I teatri “condominiali” dell’Italia centrale riconosciuti patrimonio dell’Unesco
di Giulia D'AleoSono dieci, disseminati tra Marche, Emilia-Romagna e Umbria, i teatri condominiali entrati oggi a far parte del patrimonio dell’Unesco. Nel suo verdetto, il comitato del Patrimonio mondiale, riunito a Busan, in Corea del Sud, ha riconosciuto il valore di questo “sistema” che racconta una storia tutta italiana: di comunità che, tra Settecento e Ottocento, si tassavano per costruire un teatro e ne diventavano comproprietarie.
La candidatura era stata promossa dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che oggi definisce la decisione del comitato "un risultato storico per le Marche e per l'intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale. Conferma il valore universale di un patrimonio unico al mondo”.
"Questo riconoscimento – commenta la premier Giorgia Meloni - consolida il primo posto dell'Italia nella classifica dei siti Unesco. Un primato che ci inorgoglisce e che ci sprona a fare sempre di più e meglio”.
Un risultato elogiato anche dal ministro della Cultura…
Sono dieci, disseminati tra Marche, Emilia-Romagna e Umbria, i teatri condominiali entrati oggi a far parte del patrimonio dell’Unesco. Nel suo verdetto, il comitato del Patrimonio mondiale, riunito a Busan, in Corea del Sud, ha riconosciuto il valore di questo “sistema” che racconta una storia tutta italiana: di comunità che, tra Settecento e Ottocento, si tassavano per costruire un teatro e ne diventavano comproprietarie.
La candidatura era stata promossa dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che oggi definisce la decisione del comitato "un risultato storico per le Marche e per l'intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale. Conferma il valore universale di un patrimonio unico al mondo”.
"Questo riconoscimento – commenta la premier Giorgia Meloni - consolida il primo posto dell'Italia nella classifica dei siti Unesco. Un primato che ci inorgoglisce e che ci sprona a fare sempre di più e meglio”.
Un risultato elogiato anche dal ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Celebra l'eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici. Una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell'Italia centrale di fruire dell'Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo”.
"Si tratta di teatri che al tempo sono stati costruiti attraverso azioni di iniziative private, fortemente voluti dalle comunità - ricorda il Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli -. Sono nati grazie a semplici cittadini che comprendevano l'importanza della cultura ai fini della coesione sociale: anche da ciò deriva la loro unicità". Castelli aggiunge poi che “è particolarmente significativo che ben sei siano stati realizzati nel cratere del sisma. È la dimostrazione di quanto sia importante continuare a investire e sostenere la rinascita di questa parte del Centro Italia”.
“Siamo orgogliosi e parecchio emozionati, lo confesso” fa sapere a Repubblica Lucia Chiatti, direttrice generale della Fondazione Pergolesi Spontini, che gestisce il Teatro Pergolesi di Jesi. “Aspettavamo con trepidazione l’esito di questo percorso iniziato nel 2020. Una sfida impegnativa che è servita da stimolo per ricoprire il valore del bene e della nostra attività”. Festeggiano anche da Fabriano, comune che ospita il teatro Gentile, presente nella lista: “Un risultato che non appartiene soltanto alle istituzioni ma all'intera comunità che da sempre custodisce con orgoglio la propria storia e la propria identità”, dice la sindaca Daniela Ghergo.
La storia dei teatri condominiali
Realizzati fra XVIII e XIX secolo nei centri storici di borghi e paesini, questi piccoli teatri hanno rappresentato un punto di svolta nella tradizione del tempo. “L’attività culturale era molto vivace – spiega Chiatti – ma confinata all’interno delle istituzioni religiose e delle residenze aristocratiche”. A rompere gli schemi arrivarono le società condominiali, ovvero accordi tra privati – perlopiù nobili – e istituzioni, che portarono alla nascita di nuovi teatri di comunità accessibili al vasto pubblico e a partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano la proprietà, la gestione e la fruizione.
Quello Pergolesi, sorto come teatro di marionette, è ad esempio il frutto dell’accordo di 57 soggetti privati. “Dopo che un incendio aveva distrutto parte del teatro già esistente – continua la direttrice – si percepiva la necessità di contenere un pubblico sempre crescente che chiedeva di assistere agli spettacoli. Questo legame con la comunità si percepisce ancora oggi”.
Nel dossier di candidatura, i teatri di condomino vengono descritti come luoghi divenuti presto “centri vitali della vita comunitaria”. Pur mantenendo ognuno la propria unicità nelle forme e strutture, questi spazi sono accomunati da “sale a palchi dove tutte le classi sociali potevano assistere agli stessi spettacoli”, con un impatto sull’architettura teatrale che “ha risuonato in tutto il mondo per secoli”.
I teatri che hanno ricevuto il riconoscimento
Il nuovo riconoscimento, che porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella lista Unesco, comprende dieci teatri iscritti tra Marche, Emilia Romagna, Umbria:
1. Teatro Angelo Mariani, Sant'Agata Feltria.
2. Teatro Pergolesi, Jesi.
3. Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno.
4. Teatro Serpente Aureo, Offida
5. Teatro dell'Aquila, Fermo.
6. Teatro Lauro Rossi, Macerata.
7. Teatro Feronia, San Severino Marche.
8. Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano.
9. Teatro Bramante, Urbania.
10. Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto
Gli altri siti premiati dall’Unesco
Tra gli altri siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco figurano anche il Monte Olimpo in Grecia e le spiagge della Normandia. Teatro dello sbarco degli alleati verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, conserva ancora preziose testimonianze degli eventi del 1944, come batterie di artiglieria e rifugi della Resistenza.
A prendere la decisione è stata l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la Scienza e la Cultura, che ha riconosciuto anche l’importanza della montagna più alta della Grecia, diventata fulcro della mitologia locale poiché si credeva che lì risiedessero gli dei dell'Olimpo.
Presente anche un’opera dell'architetto finlandese Alvar Aalto, uno dei più influenti del XX secolo. Il complesso architettonico, composto da 13 strutture civiche, comunitarie e residenziali sparse in tutto il Paese nordico, esemplifica per il comitato il movimento moderno e la sua risposta ai bisogni sociali.
Il riconoscimento è stato poi assegnato al castello di Alamut, situato sui monti Alborz nel nord dell'Iran, una rete fortificata che simboleggia la resilienza e la resistenza del Paese. Durante la cerimonia, la delegazione iraniana ha colto l'occasione per denunciare i danni ai monumenti protetti nel contesto del conflitto in corso con gli Stati Uniti.
Tra gli altri siti aggiunti alla lista figurano anche il corridoio di migrazione terrestre degli animali Boma-Badingilo nel Sud Sudan; le antiche capitali giapponesi di Asuka e Fujiwara; l'architettura modernista di Tashkent, capitale dell'Uzbekistan; e le piantagioni agricole coloniali di Sao Tomè e Prìncipe.