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Cina, nuova scoperta sull’esercito di terracotta: lo fabbricarono anche donne e bambini

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Studiando le impronte digitali rimaste impresse sulle statue del mausoleo del primo imperatore della Cina gli studiosi hanno scoperto che non furono modellate soltanto da artigiani adulti e maschi. Ecco i risultati della ricerca, che cambia il racconto di uno tesori archelogici più noti al mondo
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PECHINO. Stanno lì da più di duemila anni. Soldati di un’armata magnifica che doveva servire a proteggere nell’aldilà il primo imperatore della Cina. Fino ad ora si pensava che a costruire l’esercito di terracotta fosse stato un esercito di uomini. Ma non fu così: anche molte donne e ragazzini parteciparono all’incredibile impresa.

È quello che sostiene un nuovo studio di cui dà conto la stampa cinese, da poco pubblicato sul Journal of Cultural Heritage. Grazie alle impronte digitali analizzate su alcune delle statue, i ricercatori hanno scoperto che una parte dei guerrieri di terracotta fu realizzata, anche, da donne e minori, e non esclusivamente da uomini come si era pensato fino ad ora. “Gli studi sulla forza lavoro durante la dinastia Qin (221-206 a.C.) si sono basati finora soprattutto su testi giuridici, considerando i maschi adulti come principali lavoratori e fissando a 15 anni l’età minima per essere impiegati. Poco indagati, invece, sono rimasti il sesso e l’età di chi real…

PECHINO. Stanno lì da più di duemila anni. Soldati di un’armata magnifica che doveva servire a proteggere nell’aldilà il primo imperatore della Cina. Fino ad ora si pensava che a costruire l’esercito di terracotta fosse stato un esercito di uomini. Ma non fu così: anche molte donne e ragazzini parteciparono all’incredibile impresa.

È quello che sostiene un nuovo studio di cui dà conto la stampa cinese, da poco pubblicato sul Journal of Cultural Heritage. Grazie alle impronte digitali analizzate su alcune delle statue, i ricercatori hanno scoperto che una parte dei guerrieri di terracotta fu realizzata, anche, da donne e minori, e non esclusivamente da uomini come si era pensato fino ad ora. “Gli studi sulla forza lavoro durante la dinastia Qin (221-206 a.C.) si sono basati finora soprattutto su testi giuridici, considerando i maschi adulti come principali lavoratori e fissando a 15 anni l’età minima per essere impiegati. Poco indagati, invece, sono rimasti il sesso e l’età di chi realizzò il celebre esercito di terracotta”, scrive SixthTone, testata sorella, in inglese, del giornale shanghaiese Pengpai Xinwen.

Il team di ricercatori ha analizzato 79 impronte rinvenute su trentasei guerrieri di terracotta nella Fossa 1 del mausoleo di Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina. “I risultati hanno mostrato che il 45% delle impronte appartenevano a uomini, il 32,7% a donne e il 22,3% a giovani di età inferiore ai 15 anni”, continua il giornale. Di queste, “73 impronte sono state lasciate durante i processi di modellatura e assemblaggio, mentre sei quando decorazioni già pronte, come rivetti delle armature e cinture, sono state impresse sulla superficie delle figure in terracotta”, scrive il South China Morning Post.

“Questi risultati mettono in discussione l’ipotesi, a lungo sostenuta, secondo cui la produzione dell’esercito di terracotta si basasse esclusivamente sul lavoro di maschi adulti, fornendo la prima prova biologica quantitativa dell’esistenza di una forza lavoro diversificata che includeva donne e bambini”, scrivono i ricercatori nello studio. “Questo studio dimostra che l’analisi bayesiana delle impronte digitali offre un solido quadro metodologico per lo studio dell’organizzazione del lavoro artigianale nell’antichità”. “I risultati dello studio offrono un nuovo metodo per analizzare quantitativamente la produzione artigianale in epoca remota e ricostruire l’età e il sesso delle persone coinvolte”, scrive ancora SixthTone.

Negli anni durante i quali regnò sulla Cina, che per primo aveva saputo unificare, Qin Shi Huang fu sempre ossessionato dalla vita eterna e ansioso di estendere il suo potere terreno anche nell’aldilà. Narra Sima Qian, il primo grande storico dell’antichità cinese, che a corte l’imperatore convocava alchimisti e maghi perché gli preparassero pozioni speciali, e organizzava - sempre fallendo - spedizioni verso le leggendarie Isole degli Immortali alla ricerca di chissà quali elisir per vivere per sempre. Per questo decise di farsi costruire nella vecchia capitale Xi’an un imponente mausoleo, affidandone la difesa non a guerrieri mortali ma ad un gigantesco esercito di ottomila soldati di terracotta con armi, cavalli e carrozze.

A scoprire, per caso, nel marzo del 1974, il primo dei soldati di terracotta, fu il contadino Yang Zhifa, che Repubblica intervisto nel 2024 a Xi’an, in occasione del 50esimo anniversario della scoperta.

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