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Strega Giovani, Mari vince e ipoteca il gran finale

Da sinistra, Stefano Petrocchi, Giuseppe D'Avino, Michele Mari, Silvia Salis, Loredana Lipperini 

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Lo scrittore milanese, primo nelle preferenze degli studenti, è il favorito per la vittoria. In cinquina potrebbe entrare anche il suo compagno di scuderia Pierantozzi. I finalisti verranno annunciati a Benevento il 3 giugno
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Che Michele Mari avrebbe vinto lo Strega Giovani non era nell’aria. Lo stesso autore sembra più che sorpreso. I convitati di pietra (Einaudi) è un romanzo divertente, nero, caustico, filosofico che coinvolge ex compagni di classe degli anni Settanta in una scommessa sulla vita e la morte. Che avesse i requisiti per conquistare i ragazzi di oggi forse è una scoperta inattesa. Mari stesso a caldo commenta: «Non me lo aspettavo, quindi ringrazio questa gioventù, una generazione che ho cercato di recuperare attraverso il potere magico della letteratura». Mari ha vinto con 83 preferenze su un totale di 579 espresse. Al secondo e terzo posto si sono classificati Marco Vichi con Occhi di bambina (Guanda, 74 voti), e Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori, 65 voti). I tre libri ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti.

A votare per lo Strega Giovani sono stati ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado in Italia e all’este…

Che Michele Mari avrebbe vinto lo Strega Giovani non era nell’aria. Lo stesso autore sembra più che sorpreso. I convitati di pietra (Einaudi) è un romanzo divertente, nero, caustico, filosofico che coinvolge ex compagni di classe degli anni Settanta in una scommessa sulla vita e la morte. Che avesse i requisiti per conquistare i ragazzi di oggi forse è una scoperta inattesa. Mari stesso a caldo commenta: «Non me lo aspettavo, quindi ringrazio questa gioventù, una generazione che ho cercato di recuperare attraverso il potere magico della letteratura». Mari ha vinto con 83 preferenze su un totale di 579 espresse. Al secondo e terzo posto si sono classificati Marco Vichi con Occhi di bambina (Guanda, 74 voti), e Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori, 65 voti). I tre libri ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti.

A votare per lo Strega Giovani sono stati ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado in Italia e all’estero. Si saranno divertiti gli studenti a immaginare una situazione tanto assurda: il patto scellerato che racconta Mari è una sfida con il tempo. I compagni di classe scommettono nel corso degli anni su chi sarà il prossimo di loro a morire. I tre sopravvissuti intascheranno il premio finale. Mari ha così presentato il suo romanzo: “Credo di aver scritto un libro sul senso del tempo. La percezione del futuro può generare speranze o euforia e in altri – come il sottoscritto – angoscia e sgomento. Mi ricordo dopo la mia maturità al liceo Berchet di Milano percepimmo tutti un senso di lutto, di abbandono. Come se la perdita della scuola, della consuetudine con i compagni si fosse dileguata senza lasciar spazio a un valore alternativo. Il futuro ci sembrava vuoto, incommentabile, inimmaginabile”. Del suo libro dice: “E’ molto cinico nella prima parte ma nel finale ha spiazzato anche me per la profondità di sentimento di alcuni personaggi”.

Gli studenti hanno scelto di premiare storie che li coinvolgono da vicino: Occhi di bambina di Marco Vichi è ambientato negli anni di piombo e narra la vicenda vera di una bambina che vive le complicazioni di stare accanto a una madre latitante, mentre Teresa Ciabatti in Donnaregina parla di figli, ferite, vulnerabilità, attraverso la vita di un boss mafioso. Il libro vincitore è stato annunciato al PalaCep di Genova dalla sindaca Silvia Salis nel corso di un evento condotto da Loredana Lipperini.

A questo punto però si apre il toto-Cinquina. I finalisti dello Strega verranno annunciati nel teatro romano di Benevento il 3 giugno. Quindi tra qualche giorno sapremo chi potrà disputare la finale in Campidoglio a Roma l’8 luglio. Mari, 70 anni, un curriculum inappuntabile, si presenta sempre di più come il probabile vincitore di questo Strega istituzionale che celebra in pompa magna il suo ottantesimo compleanno. Fin qui I convitati di pietra, pubblicato a novembre, ha venduto 20 mila copie. Ma chi saranno gli altri sfidanti? Alcide Pierantozzi riuscirà a entrare in cinquina? Einaudi pare punti su Mari come candidato ufficiale dunque la strada non è spianata. Lo sbilico, 25 mila copie vendute, è un memoir crudo, con una lingua rigogliosa, che ha il pregio di non romanticizzare una malattia psichiatrica descrivendo anche gli effetti collaterali delle cure. Due libri Einaudi in finale non sarebbero una novità tra l’altro: è già successo nel 2022 con Mario Desiati e Veronica Raimo, nel 2020 con Gianrico Carofiglio e Valeria Parrella, nel 2019 con Marco Missiroli e Nadia Terranova. Va ricordato inoltre che per la Cinquina gli 800 votanti hanno diritto a tre preferenze a testa mentre in finale dovranno scegliere chi buttare dalla torre.

Scommettiamo allora. Molto probabile che tra i finalisti ci sarà Bianca Pitzorno: La sonnambula (Bompiani) ha venduto da gennaio ben 70 mila copie conquistando i lettori attraverso la storia di una donna dotata di straordinaria empatia che si guadagna da vivere vendendo vaticini. Così come dovrebbe farcela Teresa Ciabatti, ieri consacrata dalle scuole (10 mila copie fin qui). L’altro titolo potrebbe essere Platone. Una storia d’amore di Matteo Nucci (Feltrinelli), appassionata narrazione della vita del grande filosofo che è un viaggio alla ricerca del senso della vita: oltre 25 mila le copie vendute. Poi è da vedere se entra Mauro Covacich con Lina e il sasso (La nave di Teseo) o lo stesso Vichi. Nel caso di una cinquina composta solo da grandi editori è previsto il ripescaggio del primo escluso tra i piccoli. A quel punto potrebbero giocarsela Maria Attanasio (La Rosa Inversa, Sellerio) ed Ermanno Cavazzoni (Storia di un’amicizia, Quodlibet). I voti delle ultime ore sono quelli decisivi: a breve vedremo quale sarà la corte raccolta intorno a Mari.

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