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L’Alfabeto delle nostre paure dalla A alla L (prima parte)

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Viviamo in una condizione di perenne allarme, di ansia collettiva. Fare ordine tra le angosce più o meno oggettive può aiutare. Ecco allora un catalogo d’autore
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Sfogliare le notizie del giorno è una vera gara di sopravvivenza, inutile negarlo. La sensazione più diffusa è quella di vivere ormai nel terrore continuo, come rilevato dallo Youth Pulse 2026 che ha identificato la paura come il vero baricentro del nostro tempo. Non si fanno figli? Per paura. Non si investe? Per paura. E non per niente il New York Times ha riportato di recente dati impressionanti sull’aumento esponenziale nel consumo di ansiolitici. Tremo ergo sum? Sembra di sì. Proviamo allora a mettere un minimo di ordine al sabba dei mostri, con un catalogo alfabetico delle nostre paure da occidentali a bordo del Titanic.

A come ADRENALINA

Incalzati come siamo da un sistema che ci vuole performanti e iper-reattivi al bombardamento di stimoli a cui siamo forzati, l’adrena…

Sfogliare le notizie del giorno è una vera gara di sopravvivenza, inutile negarlo. La sensazione più diffusa è quella di vivere ormai nel terrore continuo, come rilevato dallo Youth Pulse 2026 che ha identificato la paura come il vero baricentro del nostro tempo. Non si fanno figli? Per paura. Non si investe? Per paura. E non per niente il New York Times ha riportato di recente dati impressionanti sull’aumento esponenziale nel consumo di ansiolitici. Tremo ergo sum? Sembra di sì. Proviamo allora a mettere un minimo di ordine al sabba dei mostri, con un catalogo alfabetico delle nostre paure da occidentali a bordo del Titanic.

A come ADRENALINA

Incalzati come siamo da un sistema che ci vuole performanti e iper-reattivi al bombardamento di stimoli a cui siamo forzati, l’adrenalina è l’ambrosia del terzo millennio ma la prima delle paure sta proprio nell’esaurirne l’ampolla. Uno studio dell’Università di Padova ha pubblicato cifre e analisi sul terrore di non essere all’altezza in un rodeo mediatico dove tutto è sempre pubblico, e la trasparenza delle nostre vite diventa una perenne comparazione.

B come BARATRO

Gli osservatori finanziari paventano da tempo lo scoppiare in Borsa di una bolla legata all’intelligenza artificiale. Si parla di un nuovo 1929, o di un crack Lehman. Nello stesso tempo, la locomotiva cinese sta rallentando come non mai, e gli ultimi dati del 2026 segnano una frenata senza precedenti. Insomma, stiamo camminando sul ciglio dell’abisso? E se fosse l’ossessione della crescita il nostro più grande incubo? Stiamo correndo come pazzi, da troppo tempo. E abbiamo il terrore di fermarci.

C come COPRIFUOCO

Uno dei terrori collettivi non detti è la paralisi energetica. In India è già accaduto poche settimane fa: la crisi dei combustibili che determina chiusure anticipate dei locali e misure estreme per garantire l’attività di ospedali ed enti pubblici. Insomma, un nuovo lockdown senza pandemia, solo che stavolta il contatore delle utenze domestiche schizzerebbe alle stelle. In altre parole, che succede se l’accerchiamento dei rincari è un assedio e il semplice sopravvivere diventa una tassa?

D come DILUVIO

Non esiste più la pioggia, ha lasciato il posto al diluvio di Noè. La furia degli elementi non è più un escamotage per sceneggiatori da film catastrofici in crisi di ispirazione, perché ogni telegiornale ci mostra fiumi assatanati e cicloni devastanti fuori latitudine. Ci sentiamo braccati da un nemico feroce che senza bandiera minaccia bombardamenti ogni volta che l’app del meteo segnala nuvola nera e fulmine. Sì, il fulmine di Zeus, contro il quale nessun mortale poteva niente. E infatti.

E come ESCALATION

Se Putin stanotte attaccasse la Moldavia? E se i carri armati russi invadessero la Finlandia o i Baltici? E se l’Iran prendesse di mira le basi americane disseminate nel nostro Stivale? Ormai viviamo in un grande upgrade ansiogeno collettivo: se un tempo avevamo paura della guerra, adesso la diamo per scontata, e in questa “ordinarietà militarizzata” a farci sudare freddo è la sua estensione. O meglio, il fuori controllo. Ovvero il trionfo del disordine globale tradotto in rissa planetaria.

F come FOLLIA

Mentre luminari della salute mentale rilasciano interviste sulla lucidità del presidente americano, si rincorrono dappertutto dichiarazioni psicotiche di leader di ogni nazione, impegnati in una specie di torneo a chi rompa la barriera non del suono ma del senno. Fra torte di compleanno a forma di cappio, frecciate a Sua Santità e gli sghignazzi di Farage sul Tamigi, la pazzia sembra essere condizione imprescindibile per essere eletti, in un mare di risate. Ma come insegna Stephen King, la risata può essere un’arma raggelante.

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G come GASOLIO

Non mi stupirei se domani il distributore sotto casa sparasse il diesel verso quota 4 euro. Una specie di stasi forzata, accendere il cruscotto è il nuovo lusso, le autostrade riservate ai redditi a plurimi zeri. Ci eravamo abituati a percepire il mondo come un vicinato, perché in fondo questo era il lascito del ’900: l’azzeramento del concetto di distanza. Adesso facciamo i conti con l’opposto, perfino muoversi in automobile diventa un investimento. Dopo la Grande Dilatazione, benvenuti nella Grande Contrazione.

H come HORMUZ

Pochi mesi fa solo gli appassionati di geopolitica ne conoscevano l’esistenza, oggi determina economie e scelte familiari. Il minuscolo imbuto di Hormuz è diventato al tempo stesso il simbolo di un’incognita raggelante, perché dove sarà il prossimo crocevia detonatore di un ennesimo cataclisma? Fra un anno parleremo dello Stretto di Kara sulla Rotta Artica? O di Yonaguni davanti a Taiwan? È il non saperne ancora niente a farci paura. Che poi è semplice paura del buio.

I come IDIOZIA

Un diciottenne muore a Trani accoltellato per strada senza una ragione. Ed è solo l’ultimo di una lista sempre più nutrita di vittime dell’idiozia, cioè (da dizionario) di una conclamata assenza di senso, aggravata dalla noia e dalla totale incapacità di commisurare l’azione all’effetto. Tutto questo è una grave patologia sociale, che percepiamo intorno a noi come un’elettricità costante e rischiosissima. Basta niente, e puoi essere l’ennesimo agnello sacrificale sull’altare del caso. E poi a verbale sarà messo il solito «non pensavo di fargli male». Appunto.

L come LUPO SOLITARIO

Per secoli il lupo è stato l’emblema del nemico nelle fiabe, da Cappuccetto Rosso ai Tre Porcellini, a stento ci sono voluti i Fioretti di San Francesco per convertirlo a più sano corso. Eppure oggi è di nuovo un lupo a incarnare una delle nostre paure più profonde, quella del singolo soggetto fuori controllo, troppo piccolo per essere inquadrato prima che sfoderi un coltello o ingrani la marcia di un’utilitaria. E se è così, l’insidia può essere ovunque.

(1. Continua)

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