La società leader mondiale degli spazi di lavoro in affitto ha una terza sede a Milano. I suoi uffici offrono situazioni eclettiche e flessibili in edifici al centro di ristrutturazioni di avanguardia. Dalla Cina all'America, dall'India alla Francia VEDI LA GALLERY
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Con una superficie complessiva di 5915 metri quadrati distribuiti su nove piani, compresi di due splendide terrazze, Via Vittor Pisani 15 è il nuovo building firmato WeWork, l'azienda leader mondiale per gli spazi di lavoro flessibili. La ristrutturazione di questo edificio è stata curata dallo studio di architettura Barreca & La Varra, che ha fatto della sostenibilità, dell'eleganza e dell'equilibrio estetico i punti di forza del progetto. WeWork Milano, Via Vittor Pisani 15
Il palazzo è infatti quasi autosufficiente dal punto di vista energetico in quanto sfrutta l'energia geotermica e le acque sotterranee grazie a pozzi realizzati e posti al secondo piano interrato. Inoltre le ampie finestre rispecchiano la città e conferiscono all'edificio un elemento di leggerezza, in perfetto equilibrio tra trasparenza e proporzione. Dal punto di vista del design, gli interni sono ispirati alla metà del secolo, con una forte influenza del modernismo italiano, per creare un luogo raffinato, caldo e accogliente. WeWork Milano, Via Vittor Pisani 15
Con ottocentoquarantatre sedi in centocinquanta città e trentotto paesi e oltre seicentododici mentri, WeWork è presente in tutto il mondo, da Weihai Lu in Cina, a Galaxy in India, sino a Artz Pedregal in messico venite a scoprire la gallery dei dieci spazi più belli.
Anche voi vorreste lavorare qui
Uno studio di WeWork, società leader mondiale degli spazi di lavoro in affitto, con BrightSpot Strategy, che ha intervistato i dipendenti di Stati Uniti, Canada, Messico e Regno Unito, ha messo in luce alcuni punti critici del lavoro da casa. Eccoli, mentre nelle immagini potete ammirare alcuni degli uffici che WeWork affitta nel mondo, e che vi faranno venire ancora più voglia di tornare in ufficio
La stragrande maggioranza (90%) delle persone vuole tornare in ufficio almeno un giorno alla settimana. Il venti per cento di questo gruppo vuole tornare cinque giorni alla settimana.
L'opportunità di socializzare è diminuita in media del 17% in tutti gli stili di lavoro da quando è stato introdotto il lavoro da casa. Per i dipendenti che hanno stretti legami con i colleghi, così come per quelli che hanno difficoltà a socializzare in ufficio, il calo è ancora maggiore, dal 20 al 26 per cento.
L'opportunità di interazioni non pianificate è diminuita maggiormente, in media del 25%, in tutti gli stili di lavoro dall'introduzione del lavoro a domicilio. Per i dipendenti che collaborano in team affiatati, il calo è ancora maggiore, fino al 40%.
L'opportunità di incontrarsi e di pensare insieme è diminuita in media dell'11% in tutti gli stili di lavoro da quando i dipendenti lavorano da casa. Per i dipendenti che hanno un ruolo collaborativo, il calo è ancora maggiore, dal 13 al 15%.
"Il movimento globale per lavorare da casa... potrebbe infatti portare a un crollo della produttività globale e minacciare la crescita economica per molti anni a venire", dice Nicholas Bloom, un economista di Stanford. Egli sottolinea la correlazione tra la collaborazione faccia a faccia e l'innovazione, ed è preoccupato che "le nuove idee che perdiamo oggi potrebbero tradursi in un minor numero di nuovi prodotti nel 2021 e oltre, il che ridurrebbe la crescita a lungo termine".