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Jimmy Wales: “Wikipedia è l’antidoto ai social”

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Incontro con il fondatore dell’enciclopedia online. “L’IA cinese? Rompe il monopolio”
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Fano – «Sui social le persone possono essere orribili, ma nella realtà sono meravigliose». Jimmy Wales guarda la platea e i palchi del Teatro della Fortuna e sembra quasi stupito per il fatto che, in una delle giornate più calde dell’estate fanese, seicento persone abbiano scelto una sala gremita invece del mare. Per il fondatore di Wikipedia, nato 60 anni fa in Alabama, è anche un ritorno in un luogo familiare. Wales frequenta da anni questo angolo delle Marche: la cognata ha un casale qui vicino e lui è iscritto alla Mediateca Montanari di Fano e proprio qui ha iniziato a scrivere Le 7 regole della fiducia (Garzanti) che esplora una delle grandi questioni che accompagnano Wikipedia da 25 anni: perché degli sconosciuti dovrebbero fidarsi gli uni degli altri, al punto da costruire insieme una parte considerevole della conoscenza disponibile su Internet. «Wikipedia è sempre la stessa», dice Wales ai presenti. «È uno sforzo comunitario per costruire un’enciclopedia libera per ogni singo…

Fano – «Sui social le persone possono essere orribili, ma nella realtà sono meravigliose». Jimmy Wales guarda la platea e i palchi del Teatro della Fortuna e sembra quasi stupito per il fatto che, in una delle giornate più calde dell’estate fanese, seicento persone abbiano scelto una sala gremita invece del mare. Per il fondatore di Wikipedia, nato 60 anni fa in Alabama, è anche un ritorno in un luogo familiare. Wales frequenta da anni questo angolo delle Marche: la cognata ha un casale qui vicino e lui è iscritto alla Mediateca Montanari di Fano e proprio qui ha iniziato a scrivere Le 7 regole della fiducia (Garzanti) che esplora una delle grandi questioni che accompagnano Wikipedia da 25 anni: perché degli sconosciuti dovrebbero fidarsi gli uni degli altri, al punto da costruire insieme una parte considerevole della conoscenza disponibile su Internet. «Wikipedia è sempre la stessa», dice Wales ai presenti. «È uno sforzo comunitario per costruire un’enciclopedia libera per ogni singola persona sul pianeta». È scritta da circa 300 mila volontari attivi ogni mese, in oltre 300 lingue. «Non si sentono influencer - spiega Wales - lo fanno per passione».

Wikipedia in italiano ha 1,9 milioni di voci. Quelle complessive sono oltre 68 milioni. Si tratta di un archivio enorme che continua a vivere grazie alle donazioni e a un modello nato ai margini dell’internet commerciale.

Wales racconta di essere stato, negli anni Novanta, «solo un altro idiota che digitava su internet», affascinato dal software open source e dalle comunità capaci di creare qualcosa per poi distribuirlo gratuitamente. Ma l’intelligenza collettiva, da sola, non basta. «La conoscenza è umana», spiega Wales ad Alessandro Bagliolo, il professore dell’Università di Urbino con cui dialoga sul palco, ma ha bisogno di «un contesto sociale che sia di supporto e incoraggi la gentilezza e la ragione». I social network, dice, mostrano cosa succede quando quell’ambiente viene progettato diversamente: molte persone intelligenti possono produrre soprattutto conflitto. La comunità di Wikipedia ha quindi costruito nel tempo regole, amministratori eletti, procedure per risolvere le dispute. Con un principio fondamentale che Wales ama ricordare: «Se una norma ti rende nervoso o depresso - dice Wales - puoi semplicemente ignorarla. Ma devi comunque comportarti come una brava persona».

La fiducia, però, ha bisogno di qualcosa di più della buona fede. Wikipedia chiede che ciò che viene scritto sia riconducibile a fonti affidabili, perché consentono anche a persone in disaccordo di discutere a partire da una base comune. Dietro una voce apparentemente definitiva rimangono infatti visibili la cronologia delle modifiche e la pagina di discussione. Quasi nessuno le consulta, ma chiunque può vedere come una frase sia arrivata fin lì. Questa trasparenza non elimina le ombre. Alla fine dell’incontro con i fanesi, facciamo notare a Wales che Wikipedia concentra comunque una parte enorme della conoscenza consultata online nelle mani di una comunità che, per quanto vasta, resta piccola rispetto ai miliardi di persone che utilizzano il servizio. Lui riconosce che servono più autori e invita nuovi volontari a entrare. Ammette anche che uno dei problemi di Wikipedia è che «occorre sempre concentrarsi molto sul mantenimento della neutralità».

Il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales e "la domanda più stupida del mondo": la reazione in diretta

Su politica, guerre, identità e temi divisivi, può diventare un conflitto lungo e faticoso. Ma il pericolo più grande, all’orizzonte, potrebbe essere l’intelligenza artificiale. I chatbot stanno cambiando il modo in cui le persone cercano informazioni. Per Wikipedia questo significa meno visite dirette. «Se ChatGPT fosse stata addestrata solo sul social X (di Elon Musk, ndr) - dice Wales - scriverebbe solo cose stupide e arrabbiate». Più tardi, dopo un lungo firmacopie, avviciniamo Wales per parlare di OpenAI, l’azienda che ha creato ChatGPT, e della trasformazione che l’ha portata da organizzazione no-profit a big tech. Alla luce di questo passaggio, merita ancora la fiducia? «Lo hanno reso difficile», risponde, citando una struttura societaria diventata «opaca». «Sembra che ci sia il caos lì dentro - aggiunge -. Ma non perdo le speranze, mi auguro che l’azienda si ricordi per cosa è stata creata». E poi, da fan dell’open source, lancia un’altra stoccata: «È strano che i modelli aperti stiano arrivando dalla Cina». Ma quella concorrenza, aggiunge, può essere salutare: impedisce che l’IA resti nelle mani di pochissimi.

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