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Scoperto a Tuscania un mausoleo etrusco

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Si tratta di un edificio dedicato al culto degli antenati. Al di sotto una tomba a più camere racconta la storia di un’antica famiglia
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Una nuova importante scoperta è avvenuta a Tuscania, nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto. E viene presentata oggi. Si tratta di un edificio costruito in blocchi squadrati di tufo messi in opera su più filari disposti alternativamente di testa e di taglio, accanto ai tumuli denominati I e III e indagati in precedenza. Questa costruzione mai intercettata prima misura 6 per 6 metri ed era coperta da un tetto a doppio spiovente con tegole piane e coppi: i coppi affacciati sul margine inferiore erano decorati da volti di figure femminili anche demoniache. Le indagini, portate avanti dal Dipartimento di studi umanistici dell’Università Federico II di Napoli e dal Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies con la direzione di Alessandro Naso, hanno indicato che al di sotto dell’edificio, dove si svolgevano cerimonie sacre legate al culto degli antenati, si trovava una tomba a più camere, una sorta di cripta.

La tomba risulta di poco anteriore rispetto all’edificio sovras…

Una nuova importante scoperta è avvenuta a Tuscania, nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto. E viene presentata oggi. Si tratta di un edificio costruito in blocchi squadrati di tufo messi in opera su più filari disposti alternativamente di testa e di taglio, accanto ai tumuli denominati I e III e indagati in precedenza. Questa costruzione mai intercettata prima misura 6 per 6 metri ed era coperta da un tetto a doppio spiovente con tegole piane e coppi: i coppi affacciati sul margine inferiore erano decorati da volti di figure femminili anche demoniache. Le indagini, portate avanti dal Dipartimento di studi umanistici dell’Università Federico II di Napoli e dal Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies con la direzione di Alessandro Naso, hanno indicato che al di sotto dell’edificio, dove si svolgevano cerimonie sacre legate al culto degli antenati, si trovava una tomba a più camere, una sorta di cripta.

La tomba risulta di poco anteriore rispetto all’edificio sovrastante, ma si tratta di un progetto unitario: i blocchi squadrati di tufo delle due costruzioni appaiono legati tra loro. L’insieme rappresenta un monumento ambizioso e una soluzione architettonica inedita nel panorama dell’Etruria. Alessandro Naso ha sottolineato che la scoperta «permetterà di aprire una pagina nuova nel mondo dei culti funerari etruschi di epoca arcaica».

L’insieme appare strettamente legato a una famiglia gentilizia di Tuscania, in grado di commissionare e fare realizzare un monumento con un’impronta profondamente innovativa, pur essendo inserito nella vivace tradizione architettonica locale. Una gens che voleva sottolineare così la propria posizione di prestigio all’interno della comunità e i valori ai quali aderiva. Nell’area dell’ultima scoperta si svolgono campagne di scavo sin dal 2022.

Sasso Pinzuto rientra nella corona di sepolcreti attorno all’antico abitato etrusco di Tuscania. Era una necropoli posta sul fronte orientale del fiume Marta e a ridosso di un tracciato che usciva dalla città e si dirigeva verso l’antica Caere (Cerveteri). Accoglieva oltre 130 tombe, tante almeno sono state censite sinora. Sono databili tra il VII e il V secolo avanti Cristo e riferibili quindi a un arco cronologico che si apre in una fase di piena espansione per gli Etruschi. E si conclude con i segnali di una crisi profonda dovuta al ridimensionamento del loro controllo dei traffici commerciali che avvenivano nel Mar Tirreno, a seguito della sconfitta nella battaglia navale di Cuma (474 avanti Cristo).

La necropoli presenta tombe di tipologia varia: da quelle più antiche a fenditura superiore, in parte scavate nella roccia e in parte costruite con lastroni aggettanti, a quelle a camera. Nella necropoli, come in altre presenti a Tuscania, sono state rinvenute terrecotte architettoniche decorate a stampo che riproducevano motivi cari alle famiglie aristocratiche committenti: cortei di cavalieri al galoppo, processioni di personaggi a cavallo, su carro e a piedi, banchetti e danze. Si tratta di lastre che, fissate alle travi di legno con chiodi in bronzo, decoravano i tetti delle abitazioni e di edifici civili e sacri in varie località dell’Etruria nella prima metà del VI secolo avanti Cristo.

Resti di queste lastre sono stati rinvenuti frantumati e intenzionalmente ammucchiati attorno alle tombe a tumulo nelle necropoli di Tuscania. Come si spiega la loro presenza? L’intensa attività di culto dell’edificio, rinvenuto ora nella necropoli di Sasso Pinzuto, era stata avviata già nella prima metà del VI secolo avanti Cristo da una sepoltura infantile collocata nella trincea di fondazione. Nel corredo funerario è stato rinvenuto un vaso in bucchero dotato di una sporgenza laterale, che lo rende un poppatoio.

Il suo contenuto è stato analizzato nei laboratori dell’Università del Salento a Lecce. L’analisi gas-cromatografica ha indicato che venne deposto colmo di latte animale e di frutta fermentata e quindi con alimenti adatti a un neonato e non troppo diversi da quelli utilizzati ai giorni nostri. Una tenera e struggente testimonianza che affiora da un passato che continua a parlarci.

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