I visitatori del Louvre sono tornati ieri nella Galleria d’Apollo dove è avvenuto il clamoroso furto dei gioielli della Corona. Le collezioni di oreficeria e gli oggetti preziosi sono stati però rimossi dalle teche e non saranno più esposti, almeno per ora, nell’ambiente affacciato sulla Senna con la finestra da cui erano entrati i ladri. La Galleria d’Apollo è rimasta inaccessibile per nove mesi, dal colpo che ha messo in crisi il museo più visitato al mondo e provocato imbarazzo fino al vertice dello Stato.
Louvre, la Galleria di Apollo riapre nove mesi dopo il furto dei gioielli della corona
Il nuovo presidente del Louvre, Christophe Leribault, ha spiegato che la sala ha recuperato la sua funzione originaria di «galleria d’apparato», ovvero non più uno scrigno per i tesori della monarchia, ma un monumentale percorso destinato a mostrare la magnificenza dell’antico pa…
I visitatori del Louvre sono tornati ieri nella Galleria d’Apollo dove è avvenuto il clamoroso furto dei gioielli della Corona. Le collezioni di oreficeria e gli oggetti preziosi sono stati però rimossi dalle teche e non saranno più esposti, almeno per ora, nell’ambiente affacciato sulla Senna con la finestra da cui erano entrati i ladri. La Galleria d’Apollo è rimasta inaccessibile per nove mesi, dal colpo che ha messo in crisi il museo più visitato al mondo e provocato imbarazzo fino al vertice dello Stato.
Louvre, la Galleria di Apollo riapre nove mesi dopo il furto dei gioielli della corona
Il nuovo presidente del Louvre, Christophe Leribault, ha spiegato che la sala ha recuperato la sua funzione originaria di «galleria d’apparato», ovvero non più uno scrigno per i tesori della monarchia, ma un monumentale percorso destinato a mostrare la magnificenza dell’antico palazzo reale. Creata sotto Luigi XIV dopo l’incendio del 1661, fu il primo grande laboratorio decorativo della monarchia francese e servì da modello per la Galleria degli Specchi di Versailles.
I visitatori hanno ritrovato gli stucchi dorati, gli affreschi e il soffitto dedicato al dio Sole, ma non i diamanti e le parure imperiali. La Galleria d’Apollo riapre come monumento alla grandezza francese, ma anche come involontario memoriale di uno dei furti più imbarazzanti nella storia del Louvre.
L’assenza dei gioielli e le teche vuote evocano ancora quel blitz, con una banda riuscita a portare via in pochi minuti un bottino da almeno 88 milioni di euro. Nonostante ci siano stati diversi arresti, il bottino non è mai stato ritrovato. «Non è una galleria vuota. È la galleria nella sua funzione e destinazione d’uso originale, uno spazio per passeggiare», ha commentato Leribault, storico dell’arte ed ex direttore della reggia di Versailles.
La ministra della Cultura Catherine Pégard, presente ieri alla riapertura della sala, ha ricordato che fino a quando c’erano le teche con i preziosi molti visitatori non alzavano mai lo sguardo per ammirare la bellezza architettonica che è una sorta di “galleria degli specchi” simile per imponenza a quella nella reggia di Versailles.
Per i preziosi scampati al furto sarà realizzata una nuova sala blindata in un’altra zona del Louvre. Leribault immagina una camera forte, priva di finestre e dotata di misure di protezione molto più severe. La sede deve ancora essere individuata e resta da trovare il finanziamento per lavori. Il nuovo direttore, arrivato dopo le dimissioni di Laurence des Cars nel febbraio scorso, ha ribadito l’“assoluta necessità” di completare il colossale progetto di ristrutturazione del museo, soprannominato “Louvre Nuovo Rinascimento”, con un investimento stimato in oltre un miliardo di euro. Il museo, ha spiegato Leribault, vive ancora con il trauma di quell’episodio e spera di poter aprire una nuova fase. Nell’attesa di questa grande rivoluzione, sono state varate alcune misure di protezione, come il rafforzamento del sistema di videosorveglianza e la nomina di un coordinatore della sicurezza interno.