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L’arte bipartisan della “liaison dangereuse”

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Si comincia con Lavitola-Ranucci e, saltando da una liaison dangereuse all’altra, ci si ritrova nel bacio di Andreotti a Totò Riina, ma anche nel primo “ahum ahum” grillino del governo Conte-Salvini-Di Maio e, subito dopo, nel patto segreto tra lo stesso Grillo e Zingaretti per il Conte2. Dell’inchiesta giudiziaria e della “bomba d’amore” non si capisce ancora abbastanza, ma stupisce che stupisca “l’amicizia fraterna” del diavolo Valter e dell’acqua santa Sigfrido nel paese dei faccendieri di Mani pulite, come Cusani e Larini, e dei fasciocomunisti che solo lo scrittore Antonio Pennacchi rese spiritosi e pittoreschi. Nella realtà c’è invece la “tristanzuoleria” del tardo fascista Alemanno che, prima di scoprirsi vannacciano, inciuciava con il tardo-comunista Rizzo. Certo, la liaison dangereuse con Lavitola è solo un cascame rispetto alla mitologia della “simpatica canaglia” che ha sempre affascinato, in genere per contrasto ma talvolta anche per affinità, i migliori giornalisti, a par…

Si comincia con Lavitola-Ranucci e, saltando da una liaison dangereuse all’altra, ci si ritrova nel bacio di Andreotti a Totò Riina, ma anche nel primo “ahum ahum” grillino del governo Conte-Salvini-Di Maio e, subito dopo, nel patto segreto tra lo stesso Grillo e Zingaretti per il Conte2. Dell’inchiesta giudiziaria e della “bomba d’amore” non si capisce ancora abbastanza, ma stupisce che stupisca “l’amicizia fraterna” del diavolo Valter e dell’acqua santa Sigfrido nel paese dei faccendieri di Mani pulite, come Cusani e Larini, e dei fasciocomunisti che solo lo scrittore Antonio Pennacchi rese spiritosi e pittoreschi. Nella realtà c’è invece la “tristanzuoleria” del tardo fascista Alemanno che, prima di scoprirsi vannacciano, inciuciava con il tardo-comunista Rizzo. Certo, la liaison dangereuse con Lavitola è solo un cascame rispetto alla mitologia della “simpatica canaglia” che ha sempre affascinato, in genere per contrasto ma talvolta anche per affinità, i migliori giornalisti, a partire da Montanelli, che ai mascalzoni ha dedicato tanti dei suo famosi “Incontri”.

Come ha segnalato Paolo Mieli, il modello inarrivabile è quello dei poker e dei pranzi del principe editore Carlo Caracciolo, che era stato anche partigiano, con Giuseppe Ciarrapico, che era fascistissimo e andreottiano e che lo stesso Caracciolo e Eugenio Scalfari usarono come mediatore con Berlusconi nel Lodo Mondadori. E il purissimo Pannella portò, nel carcere di Palermo, la tessera radicale a Michele Greco, il “papa della mafia”, e nel 1987 accettò l’iscrizione di Giuseppe Piromalli, spietato boss della ’ndrangheta. La nostra simpatica canaglia, pur ridotta a canaglietta, ha avuto anche l’astuzia di aprire non una tabaccheria, ma un ristorante, che è per noi italiani quel che l’Iperuranio era per Platone, il luogo delle idee. Certo, non ci sono più i ristoranti d’antan, e oggi le bisteccherie come “Le 5 forchette” di Delmastro non reggono il confronto con “Mastino” di Fregene, il nero “Assunta Madre” di via Giulia, il mitologico “Fortunato al Pantheon”, e il fine d’epoca “Palato di Alfredo” del maggiordomo di Berlusconi. Ebbene, l’affollato “Cefalù Bristol” di Lavitola - oggi c’è la fila per strada –, aspirava addirittura a diventare come la Via Veneto, quella della “sera andavamo a…” fare chiacchiere, pettegolezzi, incontri e risate politiche mangiando la pasta con le telline sgusciate.

La verità è che l’inciucio ha educato alla convivenza generazioni di italiani, mettendo insieme, per esempio, Moro e Berlinguer, inventando le intelligentissime convergenze parallele e il governo Andreotti delle larghe intese. Con il compromesso storico era diventata scienza politica la liaison dangereuse che, saltellando sugli ahum ahum con il nemico, anche militare, era già stata complicità quando Togliatti concesse l’amnistia ai fascisti. Siamo tutti una famiglia e fu vero smarrimento il papocchio dell’8 settembre: «Capitano, i tedeschi si sono alleati con gli americani».

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