Negli stessi giorni dell'annuncio della sospensione del servizio postale di consegna delle lettere in Danimarca, nella casella postale del mio condominio ho notato (ed era la prima volta in dodici anni) una busta affrancata e indirizzata con calligrafia ancora infantile a una vicina di casa, che è scolara elementare. Avrà un amico di penna? Un cugino che abita altrove? Un compagno di classe a cui non basta parlarle durante la ricreazione e ha desiderato anche scriverle? Non lo so, né lo domanderò ai suoi genitori. Ma inevitabilmente l'inconsueto incontro con una busta da lettere in pieno servizio mi ha rimandato alla mia stessa precoce epistolomania, dei suoi sviluppi, persino professionali, delle evoluzioni tecnologiche. Con il passaggio al formato digitale le nostre comunicazioni hanno cambiato moduli, tono, consuetudini. Qualcuno mette ancora le maiuscole ai pronomi riferiti al mittente («...mi pregio di inviarLe...»), ma fa uno strano effetto. Anche il Post Scriptum non è sparito …
Negli stessi giorni dell'annuncio della sospensione del servizio postale di consegna delle lettere in Danimarca, nella casella postale del mio condominio ho notato (ed era la prima volta in dodici anni) una busta affrancata e indirizzata con calligrafia ancora infantile a una vicina di casa, che è scolara elementare. Avrà un amico di penna? Un cugino che abita altrove? Un compagno di classe a cui non basta parlarle durante la ricreazione e ha desiderato anche scriverle? Non lo so, né lo domanderò ai suoi genitori. Ma inevitabilmente l'inconsueto incontro con una busta da lettere in pieno servizio mi ha rimandato alla mia stessa precoce epistolomania, dei suoi sviluppi, persino professionali, delle evoluzioni tecnologiche. Con il passaggio al formato digitale le nostre comunicazioni hanno cambiato moduli, tono, consuetudini. Qualcuno mette ancora le maiuscole ai pronomi riferiti al mittente («...mi pregio di inviarLe...»), ma fa uno strano effetto. Anche il Post Scriptum non è sparito del tutto. P.S.; e poi magari P.P.S. o P.P.P.S. quando le aggiunte a quanto scritto sopra la firma proliferavano.
Che scopo avevano? A volte aggiungevano un'informazione su un argomento completamente diverso da quello trattato nel corpo del testo. A volte invece lo aggiornavano a costo magari di farci lacerare una busta già sigillata e magari compilata o addirittura affrancata (recuperare il francobollo era abilità diffusa). A volte l'aggiunta era un commento a quanto scritto, una precisazione su come interpretarlo o una richiesta di parere («Mi dici se sei d'accordo?». «Ti ho scritto di getto, e non rileggo perdona gli errori». «Spero che tu possa avvertire lo spirito di amicizia con cui ti ho scritto»). In casi di grande e grandemente perversa raffinatezza, a uno scarno P.S. si affidava il vero messaggio e tutto l'Ante Scriptum aveva la caratteristica di un letterale Pre-Testo. Ancora in quei giorni della scorsa settimana le cronache hanno offerto due tipi di Post Scriptum peculiari e, ciascuno a modo suo, innovativi. Il primo si è letto in fondo al lungo post che Alessandro Baricco ha affidato alla piattaforma Substack e che poi è stato ripreso da Repubblica con il titolo: «L'addio al Novecento dei ragazzi nelle piazze».
Conclusa la sua argomentazione, Baricco ha aggiunto quello che è parso una sorta di Post Scriptum: «Se questo testo vi piace, diffondetelo. Se vi piace molto, traducetelo, prima che lo faccia l’IA, e fatelo girare. Grazie». Intanto sul quotidiano centro-tirrenico La Provincia si era letto un articolo su «Civitavecchia snodo dei traffici di droga». Anche in questo le ultime righe si rivolgevano direttamente a una seconda persona. Dicevamo: «Vuoi che lo trasformi in un articolo da pubblicare su un quotidiano (con titolo, occhiello e impaginazione giornalistica) o in una versione più narrativa da magazine d’inchiesta?».
A «parlare» in questo modo è l'interfaccia dell'Intelligenza Artificiale stessa, che offre un servizio in più a chi l'ha consultata, come un genio della lampada che chieda al suo Aladino se desidera altri servizi, dopo quello svolto. Nel secondo caso è stato insomma abbastanza chiaro che il giornalista firmatario del pezzo non lo aveva esteso di persona ma l'aveva subappaltato a ChatGPT, dimenticando però di tagliare le ultime righe rivelatorie. I due casi concomitanti sembrano cercare di parlarsi: con Baricco preoccupato che sia l'Intelligenza Artificiale a tradurre il suo pezzo e l'Intelligenza Artificiale che si premura di mostrarsi a disposizione. Ti è piaciuto? Va bene così? Sono P.S. leggermente ansiosi. Ricordano un proverbio che più o meno dicevano che un bel tacer non va mai poscritto.