Sam Hecht e Kim Colin (Industrial Facility), Plateau
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Un progetto eccezionale per molti motivi: “Innanzitutto è nato durante le prime settimane di lockdown” spiega Maurizio Mussati, fondatore con Christian Mussati nel 2013 di WonderGlass, “nel periodo di Pasqua parlando al telefono con Ross (Lovegrove) e Kim (Colin, di Industrial Facility) ci siamo detti di fare qualcosa per la situazione di Venezia e di Murano in particolare, così ci siamo ispirati allo spirito pasquale e abbiamo pensato a una “rinascita”. Allora non sapevamo nemmeno quando avremmo potuto riniziare a produrre, e ancora oggi Murano è parzialmente fermo, così i lavori sono stati fatti in pochissimo tempo”.
Tom Dixon, Slump
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Un altro punto di eccezionalità, oltre a quello della massima ricettività e sensibilità per la situazione italiana dell’artigianato del vetro da parte di questi artisti londinesi, è stato quello della gratuità del loro lavoro: “hanno infatti accettato di lavorare senza compenso, se non quello eventuale da una vendita. E anche in questo caso lo divideremo equamente. Non c’è stata in questo caso una volontà di guadagno, da parte di nessuno”, precisa Mussati, che continua: "non sapremo infatti quanto turismo ci sarà nelle prossime settimane. Eppure abbiamo deciso di crederci, come il sindaco di Venezia ha deciso di sostenere comunque la Glass Week, e molti artigiani hanno deciso di partecipare". Segnali forti per un comparto che spesso sembra sostenuto più da un collezionismo, e da un turismo di qualità, prettamente straniero.
Laura Bethan Wood, Chain
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WonderGlass ha in serbo anche un'altro grande progetto, sempre nello spazio Murano Gallery AB 4.0, durante la settimana del vetro: "Marea" in collaborazione con lo studio svizzero di design atelier oï, ci porterà a scoprire, in un ambiente scenografico, degli innovativi elementi di illuminazione che muovendosi tra di loro evocano il flusso dell'acqua. Un omaggio a Venezia e alla sua resilienza di fronte alle avversità atmosferiche degli ultimi mesi.
C'era una volta il vetro soffiato
Che rapporto c'era tra i disegnatori e i maestri vetrai? A che età si cominciava a lavorare? Come funzionavano le collaborazioni con gli artisti, i disegnatori, gli architetti? C'è ancora oggi qualcuno in grado di lavorare in questo modo? A queste domande, e non solo, risponderà l'incontro “C'era una volta - Le vetrerie del '900” il 10 settembre alle 18 a Punta Conterie Art Gallery a Murano. Una conversazione, con i protagonisti di questo settore, che aderisce al programma di #TheHeartOfGlass, quarta edizione del festival internazionale The Venice Glass Week in programma dal 5 al 13 settembre 2020 a Venezia, Murano e Mestre e che fa parte del progetto espositivo “Vetro e disegno. Il processo creativo nelle storiche vetrerie muranesi del ’900”, ospitato fino al 31 dicembre negli spazi di InGalleria / Punta Conterie Art Gallery.
La mostra è curata da Caterina Toso, storica del vetro ed erede dell’Archivio della Fratelli Toso, e ripercorre quella fucina di creatività e innovazione che è stata Murano nel secolo scorso con disegni, materiali di archivio e oltre 50 vetri artistici realizzati tra gli anni Dieci e Ottanta del Novecento dalle vetrerie Fratelli Toso, Barovier&Toso, Salir, Venini, Avem, Seguso Vetri d’Arte, Vetreria Aureliano Toso, Vistosi, Galliano Ferro. Spiega Toso: «Nove vetrerie, per ognuna abbiamo scelto le opere più rappresentative della loro produzione artistica nel corso dei decenni. E a quasi ogni opera abbiamo affiancato il corrispondente disegno originale per meglio capire e per meglio approfondire il ruolo del disegno nel processo creativo delle opere in vetro».
Gli eventi si inseriscono nel calendario della Venice Glass Week (da scoprire sul sito www.theveniceglassweek.com), sostenuta dalla città di Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia, Le Stanze del Vetro - Fondazione Giorgio Cini, Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti e Consorzio Promovetro Murano. Gli appuntamenti, da scoprire anche sui social seguendo l'hashtag #TheHeartOfGlass, si terranno del 5 al 13 settembre, portando l’attenzione proprio a un aspetto identitario per Venezia e per rilanciare e aiutare un settore che, in particolare a Murano, è stato duramente colpito dalle conseguenze del Covid-19.
John Pawson, Horizon + Floor Horizon
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