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Felicia Kingsley: “Litigo con l’IA perché sbaglia tutto”

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Regina del romance nonché scrittrice più letta d’Italia, torna con una storia d’amore ambientata nel mondo politico Usa. E qui si racconta
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La regina del romance italiano è in vacanza. In camper. Risponde da un campeggio di buon mattino, mentre scorre i titoli che si è portata dietro per un break di una decina di giorni, da Murdoku, il caso editoriale dell’estate a Han Kang e Fiori per Algernon. Per la prima volta ha lasciato il pc a casa. Il 25 agosto Felicia Kingsley torna puntuale in libreria: quello con il romanzo di fine estate, è un appuntamento fisso per le sue lettrici. Stavolta in First lady per caso (Newton Compton), Kingsley ambienta la sua commedia romantica negli Usa per una sorta diHouse of Cards in chiave romance. Lui, Nathan, è un repubblicano che aspira alla Casa Bianca. Lei, Nicola, una democratica che lo ha attaccato per anni. «L’ambito politico mi affascinava e da tempo mi sarebbe piaciuto raccontarlo. Per carità, il libro è una commedia e non entra nel merito dell’attualità. Mi sono ispirata a serie come House of Cards, The West Wing, Commander in Chief».

La regina del romance italiano è in vacanza. In camper. Risponde da un campeggio di buon mattino, mentre scorre i titoli che si è portata dietro per un break di una decina di giorni, da Murdoku, il caso editoriale dell’estate a Han Kang e Fiori per Algernon. Per la prima volta ha lasciato il pc a casa. Il 25 agosto Felicia Kingsley torna puntuale in libreria: quello con il romanzo di fine estate, è un appuntamento fisso per le sue lettrici. Stavolta in First lady per caso (Newton Compton), Kingsley ambienta la sua commedia romantica negli Usa per una sorta diHouse of Cards in chiave romance. Lui, Nathan, è un repubblicano che aspira alla Casa Bianca. Lei, Nicola, una democratica che lo ha attaccato per anni. «L’ambito politico mi affascinava e da tempo mi sarebbe piaciuto raccontarlo. Per carità, il libro è una commedia e non entra nel merito dell’attualità. Mi sono ispirata a serie come House of Cards, The West Wing, Commander in Chief».

Sarebbe stato impossibile scrivere una commedia romantica con Trump protagonista?

Kingsley ride. «Direi che sulla commedia decisamente ci siamo! Sul romantico, c’è di meglio».

Michelle e Barack Obama?

«Nel romanzo i due protagonisti sono avvocati come loro. Mi fanno molto sorridere come coppia: si sono raccontati parecchio e ci sono aneddoti deliziosi, per esempio la proposta di matrimonio. Lui era quello contrario. La invita a cena e decide di farla arrabbiare proprio sul tema nozze sì/nozze no. Quando lei è ormai furente arriva il dolce con l’anello. E lui: “finalmente sono riuscito a far tacere Michelle”».

Ben diversa da Melania Trump.

«La first lady è un meme, pensiamo al bacio mancato il giorno dell’insediamento alla Casa Bianca».

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Consiglierebbe il libro a qualche politico italiano?

«Agli uomini, di ogni schieramento, per il ragionamento sul potere patriarcale piramidale e matriarcale circolare. Un’informazione che dovrebbero rinfrescare. Tra le politiche direi Silvia Salis. Siamo coetanee, magari si diverte. A tutti consiglio un po’ di ironia. Senza, muori».

Per restare in tema Usa Ocasio-Cortez sta facendo una campagna social raccontando la sua scelta di congelare gli ovuli.

«Io credo che quando una donna è costretta a violare la propria intimità per fare luce su una pratica che dovrebbe essere accessibile e conosciuta da tutti, qualcosa non va. Perché così pochi sanno di questa possibilità? Poi certo lei è una deputata democratica e ha deciso di usare la sua voce e il corpo, ma è il sistema che non funziona».

Forse perché, parafrasando un suo romanzo, non è un Paese per donne?

«Fare un figlio senza i nonni a disposizione è quasi impossibile. Ma questo è un problema perché spesso i nonni lavorano ancora. È la stessa Inps che li considera giovani!».

Kingsley ha un figlio piccolo. Per il terzo anno di fila si è affermata come l’autrice più letta d’Italia: i suoi romanzi hanno venduto 5 milioni di copie. In primavera Prime ha distribuito il film tratto dal suo Non è un paese per single, con Matilde Gioli e Francesco Caccamo, e presto diventerà una serie Due cuori in affitto (ancora Prime).

Nel libro le schermaglie e i giochi di seduzione si basano soprattutto sui dialoghi: il vocabolario è sexy?

«Il desiderio si accende sempre solo nella mente, non è che parte perché hai visto gli addominali o un bel sedere. Comincia dalla testa e si alimenta con le parole».

Per far funzionare i dialoghi si aiuta con l’intelligenza artificiale?

«Macché. Il mio incubo è l’autoplagio. Sono al mio diciannovesimo romanzo e passo le giornate con il terrore di essermi ripetuta. Ed è successo: al secondo o terzo giro di scambio del file mi sono accorta che una frase c’era anchein Una ragazza di altri tempi, conferma che però i libri li ho scritti io».

Mai usata l’IA?

«Allunga i processi. Una volta ho provato a farmi aiutare a scrivere una mail sintetica, io sono verbosa: un disastro. Un’altra le ho chiesto le fermate della metro verde di Parigi in un certo ordine per non copiarle a mano e le ha sbagliate. Ma la peggiore è stata quando volevo l’elenco dei libri scritti da Felicia Kingsley e mi ha tirato fuori roba di Premoli e Hoover. A quel punto ci ho litigato. In generale non mi ha affascinato, forse non la so usare. Posso dire una cosa?».

Prego.

«L’IA, i personaggi pubblici chiamati a parlare di qualsiasi argomento, anche di quelli che non conoscono: non sarebbe il caso di tornare a sfruttare le competenze? A studiare? I giornali servono anche a fermare questa deriva».

Leggere di più? Il suo nuovo romanzo costa 10 euro, policy della sua casa editrice. Ma anche comprare i libri sta diventando economicamente impegnativo.

«Da piccola compravo gli Oscar a 5900 lire con la mia paghetta. Quello che posso dire è che se non cambio casa editrice è anche per questo: a prezzi più alti perderei lettrici e lettori».

Ha ricevuto proposte?

«Diverse. Ho ascoltato. Ma a Newton mi lega un rapporto di fiducia inscalfibile». Chiaro?

Il libro e il tour

First lady per caso di Felicia Kingsley (Newton Compton, pagg. 544, euro 10) sarà in libreria dal 25 agosto. L’autrice farà un lungo tour di presentazioni. Ecco le prime date: primo settembre Milano (Mondadori Duomo, ore 16); 4 settembre Roma (Feltrinelli Appia Nuova, ore 16). Il 12 sarà ospite di Festivaltetteratura Mantova con due appuntamenti (alle 14 e alle 17)

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