✕

Così salpò la nave corsara di capitan Scalfari, il libro di Franco Recanatesi

Ascolta l'audio

Per i 50 anni del nostro giornale torna in libreria il memoir che rievoca dall’interno l’era della fondazione e del boom di Repubblica. Dodici magnifici anni che cambiarono il giornalismo italiano
2 minuti di lettura

Questa è la storia della prima Repubblica. Di quegli anni appassionanti che vanno dall’autunno del 1975, quando un temerario capitano di vascello che di nome faceva Eugenio Scalfari annunciò l’intenzione di fondare un quotidiano con «l’obiettivo di superare nelle vendite il Corriere della Sera», al 1987 anno in cui l’agognato sorpasso, «di quelli che fanno tremare i finestrini dello sportello», si consumò per davvero. La storia di come una piccola nave pirata riuscì nell’impresa impossibile, accolta con risolini di scherno, di dare battaglia all’incrociatore di via Solferino, che da un secolo solcava indisturbato i mari dell’informazione. E I pirati di Scalfarisi intitola infatti il memoir di Franco Recanatesi, che in occasione dei cinquant’anni della nascita del nostro giornale torna in libreria per Gremese.

Un racconto dall’interno, ricco di aneddoti e retroscena, a cui Recanatesi, giornalista di Repubblica sin dalla …

Questa è la storia della prima Repubblica. Di quegli anni appassionanti che vanno dall’autunno del 1975, quando un temerario capitano di vascello che di nome faceva Eugenio Scalfari annunciò l’intenzione di fondare un quotidiano con «l’obiettivo di superare nelle vendite il Corriere della Sera», al 1987 anno in cui l’agognato sorpasso, «di quelli che fanno tremare i finestrini dello sportello», si consumò per davvero. La storia di come una piccola nave pirata riuscì nell’impresa impossibile, accolta con risolini di scherno, di dare battaglia all’incrociatore di via Solferino, che da un secolo solcava indisturbato i mari dell’informazione. E I pirati di Scalfarisi intitola infatti il memoir di Franco Recanatesi, che in occasione dei cinquant’anni della nascita del nostro giornale torna in libreria per Gremese.

Un racconto dall’interno, ricco di aneddoti e retroscena, a cui Recanatesi, giornalista di Repubblica sin dalla prima ora, iniziò a lavorare più di vent’anni fa. Raccogliendo i suoi ricordi e le testimonianze dei colleghi che come lui presero parte a «un’impresa unica nella storia dell’editoria», molti dei quali — a cominciare dallo stesso Scalfari scomparso nell’estate del 2022 — non ci sono più. Eppure a rileggere ora queste pagine sembra proprio di essere lì con loro nel palazzo di piazza Indipendenza, ad ascoltare la «messa cantata» come veniva chiamata all’esterno la riunione del mattino, «con un pizzico di invidia» scrive Recanatesi, annunciata dall’appello, sempre con le stesse parole allo scoccare delle 10.30, lanciato attraverso l’interfono dal valido Montesperelli, «il solerte segretario affettuosamente ribattezzato “il bidello”». Lezioni di giornalismo a cinque stelle le definì invece Miriam Mafai e tali restano, anche a distanza di cinquant’anni.

Scalfari e Repubblica, la storia di un giornale | RepStories

E se dal giorno del debutto in edicola al brivido del sorpasso, esattamente undici anni dopo, la narrazione prosegue parallela al racconto della storia del nostro Paese, tra terrorismo, terremoti e stravolgimenti politici, dandoci conto capitolo dopo capitolo, in una sorta di appassionante conto alla rovescia, del numero esatto di copie che separavano il galeone di Scalfari dal blasonato “Corrierone”, tante sono anche le curiosità che si annidano negli “antefatti”. Tra i meriti di Recanatesi c’è infatti quello di aver restituito in questo libro anche fatti meno noti all’opinione pubblica. Merito che gli viene riconosciuto dallo stesso Scalfari quando ripercorre la genesi della sua creatura che «non fu pensata da me e da un ristretto gruppo di collaboratori nel 1970, ma nei primi anni Cinquanta del secolo scorso». Perché, Barbapapà ce lo ripete spesso in queste pagine, Repubblica è figlia dell’Espresso, da cui riprende anima e valori.

Così, in un continuo andirivieni tra gli anni Cinquanta e i Settanta, con qualche sconfinamento nella giovinezza di Scalfari (dalla celebre immagine del triangolo con cui pensava al rapporto con i suoi genitori, «di cui faceva di tutto per diventare il vertice portante», agli anni della scuola con Calvino come compagno di banco), scopriamo che la gestazione di questa nave pirata durò sei mesi: intensi, febbrili. A metà luglio le prime riunioni attorno a un tavolo lunghissimo «dove le voci si perdevano nel deserto del quarto piano di piazza Indipendenza», con Gigi Melega, Sandro Viola, Andrea Barbato, Mario Pirani e pochi altri. Il resto è storia.

Piccola postilla, tutt’altro che trascurabile. In queste pagine è racchiuso un altro tesoro: la lista dei dieci libri consigliati da Scalfari (di cui ovviamente qui non vi faremo spoiler). Libri che, queste le sue testuali parole, «se non li hai letti tutti, non potrai comprendere il senso della vita».

Il libro

I pirati di Scalfari di Franco Recanatesi Gremese pagg. 384 euro 16

Leggi i commenti