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Fondi Ue tagliati dopo il caso Russia, la Fondazione Biennale annuncia il ricorso

Pietrangelo Buttafuoco 

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Dopo la comunicazione della Ue, che nei giorni scorsi aveva “raccomandato” formalmente lo stop, la reazione di Venezia. Mentre la sottosegretaria alla Cultura Borgonzoni parla di “vergognoso attacco politico”
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Era stato minacciato, previsto, annunciato. E nei giorni scorsi formalmente “raccomandato” dall’Unione europea alla sua agenzia che li gestisce. E adesso il taglio ai fondi, due milioni di euro, destinati alla Biennale di Venezia, diventa definitivamente realtà.

La dichiarazione arrivata da Bruxelles recita: "A seguito della valutazione giuridica e della raccomandazione della Commissione, l'Eacea (l'Agenzia europea per la Cultura e l'Educazione) ha deciso di interrompere la sovvenzione in corso di 2 milioni di euro a favore della Fondazione La Biennale di Venezia". E aggiunge: "Gli eventi culturali, finanziati con il denaro dei contribuenti europei, dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione; valori che non vengono rispettati nella Russia odierna". Il riferimento è alla partecipazione del Padiglione russo alla Mostra d’arte che si è aperta il 9 maggio: un caso, politico e culturale, che per tutta la primavera…

Era stato minacciato, previsto, annunciato. E nei giorni scorsi formalmente “raccomandato” dall’Unione europea alla sua agenzia che li gestisce. E adesso il taglio ai fondi, due milioni di euro, destinati alla Biennale di Venezia, diventa definitivamente realtà.

La dichiarazione arrivata da Bruxelles recita: "A seguito della valutazione giuridica e della raccomandazione della Commissione, l'Eacea (l'Agenzia europea per la Cultura e l'Educazione) ha deciso di interrompere la sovvenzione in corso di 2 milioni di euro a favore della Fondazione La Biennale di Venezia". E aggiunge: "Gli eventi culturali, finanziati con il denaro dei contribuenti europei, dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione; valori che non vengono rispettati nella Russia odierna". Il riferimento è alla partecipazione del Padiglione russo alla Mostra d’arte che si è aperta il 9 maggio: un caso, politico e culturale, che per tutta la primavera ha agitato le acque di due mondi, l’arte contemporanea e la politica europea, che solitamente non sono esattamente contigui.

In serata è arrivata la replica della Fondazione Biennale che preannuncia il ricorso; decisione annunciata, prima ancora della comunicazione ufficiale dell’ente, dalla reazione veemente della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni: "Bene fa La Biennale di Venezia (...) Siamo all'ennesimo vergognoso attacco politico e ideologico a un'istituzione che fa cultura e non si piega ad essere strumento di chi fa la voce grossa dall'Unione Europea".

Nella comunicazione ufficiale rilasciata dalla Biennale si legge quindi: “A seguito della comunicazione dell'Eacea (l'Agenzia europea per la Cultura e l'Educazione) di interrompere la sua sovvenzione a favore della Biennale di Venezia, prendiamo atto che si tratta di una decisione da tempo preannunciata da autorità politiche, e che pertanto ci obbliga ai passi successivi che avevamo già reso noti, ovvero far valere le nostre ragioni in tutte le sedi competenti. Tale sovvenzione co-finanziava le attività del Settore Cinema relative a Biennale College e al Venice Production Bridge - attività e Settore che nulla hanno a che vedere con la partecipazione della Russia alla Biennale Arte. Precisiamo che il provvedimento preso dall’Eacea non ha alcun impatto significativo né sul budget, né sul bilancio, né sulle attività programmate e in corso della Biennale di Venezia, che rimangono confermate”.

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