Carlo Levi, nei manuali scolastici e nella vulgata, è l’autore di un solo libro, seppur meraviglioso (Cristo si è fermato a Eboli), e rischia una polverosa monumentalizzazione. Eppure in L’Orologio (1950), il più bel romanzo politico del Novecento – da mettere accanto al memoriale di Silone, Uscita di sicurezza – ci parla direttamente, come un nostro contemporaneo. Non è possibile separare, nell…