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Otto libri per conoscere Anne Carson, Nobel per la letteratura 2026

Il meglio delle opere in versi e in prosa della scrittrice: ecco il nostro vademecum
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Poetessa, classicista, saggista e traduttrice, con la sua opera Anne Carson ha cancellato i confini tra poesia, romanzo, saggio, autobiografia e riscrittura dei classici. Da Autobiografia del Rosso a Eros il dolceamaro, da Come l’acqua a La norma sbagliata o Decreazione, fino alla sua rivisitazione dell’Albertine proustiana: i suoi libri riflettono i modelli da cui trae la sua ispirazione, dalla letteratura classica a Simone Weil, Virginia Woolf ed Emily Brontë.

Il punto di partenza ideale per scoprire Anne Carson è sicuramente Autobiografia del Rosso, forse il suo capolavoro, che rilegge il mito di Gerione e Eracle, riportato in libreria in Italia da La nave di Teseo con la traduzione di Sergio Claudio Perroni. Un'avventura d’amore: così l'autrice stessa definisce questo romanzo in versi, dove Gerione dalla mitologia greca arriva fino a noi in una nuova veste. Nella lettura di Carson non è più soltanto il mostro sconfitto da Eracle, bensì un adolescente diverso dagli altri, alle pres…

Poetessa, classicista, saggista e traduttrice, con la sua opera Anne Carson ha cancellato i confini tra poesia, romanzo, saggio, autobiografia e riscrittura dei classici. Da Autobiografia del Rosso a Eros il dolceamaro, da Come l’acqua a La norma sbagliata o Decreazione, fino alla sua rivisitazione dell’Albertine proustiana: i suoi libri riflettono i modelli da cui trae la sua ispirazione, dalla letteratura classica a Simone Weil, Virginia Woolf ed Emily Brontë.

Il punto di partenza ideale per scoprire Anne Carson è sicuramente Autobiografia del Rosso, forse il suo capolavoro, che rilegge il mito di Gerione e Eracle, riportato in libreria in Italia da La nave di Teseo con la traduzione di Sergio Claudio Perroni. Un'avventura d’amore: così l'autrice stessa definisce questo romanzo in versi, dove Gerione dalla mitologia greca arriva fino a noi in una nuova veste. Nella lettura di Carson non è più soltanto il mostro sconfitto da Eracle, bensì un adolescente diverso dagli altri, alle prese con il proprio corpo, il desiderio e la difficoltà di trovare un posto nel mondo. Ha quattordici anni, la pelle vermiglia e due ali difficili da nascondere: la sua diversità è immediatamente visibile. Ma il vero cuore della storia riguarda qualcosa di molto più universale: la sensazione di essere fuori posto. Carson utilizza così una creatura mitologica per raccontare uno dei passaggi più fragili della crescita: il momento nel quale l’identità comincia a formarsi attraverso lo sguardo e il desiderio dell’altro.

Eros il dolceamaro, pubblicato da Utopia, è un’originale meditazione sul tema del desiderio. In trentaquattro capitoli snelli, Ann Carson instaura un dialogo con alcuni dei più grandi autori della letteratura classica, a partire da Saffo, proseguendo con i tragici greci e Catullo, in un confronto costante con gli autori moderni, da Dante a Virginia Woolf, da Nietzsche a Italo Calvino, passando per Kafka. «Fu Saffo la prima a definire l’eros dolceamaro», scrive Carson. «Chiunque si sia davvero innamorato non oserà contraddirla. Ma qual è il significato di questa parola? L’eros è per Saffo allo stesso tempo esperienza del piacere e del dolore. Ecco la contraddizione, e forse anche il paradosso. Percepire l’eros può scindere la mente in due». E il libro diventa così una metafora sull’amore come esperienza conoscitiva fondamentale nella vita e una riflessione profonda sul desiderio e le relazioni umane.

In Decreazione (Crocetti), riprendendo la riflessione di Simone Weil, Carson contempla la nozione di decreazione come tensione a disfare la creatura che l’uomo ha dentro, racchiusa e definita dal sé. Per l’autrice, però, la decreazione non è solo il disfacimento della persona, ma anche delle forme letterarie tradizionali, in una personalissima rilettura della cultura occidentale.

Con La Norma sbagliata bisogna abbandonare quasi subito l’aspettativa di trovare un percorso lineare. Il libro, pubblicato in italiano da Utopia, con la traduzione di Patrizio Ceccagnoli, riunisce versi, prose poetiche, testi brevi, riflessioni e frammenti, muovendosi continuamente tra quotidianità e mito, identità e perdita, tempo e linguaggio.

Sempre per Utopia, Economia dell’imperduto (traduzione di Patrizio Ceccagnoli) è costruito intorno alla distanza che separa Simonide di Ceo,poeta greco vissuto tra il VI e il V secolo a.C., e Paul Celan, uno dei grandi poeti europei del Novecento e alle sorprendenti corrispondenze che possono emergere se mettiamo accanto le loro vite e le loro idee. Il centro della riflessione è proprio il rapporto tra poesia, denaro, valore, memoria e perdita.

E se Vetro, ironia e Dio, pubblicato da Crocetti con la traduzione di Patrizio Ceccagnoli, ci permette di incontrare una Carson particolarmente intima, con The Albertine Workout (Tlon) l’autrice, in 59 frammenti poetici, cerca di comprendere meglio uno dei personaggi più sfuggenti di Proust.

Infine Come l’acqua potrebbe essere il libro che meglio rappresenta l’impossibilità di rinchiudere Anne Carson dentro una definizione. Pubblicato originariamente nel 1995 con il titolo Plainwater: Essays and Poetry e arrivato integralmente in italiano nella traduzione di Patrizio Ceccagnoli per Crocetti, raccoglie saggi e poesie e attraversa deliberatamente i confini del linguaggio e dei generi letterari. Il titolo offre già la metafora più efficace: l’acqua non possiede una forma definitiva.

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