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Ho visto anche delle donne felici

Foto Graciela_Magnoni 
La gioia di essere Nosotras. Dall’India all’Etiopia, da Singapore a Cuba, le donne fotografate da Graciela Magnoni amano, giocano, sognano, hanno figli. Forti e positive, al di là di gender gap e di stereotipi che le rappresentano solo come vittime
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Se tornassi indietro nel tempo e potessi scegliere, che sesso sceglieresti? Quali criteri influenzerebbero la tua decisione? E se dovessi avere un figlio solo e desiderassi per questo essere umano le chance migliori?». Sono alcune tra le domande che aprono il libro Of Women: In the Twenty-First Century dell’attivista angloindiana Shami Chakrabarti. Siamo sicure che la fotografa Graciela Magnoni non avrebbe dubbi. In queste pagine è evidente l’empatia istintiva e la solidarietà per le donne, che siano bambine in tutù che saltano sul materasso di una casa fatiscente a Singapore, ragazze che improvvisano una partita di hockey su uno sterrato del Punjab o madri da poco in Myanmar. Momenti di svago, gioco, cura e gioia, ritratti intimi e foto di gruppo da 13 Paesi diversi. Istantanee spesso rubate che illuminano la vita quotidiana dell’altra metà del cielo a diverse latitudini.

A ridosso del Covid il Pianeta delle donne fa un bel po&rsqu…

Se tornassi indietro nel tempo e potessi scegliere, che sesso sceglieresti? Quali criteri influenzerebbero la tua decisione? E se dovessi avere un figlio solo e desiderassi per questo essere umano le chance migliori?». Sono alcune tra le domande che aprono il libro Of Women: In the Twenty-First Century dell’attivista angloindiana Shami Chakrabarti. Siamo sicure che la fotografa Graciela Magnoni non avrebbe dubbi. In queste pagine è evidente l’empatia istintiva e la solidarietà per le donne, che siano bambine in tutù che saltano sul materasso di una casa fatiscente a Singapore, ragazze che improvvisano una partita di hockey su uno sterrato del Punjab o madri da poco in Myanmar. Momenti di svago, gioco, cura e gioia, ritratti intimi e foto di gruppo da 13 Paesi diversi. Istantanee spesso rubate che illuminano la vita quotidiana dell’altra metà del cielo a diverse latitudini.

A ridosso del Covid il Pianeta delle donne fa un bel po’ di fatica. Secondo il Global Gender Gap Report 2021 del World Economic Forum ci vorranno circa 136 anni per chiudere il gender gap. Gli indicatori? Dal punto di vista dell’Empowerment politico, la distanza si è allargata di 2,4 punti in percentuale: nei 156 Paesi presi in considerazione le donne occupano il 26,1 per cento di circa 35.500 posti in Parlamento in 156 Paesi. In 81 di questi le donne sono assenti. Peggio va nel campo dell’Economia, dove ci vorranno 267 anni per raggiungere la parità: le donne rappresentano il 27 per cento di tutte le posizioni manageriali. Molto meglio i campi dell’Istruzione e della Salute, dove siamo sostanzialmente in pari: ci vorranno solo 14 anni per la completa uguaglianza.

Magnoni non ignora questa realtà ma «le donne sono forti e trovano sempre il modo di superare le avversità e di esprimere gioia, sicurezza e positività», dice. «Le mie immagini vogliono bilanciare la disuguaglianza nella rappresentazione di donne non bianche in Paesi dove i media le rappresentano solo come vittime. Il mio lavoro è un omaggio a tutte le donna per riconoscerne la diversità e minimizzare stigma e stereotipi, cosa che accade specialmente per i Paesi più poveri. A livello umano siamo una cosa sola». La street photography non è facile. C’è gente che adora essere ripresa e altra che lo detesta, soprattutto se a farlo è un’estranea. «In Etiopia la gente è riluttante, devi prima creare un rapporto di fiducia. In India, dove mi sento a casa, è il contrario. Non sono timida e in genere cerco di farmi avanti con un sorriso, una parola gentile. A volte, invece, le donne non si accorgevano nemmeno di essere fotografate». Ogni caso è a sé. «Ma il fatto di essere una donna mi ha aiutato: la relazione con altre donne in qualsiasi luogo è spontanea. A volte è anche un vantaggio: in Pakistan c’erano dei villaggi aperti soltanto alle donne e questo mi ha dato l’opportunità di passare del tempo con loro. Col mio background trovo sempre un livello a cui connettermi».

 

Graciela, la nomade

«I miei genitori avevano una vita nomade e da bambina li ho sempre seguiti. Oggi fotografo le strade di qualsiasi città in cui mi trovo». Graciela Magnoni, autrice delle immagini di queste pagine, è nata a Montevideo, in Uruguay, nel 1961, ed è una fotografa autodidatta che ha studiato Giornalismo in Brasile, Comunicazioni di massa negli Usa e ha lavorato come fotoreporter con il newsmagazine brasiliano Istoé. Il reportage si chiama Nosotras, “noi”, ed è una serie che ha portato Magnoni a viaggiare in 13 paesi e 17 città diverse: una maniera per celebrare la diversità e i punti di contatto tra le donne nel mondo. Scattato con una Leica, è entrato nella shortlist del premio Leica. L’ultimo libro di Magnoni, Watan, appena uscito, è sullo stato del Punjab, terra originaria di suo marito, diviso in due tra India e Pakistan nel 1947 e da allora luogo di forti tensioni. Magnoni vive a Singapore.