Provo a immaginare l’infanzia come il mito della nostra memoria. Non le gesta di Achille, Ettore o Ulisse ma quelle che hanno contribuito a scuotere e meravigliare il nostro io bambino. Su questo sfondo remoto si staglia la vecchiaia con ciò che resta di quel mito che non smette di interpellarci. Ho letto con questa fascinazione La bella età (Adelphi) che Tullio Pericoli ha scritto quasi allo sca…