Tutti pazzi per il weird, il “famolo strano” della letteratura
di Ambra RadaelliSe amate i romanzi di Stephen King e i film di David Lynch; se avete passato l’adolescenza con il gioco di ruolo Call of Cthulhu, tratto da Lovecraft; se capite perché Franz Kafka ammonì di “non andare a Torino. A nessun costo”; allora siete fan del weird. Che non è horror né gotico né thriller, anche se spesso ne contiene gli elementi. Il termine si può tradurre in bizzarro, strano, strambo, perturbante. “Il mancato allineamento tra quel che ci aspettiamo e quel che troviamo altera gli elementi di base del nostro immaginario e smuove qualcosa nelle profondità del nostro inconscio”: così scrive la giallista Eleonora Carta, classe ’74, di casa prevalentemente in Sardegna ma anche a Torino, organizzatrice di festival letterari e autrice di Breve storia della letteratura weird, da poco uscito per Graphe.it edizioni.
Può spiegarmi il weird con qualche esempio?
"Il primo, insuperato interprete fu H. P. Lovecraft, autore horror ma in una forma più sottile, con situazioni ordinarie che all’…
Se amate i romanzi di Stephen King e i film di David Lynch; se avete passato l’adolescenza con il gioco di ruolo Call of Cthulhu, tratto da Lovecraft; se capite perché Franz Kafka ammonì di “non andare a Torino. A nessun costo”; allora siete fan del weird. Che non è horror né gotico né thriller, anche se spesso ne contiene gli elementi. Il termine si può tradurre in bizzarro, strano, strambo, perturbante. “Il mancato allineamento tra quel che ci aspettiamo e quel che troviamo altera gli elementi di base del nostro immaginario e smuove qualcosa nelle profondità del nostro inconscio”: così scrive la giallista Eleonora Carta, classe ’74, di casa prevalentemente in Sardegna ma anche a Torino, organizzatrice di festival letterari e autrice di Breve storia della letteratura weird, da poco uscito per Graphe.it edizioni.
Può spiegarmi il weird con qualche esempio?
"Il primo, insuperato interprete fu H. P. Lovecraft, autore horror ma in una forma più sottile, con situazioni ordinarie che all’improvviso rivelano un lato inquietante. Lo stesso si può dire della serie tv Ai confini della realtà (1959-1964), senza alcun bisogno di mostri o killer assetati di sangue. E di altre due serie, recenti: Stranger Things (2016-2025) e Dark (2017-2020). La distopia, il post-apocalittico sono già nel finale del Pianeta delle scimmie (1968) quando Charlton Heston, convinto di essere su un altro mondo, vede la Statua della Libertà affiorare dalla sabbia e capisce di essere sempre rimasto sulla Terra, resa irriconoscibile dalle devastazioni umane. Il weird è realtà alterata, filtrata dal subconscio, attivazione di situazioni che magari non ricordiamo ma sono ancora nel nostro profondo. In questo senso, ha a che fare anche con il sogno. Lo stesso Lovecraft, con il Ciclo del sogno, attinse al proprio immaginario onirico”.
Scrive che il weird “lascia il lettore con molte più domande di quante non ne avesse all’inizio”. A lei ha dato qualche risposta?
"Premesso che continuare a interrogarsi è fondamentale per tutti, personalmente mi ha fatto conoscere parti di me, mi ha aperto una visione su altri mondi e spinta a esplorare autori di altissimo valore ma in parte dimenticati, da Edgar Allan Poe a Lovecraft, o sottovalutati, come Stephen King. Definirlo re dell’horror è molto riduttivo. Come dire: bravo, ma parla solo di mostri. Invece ha scritto pagine di letteratura che in futuro verranno considerate alla pari dei grandi classici”.
Ritiene Dino Buzzati, i cui 120 anni dalla nascita cadranno il 16 ottobre, il massimo esponente italiano. Cosa suggerirebbe, magari a un giovane che non ha mai sentito parlare di lui?
"Anzitutto i suoi racconti. Sono una grandissima fan di questa forma letteraria, non so perché mortificata dalla nostra editoria. Si dice che in Italia i libri di racconti monoautore non funzionino; meglio le antologie tematiche. Eppure basta pensare a Calvino, a King… E ovviamente consiglio Il deserto dei tartari. L’azione che potrebbe svolgersi su un altro pianeta, o comunque lontano dalla realtà. E la fortezza torreggiante è un simbolo metafisico che pare ispirò il pittore Giorgio De Chirico. Da ragazzina lo lessi tutto in una notte, e lo trovai angosciante, disturbante. Eppure non ha nulla che fa paura nel senso più immediato dell’espressione”.
Ci consiglia tre titoli weird per le vacanze?
"Alle montagne della follia di Lovecraft, Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson e, se si vuole l’ambientazione marittima, Duma Key di Stephen King, in cui un uomo che ha perso un braccio in un incidente ritroverà qualcos’altro, non si sa se buono, su un’isoletta che si rivelerà diversa da ciò che sembrava.
Quale autore giovane le sembra promettente?
"Non saprei. Non trovo nei weird contemporanei nulla di paragonabile ai classici”.
IL LIBRO
Breve storia della letteratura weird di Eleonora Carta (Graphe.it, pagg. 96, euro 9,50)