo Peter Paul, il museo Rubenshuis presenta un disegno realizzato dall’artista più di quattrocento anni fa, mentre passeggiava – taccuino alla mano – per le strade della città eterna catturando dettagli delle opere custodite nelle chiese e nei palazzi. Lo schizzo è stato svelato la settimana scorsa, come racconta il Guardian, e per la curatrice, An Van Camp, si tratta di un inedito «emozionante». Si trova all’interno dell’area interattiva Rubens Experience, ma sarà poi esposto nella casa museo vera e propria quando riaprirà al pubblico dopo le opere di restauro, probabilmente nel 2030.

A Roma viveva Philip Rubens, fratello del pittore, che alloggiava vicino a piazza di Spagna. Nel disegno sono raffigurati tre uomini in abiti classici, che potrebbero essere apostoli. In cima alla pagina…

Le vacanze romane di Rubens sono schizzi di incredibile bellezza. Per la prima volta ad Anversa, città dove ha vissuto il pittore fiammingo Peter Paul, il museo Rubenshuis presenta un disegno realizzato dall’artista più di quattrocento anni fa, mentre passeggiava – taccuino alla mano – per le strade della città eterna catturando dettagli delle opere custodite nelle chiese e nei palazzi. Lo schizzo è stato svelato la settimana scorsa, come racconta il Guardian, e per la curatrice, An Van Camp, si tratta di un inedito «emozionante». Si trova all’interno dell’area interattiva Rubens Experience, ma sarà poi esposto nella casa museo vera e propria quando riaprirà al pubblico dopo le opere di restauro, probabilmente nel 2030.

A Roma viveva Philip Rubens, fratello del pittore, che alloggiava vicino a piazza di Spagna. Nel disegno sono raffigurati tre uomini in abiti classici, che potrebbero essere apostoli. In cima alla pagina alcune linee spesse e frastagliate sembrano i tentativi di Rubens di provare l’efficienza della sua penna d’oca a inchiostro marrone. Sul retro c’è una bozza incompleta di una lettera indirizzata a un pittore italiano, Cristoforo Roncalli: entrambi erano stati incaricati da Eleonora de’ Medici, duchessa di Mantova, di realizzare un dipinto per la sua cappella privata. Rubens fu pittore alla corte di Mantova tra il 1600 e il 1608.

Di Roma, dove arrivò nel 1601, si innamorò perdutamente, passeggiando nei dintorni di piazza di Spagna e piazza del Popolo, del Foro Romano e di via Margutta dove si riuniva una chiassosa compagnia di fiamminghi. Era di casa nei negozi di colori della Capitale. Alla Galleria Borghese è custodito il suo Compianto sul corpo di Cristo deposto con la sua Maddalena che ispirerà Bernini.

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Alla Galleria Corsini c’è San Sebastiano curato dagli angeli; alla chiesa della Vallicella in via del Governo Vecchio Rubens decorò l’abside – celebre la Madonna della Vallicella; ai Musei Capitolini si può ammirare il Romolo e Remo. La lettera sul retro del disegno ritrovato è datata settembre 1607. Rubens, che era nato nel 1577 a Siegen, in Germania, aveva appena compiuto trent’anni. Si informava con il collega più anziano sull’avanzamento del dipinto per conto della «serissima signora». Dalla grafia incerta, secondo Van Camp, si intuisce che l’artista stava cercando le parole giuste per sollecitare il collega studiando da «diplomatico in erba». Il rapporto con l’Italia resterà fortissimo per tutta la vita. Lasciò il Paese nel 1608 dopo aver saputo che la madre era gravemente malata e non ci tornò più: ma da quel momento si firmò Pietro Paolo Rubens, trasformando la casa di Anversa in un palazzo ispirato all’antica Roma. «Il suo cuore era ancora in Italia», nota Van Camp.

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