Il designer milanese, classe 1988, a settembre darà il suo nome a un brand di complementi per la tavola, "perché voglio potermi esprimere senza compromessi"
Aggiornato 1 minuti di lettura
“I momenti di riflessione portano a nuovi pensieri e a nuovi percorsi, e io sono affascinato dalle nuove avventure. È per questo che ho creato un marchio che porta il mio nome, per dare vita a forme libere e personali, senza alcun compromesso stilistico”. Così Leonardo Talarico, designer milanese classe 1988, introduce il suo marchio omonimo: “Quando si disegna per le aziende, non sempre si è liberi di esprimersi al massimo; vorrei esserlo invece, lavorare senza compromessi, e vorrei comunicare la mia visione a 360 gradi, con pochi ed esclusivi oggetti”. Il risultato è una collezione di complementi per la tavola, realizzata da artigiani italiani su disegno del designer, dove ogni tipologia di prodotto è connotata da un materiale: “Ogni materiale rappresenta un oggetto, per esempio il metallo per i vasi, il legno per i centritavola, il marmo per i piatti, il vetro per le brocche. Avrei dovuto presentare il …
“I momenti di riflessione portano a nuovi pensieri e a nuovi percorsi, e io sono affascinato dalle nuove avventure. È per questo che ho creato un marchio che porta il mio nome, per dare vita a forme libere e personali, senza alcun compromesso stilistico”. Così Leonardo Talarico, designer milanese classe 1988, introduce il suo marchio omonimo: “Quando si disegna per le aziende, non sempre si è liberi di esprimersi al massimo; vorrei esserlo invece, lavorare senza compromessi, e vorrei comunicare la mia visione a 360 gradi, con pochi ed esclusivi oggetti”. Il risultato è una collezione di complementi per la tavola, realizzata da artigiani italiani su disegno del designer, dove ogni tipologia di prodotto è connotata da un materiale: “Ogni materiale rappresenta un oggetto, per esempio il metallo per i vasi, il legno per i centritavola, il marmo per i piatti, il vetro per le brocche. Avrei dovuto presentare il mio marchio in occasione del Salone del mobile, ma poi la pandemia ha bloccato tutto. Ma faremo una presentazione virtuale a settembre (e forse anche fisica) durante Milano Design City. I pezzi saranno acquistabili a partire da ottobre online, su e-shop italiani e internazionali, stiamo definendo i partner e i dettagli”.
Oggetti scultorei al confine con l'arte, come il primo progetto del brand, il vaso Pensiero, in metallo, “dove riprendo tre linee, in modo architettonico. L’idea era quella di creare un vaso che idealmente rappresenti gli steli dei fiori che si incrociano nello spazio; una volta inserito il fiore all’interno degli steli, l’oggetto estremamente rigoroso assume la sua forma finale”. Il Vaso Pensiero Il nuovo brand “porta il mio nome perche? vorrei che i clienti possano acquistare un Leonardo Talarico, come fosse un’opera d’arte, un quadro, un pensiero e una visione di stile”. Il giovane creativo ama definire il suo stile “crudo”, frutto di un procedere per sottrazione: “Penso a oggetti estremi, per andare contro il tempo e rimanere nel tempo. Il mio è un linguaggio di sintesi e simmetria”. Uno stile che ha colpito il suo mentore, Giulio Cappellini: “È stato lui a scoprirmi, è il mio maestro. L'ho conosciuto una dozzina di anni fa durante una fiera, mi chiese di provare a dare un'interpretazione di una bambola in plexiglass, un progetto dell'Unicef per la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Il mio intervento fu semplicemente una linea, però ben fatta, un semplice tratto che lo sorprese. Da allora collaboro con lui per Cappellini, I-Made (la kermesse di Londra dedicata al design italiano), Alcantara, progetti che si affiancano ad altre mie collaborazioni per marchi come Mdf, Living Divani, Tod's e Up to You Anthology”. I tavolini Metodo di Talarico per Mdf Italia