Londra – «It’s coming home», direbbero i tifosi inglesi. Anzi è già arrivato. Nella notte tra giovedì e venerdì, alle 2.48, l’Arazzo di Bayeux ha varcato i cancelli del British Museum, dove verrà esposto dal 10 settembre prossimo fino al luglio 2027. Sarà «la mostra del secolo», secondo il museo londinese, «destinata a segnare una generazione».
L’attesa è spasmodica, gigantesca, tanto che il sito del British è andato più volte in tilt nella vendita delle prime tranche di biglietti per i membri annuali del museo: circa 100mila tagliandi sono stati andati a ruba il primo giorno e si prevedono 7,5 milioni di visitatori totali. Le prenotazioni per il pubblico senza membership apriranno nel corso dell’anno. Una mania collettiva e ovviamente un evento storico. Perché, per la prima volta in un millennio l’inestimabile Arazzo è tornato in Inghilterra, seppur in prestito, su un anonimo camion giallo: la partenza dal Musée de la Tapisserie in Normandia dove è conservato dal 1983 (e dove farà ri…
Londra – «It’s coming home», direbbero i tifosi inglesi. Anzi è già arrivato. Nella notte tra giovedì e venerdì, alle 2.48, l’Arazzo di Bayeux ha varcato i cancelli del British Museum, dove verrà esposto dal 10 settembre prossimo fino al luglio 2027. Sarà «la mostra del secolo», secondo il museo londinese, «destinata a segnare una generazione».
L’attesa è spasmodica, gigantesca, tanto che il sito del British è andato più volte in tilt nella vendita delle prime tranche di biglietti per i membri annuali del museo: circa 100mila tagliandi sono stati andati a ruba il primo giorno e si prevedono 7,5 milioni di visitatori totali. Le prenotazioni per il pubblico senza membership apriranno nel corso dell’anno. Una mania collettiva e ovviamente un evento storico. Perché, per la prima volta in un millennio l’inestimabile Arazzo è tornato in Inghilterra, seppur in prestito, su un anonimo camion giallo: la partenza dal Musée de la Tapisserie in Normandia dove è conservato dal 1983 (e dove farà ritorno dopo il restauro del museo), l’arrivo a Calais, poi sotto l’Eurotunnel, fino al Kent e poi a Londra, scortato da due auto della polizia.
«Non è meraviglioso?», esclama il direttore del British, Nicholas Cullinan, che si emoziona con i giornalisti presenti. Come svela il Times, ci sono state due prove generali di trasporto dell’arazzo, per misurare le vibrazioni potenzialmente dannose: lungo 70 metri, protetto in una custodia rigida, dove rimarrà per qualche giorno, ripiegato a fisarmonica, mentre si acclimaterà al suo nuovo ambiente. Del resto, si tratta di una tela fragilissima e per questo in molti hanno criticato il prestito, incluso il compianto David Hockney: «Troppo preziosa per farle correre un simile rischio».
Successivamente, come spiega la Bbc, prenderà il via una straordinaria procedura in 27 fasi: circa cento dipendenti del museo abbasseranno lentamente l’arazzo all’interno di una teca appositamente progettata, che consentirà di esporla orizzontalmente e per tutta la sua lunghezza. La tela di lino ricamata con fili di lana colorata — più che un arazzo a dire il vero — risale agli anni 70-80 dell’XI secolo e continua a rimanere un affascinante enigma. Forse realizzata da donne (o suore) anglosassoni su commissione di Oddone, fratellastro di Guglielmo il Conquistatore, per esporla a Bayeux, racconta l’epopea di quest’ultimo nel 1066 e lo scontro con il re inglese Aroldo II: 58 scene, 626 personaggi.
La tela rappresenta l’epica conclusione dell’Inghilterra anglosassone, perché la conquista normanna ne rivoluzionò la storia, la cultura e la lingua, ma rappresentò anche l’inizio del coinvolgimento dell’Inghilterra nella politica dell’Europa continentale. «Questo prestito è un gesto di fiducia», scrive il presidente francese Emmanuel Macron sul Times lodando l’entente cordiale, «anzi amicale», tra Regno Unito e Francia dopo vari screzi: «È un’espressione concreta di un’amicizia di lunga data e il segno della volontà comune dei due Paesi di costruire insieme il proprio futuro». E sulle scogliere di Dover è stato proiettato l’arazzo con un “Merci”.