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Una mostra a Berlino celebra il fascino antico dell’astrologia. Che ora vive un boom

Rendering di un'immagine proveniente da Dendera su un soffitto del Neues Museum © Staatliche Museen zu Berlin, Ägyptisches Museum und Papyrussammlung 

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In mostra al Neues Museum fino al 10 gennaio 2027 tanti reperti provenienti da Egitto, Mesopotamia, Grecia e Impero Romano. E gli studiosi spiegano perché, tra app e incertezza diffusa, oggi vogliamo sempre di più credere agli oroscopi
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Già quasi 2 mila ani fa in Egitto, l’astrologia offriva una visione sorprendentemente precisa del futuro di una persona. Un papiro risalente al periodo compreso tra il I e il III secolo, ad esempio, attualmente in mostra al Neues Museum di Berlino, fornisce una previsione tumultuosa per qualsiasi uomo nato mentre Venere si trova nella “Casa della Sfortuna”. “Molte voci negative circoleranno su di lui durante la sua giovinezza”, predice il testo. “Litigherà con una donna, ma quando invecchierà questo cesserà. Sarà poi felice con una donna”.

Il papiro è esposto nell’ambito della mostra Il destino nelle stelle: gli inizi dello zodiaco. Aperta fino al 10 gennaio 2027, riunisce reperti provenienti dalla Mesopotamia, dall’Impero Romano, dall’antico Egitto e dalla Grecia per illustrare il ruolo trasformativo dell’astrologia nell’antichità — e il fascino straordinariamente duraturo dell’oroscopo.

Una tavoletta con un micr…

Già quasi 2 mila ani fa in Egitto, l’astrologia offriva una visione sorprendentemente precisa del futuro di una persona. Un papiro risalente al periodo compreso tra il I e il III secolo, ad esempio, attualmente in mostra al Neues Museum di Berlino, fornisce una previsione tumultuosa per qualsiasi uomo nato mentre Venere si trova nella “Casa della Sfortuna”. “Molte voci negative circoleranno su di lui durante la sua giovinezza”, predice il testo. “Litigherà con una donna, ma quando invecchierà questo cesserà. Sarà poi felice con una donna”.

Il papiro è esposto nell’ambito della mostra Il destino nelle stelle: gli inizi dello zodiaco. Aperta fino al 10 gennaio 2027, riunisce reperti provenienti dalla Mesopotamia, dall’Impero Romano, dall’antico Egitto e dalla Grecia per illustrare il ruolo trasformativo dell’astrologia nell’antichità — e il fascino straordinariamente duraturo dell’oroscopo.

Una tavoletta con un microzodiaco per il segno del Toro © Staatliche Museen zu Berlin, Vorderasiatisches Museum 

Inventata originariamente intorno al 410 a.C. a Babilonia, nell’odierno Iraq, l’arte dell’oroscopo nacque dai primi tentativi di misurare i percorsi della luna, delle stelle e dei pianeti nel cielo. Sulla base dei loro calcoli, i Babilonesi elaborarono sofisticati modelli matematici per prevedere i movimenti dei corpi celesti. Venivano combinati con elementi più mistici, come i segni zodiacali, che dovevano rappresentare sezioni del percorso apparente del sole, della luna e dei pianeti, ciascuna definita dalla forma di una costellazione vicina.

La mostra illustra come la pratica astrologica si sia diffusa nel Mediterraneo e come i progressi scientifici nell’osservazione del mondo dell’epoca fossero collegati alla conservazione dei documenti storici e all’insegnamento morale. Un’incisione del 200 a.C., rinvenuta nell’odierno Iraq, combina informazioni specifiche sulla posizione della luna il 26° giorno del primo mese dell’anno babilonese con l’indicazione che una persona “non dovrebbe guardare un serpente”. Durante “il primo mese” del 37° anno del regno di re Nabucodonosor II, un’altra tavoletta riporta che “la Luna apparve dietro il Toro del Cielo” (la costellazione che oggi chiamiamo Toro) prima che “una volpe entrasse in città”.

Disegno di uno zodiaco con le posizioni dei pianeti © Staatliche Museen zu Berlin, Ägyptisches Museum und Papyrussammlung / Berliner Papyrusdatenbank 

Mathieu Ossendrijver, co-curatore della mostra e professore di Storia della scienza antica alla Libera Università di Berlino, dichiara che l’invenzione dello zodiaco ha aperto la strada a “molte delle innovazioni nella scienza, nella pratica sociale e nella religione che esistono ancora oggi”. Tra queste, spiega, figura l’uso del “calcolo anziché dell’osservazione” per prevedere il movimento dei pianeti.

Sebbene l’astrologia universale fosse utilizzata nella storia antica per fare previsioni su grandi eventi, come i raccolti, lo scoppio di una guerra o la salute di un sovrano, la diffusione di istruzioni su come leggere gli oroscopi ha permesso lo sviluppo di un’astrologia personale volta a predire il futuro di un individuo. “Si potrebbe definire una democratizzazione dell’astrologia”, continua Ossendrijver. “È una pratica che ha un fascino universale e ha davvero messo radici”.

Un manuale rinvenuto in Egitto e inciso nel 300 d.C., ad esempio, prevede che una persona nata sotto l’influenza di Giove e Venere sarà “onorata dalle masse” e sarà “prudente, astuta” e “ricca”. Questa pratica diffusa, aggiunge Ossendrijver, ha permesso lo sviluppo di una cultura comune nei vasti e multiculturali imperi greco e romano, che si estendevano su ampie zone dell’Europa, del Medio Oriente e del Nord Africa. «Riporre la propria fede in ciò che è scritto nelle stelle è molto più universale», ha detto, «che credere in un dio locale specifico».

Marius Gerhardt, papirologo presso il Museo Egizio e la Collezione di Papiri di Berlino e co-curatore della mostra, osserva che esistono parallelismi con la nostra epoca, in cui l’astrologia sta vivendo un vero e proprio boom. “Le persone vogliono comprendere aspetti del mondo che non sono così logici”, afferma. “Si tratta di una costante antropologica presente sia oggi che nell’antichità”.

Secondo Allied Market Research, una società di consulenza, la spesa per prodotti e servizi legati all’astrologia è destinata ad aumentare da 12,8 miliardi di dollari nel 2021 a 22,8 miliardi di dollari nel 2031. Un sondaggio del 2024 condotto da Harris Poll, una società di ricerche, ha rilevato che circa il 70% degli americani crede “in parte” o “fortemente” nell’astrologia.

La crescita è in parte trainata dalla popolarità di app di astrologia come Co-Star, che hanno permesso di ottenere previsioni personalizzate con facilità, ma anche, secondo alcuni esperti, dal desiderio di trovare chiarezza in mezzo agli sconvolgimenti sociali ed economici degli ultimi anni, compresa la pandemia di Covid.

Alexander Boxer, autore di A Scheme of Heaven,sulla storia e la scienza dell’astrologia, sostiene che gli oroscopi dell’antichità abbiano più in comune con i moderni algoritmi che con le previsioni esoteriche di molti autori di oroscopi contemporanei. “Era un campo molto tecnologico e fortemente matematico”, ha detto Boxer in un’intervista. Ha paragonato la visione che la gente ha dell’astrologia antica al nostro rapporto moderno con l’intelligenza artificiale, che secondo lui “offre consigli tramite algoritmi opachi e basati sui dati di cui tu, l’utente finale, dovresti fidarti ma che non sei tenuto a capire”.

© 2026, The New York Times

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