Addio a Peter Max, maestro della pop art psichedelica
di Ilaria ZaffinoLe sue immagini sono diventate il simbolo del flower power, accompagnando più generazioni tra colori sgargianti, musica e cultura pop. È morto all’età di 88 anni Peter Max, artista tedesco naturalizzato americano tra i più in vista e di maggior successo della sua epoca. Con opere che trasudavano lo spirito degli anni ’60, è diventato noto grazie ai suoi dipinti e a milioni di poster venduti: le sue immagini grafiche semplici, dai colori vivaci e di una allegria contagiosa, si prestavano infatti a una lunga serie di prodotti commerciali, dalle lenzuola ai bicchieri, dalle tende da doccia agli aerei e, in un’occasione, persino a un francobollo per il servizio postale.
Le sue immagini sono diventate il simbolo del flower power, accompagnando più generazioni tra colori sgargianti, musica e cultura pop. È morto all’età di 88 anni Peter Max, artista tedesco naturalizzato americano tra i più in vista e di maggior successo della sua epoca. Con opere che trasudavano lo spirito degli anni ’60, è diventato noto grazie ai suoi dipinti e a milioni di poster venduti: le sue immagini grafiche semplici, dai colori vivaci e di una allegria contagiosa, si prestavano infatti a una lunga serie di prodotti commerciali, dalle lenzuola ai bicchieri, dalle tende da doccia agli aerei e, in un’occasione, persino a un francobollo per il servizio postale.
Rockstar come i Beatles, Jimi Hendrix e Mick Jagger sono stati spesso soggetti dei suoi ritratti e di molte sue opere in cui Max fu in grado di creare una perfetta commistione tra arte psichedelica e pop art in un periodo di cambiamento e agitazioni sociali.
Con i suoi colori accesi, le forme fluide e le composizioni ispirate al cosmo, ai fiori e alla cultura popolare, Peter Max ha contribuito a definire l'immaginario della stagione del flower power. Le sue opere, immediatamente riconoscibili, sono comparse su poster, oggetti di uso quotidiano, copertine e grandi progetti commerciali, diventando parte della controcultura visiva americana.
Nato il 19 ottobre 1937 a Berlino con il nome di Peter Max Finkelstein, in una famiglia ebrea, Max lasciò la Germania nazista ancora bambino insieme ai genitori. La famiglia si rifugiò inizialmente a Shanghai e successivamente soggiornò in Tibet, Israele e Parigi, prima di stabilirsi a New York quando Peter aveva 16 anni.
Nella metropoli americana scoprì e approfondì la passione per i fumetti, il cinema e soprattutto il jazz. Dopo gli studi nelle scuole d'arte di New York, nel 1961 aprì uno studio di graphic design insieme ad alcuni amici. Il suo stile originale conquistò rapidamente agenzie pubblicitarie, editori e aziende. «Vedo tutto attraverso occhi arcobaleno», amava ripetere, sintetizzando così la sua particolare tavolozza e la sua visione del mondo.
La notizia della sua morte è stata annunciata dal figlio all'emittente americana ABC News.
Max creò anche il primo logo dell’emittente musicale MTV negli anni ’80 e fu scelto come artista ufficiale dei Mondiali di calcio del 1994 negli Stati Uniti.
Incorporando Art Nouveau, Op Art e motivi psichedelici, i disegni di Max hanno sempre offerto una gratificazione visiva immediata. Le sue immagini “panottiche” ripetevano elementi visivi in una formazione serrata, producendo un effetto caleidoscopico che richiamava i mandala orientali.
In The Universe of Peter Max, un libro di memorie pubblicato nel 2013, scrisse: «I soggetti della mia arte cosmica erano sempre euforici: saggi himalayani che levitavano sotto una pioggia di fiori accanto a cime montuose innevate; volti e fiori che esplodevano in una farfalla cosmica simmetrica; laghi e acque specchianti con una cascata di stelle e pianeti; fiori in perpetuo stato di crescita organica, che generavano nuovi boccioli. La mia ispirazione proveniva dal nuovo movimento giovanile americano e, a sua volta, si rivolgeva proprio a esso».