Acqua e fuoco, cera e inchiostro, tarli, topi e gatti… All’origine c’è un saggio di un prete padovano del Settecento, stampatore e bibliofilo, Gaetano Volpi, Del furore d’aver libri, che elencava i pericoli che minacciano la collezione di ogni amante dei libri. Nasce da qui l’idea della Biblioteca Apostolica Vaticana di organizzare una mostra, intitolata AQVA. Catastrofe e meraviglia, che sarà inaugurata da papa Leone in persona il prossimo 14 settembre e intende coniugare, come ha detto monsignor Giovanni Cesare Pagazzi, bibliotecario e archivista di Santa Romana Chiesa, «fedeltà al passato e fedeltà al futuro».
«Nella convinzione che davanti alle paure è sempre più saggio fermarsi e attraversarle», ha spiegato don Giacomo Cardinali, uno dei curator…
Acqua e fuoco, cera e inchiostro, tarli, topi e gatti… All’origine c’è un saggio di un prete padovano del Settecento, stampatore e bibliofilo, Gaetano Volpi, Del furore d’aver libri, che elencava i pericoli che minacciano la collezione di ogni amante dei libri. Nasce da qui l’idea della Biblioteca Apostolica Vaticana di organizzare una mostra, intitolata AQVA. Catastrofe e meraviglia, che sarà inaugurata da papa Leone in persona il prossimo 14 settembre e intende coniugare, come ha detto monsignor Giovanni Cesare Pagazzi, bibliotecario e archivista di Santa Romana Chiesa, «fedeltà al passato e fedeltà al futuro».
«Nella convinzione che davanti alle paure è sempre più saggio fermarsi e attraversarle», ha spiegato don Giacomo Cardinali, uno dei curatori dell’esposizione nonché viceprefetto della prestigiosa biblioteca apostolica, «ci siamo fatti aiutare da tre creativi dall’ingegno straordinario – un artista, un tipografo e uno chef – e abbiamo scoperto orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce». Alla realizzazione della mostra hanno collaborato l’artista francese JR, maestro del collage fotografico, il tipografo statunitense Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini, uno dei padri della cucina italiana contemporanea, chiamati dal Vaticano a «dare forma, attraverso opere e progetti, a una personale rilettura delle collezioni storiche».
L’iniziativa replica la fortunata esposizione dell’anno scorso, En Route, quando la biblioteca del Papa chiamò ad accompagnare con la propria creatività antiche stampe e riviste dedicate al viaggio una variegatissima compagine di artisti: Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica delle collezioni donna Dior, Karishma Swali, direttrice creativa della Chanakya School of Craft, e Kristjana S. Williams, illustratrice e graphic artist, nota in particolare per il packaging dei profumi Penhaligon’s, e Jovanotti, che ha portato in Vaticano diari di viaggio, canzoni e la sua bicicletta. Un’esperienza, ha chiosato don Mauro Mantovani, prefetto della biblioteca, che «ci ha resi ancor più arditi e curiosi nello sperimentare vie di confronto col mondo contemporaneo, convinti dell’attualità di quanto custodiamo e del valore della sua promozione oggi».
Ora il dialogo tra arte contemporanea e il secolare patrimonio della Vaticana riprende dal saggio settecentesco di Gaetano Volpi. Al quale, peraltro, la Biblioteca ha già dedicato la propria agenda 2025, pubblicazione nota tra i collezionisti, che, con le illustrazioni di Beppe Giacobbe, sviscera appunto i diversi pericoli che minacciano i libri, a partire dalla copertina bucata come se fosse passato un tarlo (disegnato sul retro).
Il ciclo espositivo “Catastrofe e meraviglia”, realizzato con il sostegno di Fondazione Roma e Intesa Sanpaolo, «è dedicato a una riflessione sugli elementi naturali come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità», spiega l’antica istituzione vaticana: «Gli stessi elementi che rappresentano una delle principali minacce alla conservazione del patrimonio storico e, quindi, alla memoria collettiva, diventano un’allegoria universale delle grandi inquietudini dell’uomo di fronte a tutto ciò che sfugge al suo controllo».
Il primo appuntamento è dedicato all’acqua, e «da una sua iniziale percezione come forza minacciosa prenderà avvio un percorso di riconciliazione, che ne restituirà anche il valore di risorsa vitale». Sarà l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione del trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557.
«In diverse occasioni il Papa ha sollecitato la fedeltà al passato e la fedeltà al futuro», ha spiegato monsignor Pagazzi: «Il presente, compreso il presente di questa mostra, può diventare la casa dove passato e futuro s’intrattengono come amici». Papa Leone XIV inaugurerà la mattina del prossimo 14 settembre la mostra che sarà aperta al pubblico dal 25 settembre fino al prossimo 14 maggio 2027.